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I guerrieri della palude silenziosa (1981

tonto

20/10/2019 09:32:31

Un po' Anabasi, un po' dieci piccoli indiani, un po' parabola del Vietnam,
un po' confine tra anni 70 e 80.

Personalmente l'ho visto come un film su sciovinismo e razzismo, un film che
obbliga a cercare chiavi di lettura esterne e a ribaltare continuamente il
manicheismo.
La scena madre, quella in cui i patrioti in divisa diventano gli estranei
incapaci di capire se sono tra amici o nemici, è tanto semplice quanto
efficace.
E' qualcosa che viviamo ogni giorno ed il film la fa arrivare dopo il
sacrificio del soldato di colore, oggetto del razzismo abituale, e dopo una
serie di scene che ci illudono sulla fine del film.

Bello!


23 Risposte

Piergiorgio Sartor

20/10/2019 10:14:38

0

On 20/10/2019 11.32, tonto wrote:
> Un po' Anabasi, un po' dieci piccoli indiani, un po' parabola del Vietnam,
> un po' confine tra anni 70 e 80.
>
> Personalmente l'ho visto come un film su sciovinismo e razzismo, un film che
> obbliga a cercare chiavi di lettura esterne e a ribaltare continuamente il
> manicheismo.
> La scena madre, quella in cui i patrioti in divisa diventano gli estranei
> incapaci di capire se sono tra amici o nemici, è tanto semplice quanto
> efficace.
> E' qualcosa che viviamo ogni giorno ed il film la fa arrivare dopo il
> sacrificio del soldato di colore, oggetto del razzismo abituale, e dopo una
> serie di scene che ci illudono sulla fine del film.
>
> Bello!

Una dello cose che mi incuriosisce riguardo
l'ambientazione di questo genere di film,
tipo magari "Deliverance" ("Un tranquillo
week-end di paura"), e la rappresentazione
della comunita` locale.
Isolata, indipendente, fuori dal mondo, uno
stato nello stato, praticamente.

Mi chiedo sempre se sia una fobia, oppure
una realta`, od entrambe.

La cosa si ripete, in maniera piu` "civile",
con film tipo "Rambo", anche in quel caso la
comunita`, rappresentata dallo sceriffo, non
e` certo aperta agli estranei...

bye,

--

piergiorgio

tonto

20/10/2019 10:33:26

0


"Piergiorgio Sartor"
<piergiorgio.sartor.this.should.not.be.used@nexgo.REMOVETHIS.de> wrote in
message news:elot7g-to4.ln1@lazy.lzy...

Spoiler:


> Una dello cose che mi incuriosisce riguardo
> l'ambientazione di questo genere di film,
> tipo magari "Deliverance" ("Un tranquillo
> week-end di paura"), e la rappresentazione
> della comunita` locale.
> Isolata, indipendente, fuori dal mondo, uno
> stato nello stato, praticamente.

Nel film di Hill, però, i locali parlano una lingua differente ma non sono
ostili a prescindere.
I soldati (e lo spettatore) li percepiscono come tali.

> Mi chiedo sempre se sia una fobia, oppure
> una realta`, od entrambe.

Nel film in oggetto sembra proprio una fobia indotta dalle differenze
linguistiche e dall'atteggiamento dei soldati.
Il prigioniero dimostra solo in un secondo momento di essere in grado di
sparare con un braccio solo.
E i cacciatori sono tali perchè si parano il culo rispetto alla legge.
Quindi il problema potrebbe risiedere tutto nel sistema dominante, non
nell'etnìa cajou che invece accoglie i soldati nella sua festa.
L'ambiguità della scena è un piccolo capolavoro che mantiene lo spettatore
in un limbo.

> La cosa si ripete, in maniera piu` "civile",
> con film tipo "Rambo", anche in quel caso la
> comunita`, rappresentata dallo sceriffo, non
> e` certo aperta agli estranei...

Lì il gioco si ribalta: è il reduce eroe di guerra ad essere estraneo al suo
paese a causa della sua aria da barbone.
La comunità locale è tipicamente yankee mentre Rambo ha un aspetto a metà
strada tra un hippie e un nativo americano.


tonto

20/10/2019 10:43:29

0


"Piergiorgio Sartor"
<piergiorgio.sartor.this.should.not.be.used@nexgo.REMOVETHIS.de> wrote in
message news:elot7g-to4.ln1@lazy.lzy...

> Isolata, indipendente, fuori dal mondo, uno
> stato nello stato, praticamente.

Cmq anche a me ha incuriosito questo aspetto, cioè quanto una comunità
isolata possa essere uno stato nello stato.
Di sicuro era tutto molto diverso prima di internet e dei telefonini ma il
trattamento riservato a New Orleans quando fu colpita dal tifone fa
sospettare che qualche reale distanza ci sia ancora...


Piergiorgio Sartor

20/10/2019 10:55:26

0

On 20/10/2019 12.43, tonto wrote:
> "Piergiorgio Sartor"
> <piergiorgio.sartor.this.should.not.be.used@nexgo.REMOVETHIS.de> wrote in
> message news:elot7g-to4.ln1@lazy.lzy...
>
>> Isolata, indipendente, fuori dal mondo, uno
>> stato nello stato, praticamente.
>
> Cmq anche a me ha incuriosito questo aspetto, cioè quanto una comunità
> isolata possa essere uno stato nello stato.
> Di sicuro era tutto molto diverso prima di internet e dei telefonini ma il
> trattamento riservato a New Orleans quando fu colpita dal tifone fa
> sospettare che qualche reale distanza ci sia ancora...

Esatto.
Perche` questa rappresentazione si ripete
anche in diversi film horror, che saranno
sicuramente esagerati.

Sembra come se, dati gli ampi spazi, vi sia
la possibilita` di sviluppare entita` sociali
isolate, al punto da considerarsi la massima
autorita` del posto, ben al di sopra dello
Stato sovrano a cui appartengono.

Consideriamo il caso di "Southern comfort" (il
film in questione).
Quelli a cui viene data la caccia sono soldati.
Il che vuol dire che se non dovessero tornare
alla base, qualcuno andrebbe sicuramente ad
indagare, anche in maniera "brutale".
Non solo uomini sono spariti, ma anche materiali,
cioe` armi e, seppur a salve, munizioni.

Quindi solo chi pensa di essere al di sopra di
questo puo` permettersi di tentare un'azione
atta ad eliminare tali testimoni.

Mostrare questo atteggiamento sembra essere,
non dico comune, ma alquanto standard in certi
film di quel paese.

In "Rambo", di fatto lo sceriffo agisce contro
la legge, quando butta fuori dal paese Rambo.
Se ne frega, tanto sa (crede) che questo non
abbia la capacita` di reagire.

In un altro film o telefilm, non ricordo nel
dettaglio, avviene una situazione simile, solo
che la persona espulsa e` un agente del FBI
e lo sceriffo si ritrova in guai legali.

Quindi pare che vi sia una certa paura o
forse pregiudizio, nei confronti di queste
comunita` isolate.

bye,

--

piergiorgio

tonto

20/10/2019 16:09:45

0


"Piergiorgio Sartor"
<piergiorgio.sartor.this.should.not.be.used@nexgo.REMOVETHIS.de> wrote in
message news:u1rt7g-to4.ln1@lazy.lzy...

> Sembra come se, dati gli ampi spazi, vi sia
> la possibilita` di sviluppare entita` sociali
> isolate, al punto da considerarsi la massima
> autorita` del posto, ben al di sopra dello
> Stato sovrano a cui appartengono.

Una specie di contropotere.
Credo che anche alcuni quartieri statunitensi siano così...

> Consideriamo il caso di "Southern comfort" (il
> film in questione).
> Quelli a cui viene data la caccia sono soldati.
> Il che vuol dire che se non dovessero tornare
> alla base, qualcuno andrebbe sicuramente ad
> indagare, anche in maniera "brutale".
> Non solo uomini sono spariti, ma anche materiali,
> cioe` armi e, seppur a salve, munizioni.
>
> Quindi solo chi pensa di essere al di sopra di
> questo puo` permettersi di tentare un'azione
> atta ad eliminare tali testimoni.

Cioè pensa che se fa sparire cadaveri e testimoni nessuno riuscirà ad
indagare.
E che l'autorità centrale, anche se dovesse entrare nella palude,
difficilmente riuscirebbe a ritrovare i cadaveri verificandone la morte
violenta.

> Mostrare questo atteggiamento sembra essere,
> non dico comune, ma alquanto standard in certi
> film di quel paese.

Diciamo che è un'ottima base per fare un film!

> In "Rambo", di fatto lo sceriffo agisce contro
> la legge, quando butta fuori dal paese Rambo.
> Se ne frega, tanto sa (crede) che questo non
> abbia la capacita` di reagire.

Più che altro pensa che nessuno si prenderà la briga di indagare
sull'accaduto.
Un po' come nelle carceri italiane...

> In un altro film o telefilm, non ricordo nel
> dettaglio, avviene una situazione simile, solo
> che la persona espulsa e` un agente del FBI
> e lo sceriffo si ritrova in guai legali.

La calda notte dell'ispettore Tibbs?
MI pare che anche in Missisipi burning ci siano situazioni simili: l'FBI
fatica ad indagare su sceriffi e vicesceriffi del KKK.
Lo sceriffo ne esce pulito.

> Quindi pare che vi sia una certa paura o
> forse pregiudizio, nei confronti di queste
> comunita` isolate.

Tieni conto che gli sceriffi sono in certi casi eletti dalla comunità locale
e quindi rispondono ai compaesani.
Quindi un fondo di verità c'è sicuramente.

Tuttavia i territori fuori controllo lo sono più che altro per disinteresse
del potere centrale e non per dominio delle forze del male!
Un bel film in proposito è la città di dio, uno ancora migliore è un gelido
inverno del 2010.

La gente cmq ci abita in questi luoghi, anch'io abito in una zona malfamata
in cui fino a qualche anno fa la polizia passava solo di notte a sirene
spiegate per svegliare gli odiati abitanti.
La gente ci abita, ci lavora, ci fa figli, ci guarda la televisione: poi
magari si ritrova nelle serie tv e si fa due risate!


anacleto.colombo

20/10/2019 17:24:15

0

Piergiorgio Sartor
<piergiorgio.sartor.this.should.not.be.used@nexgo.REMOVETHIS.de> wrote:

> In un altro film o telefilm, non ricordo nel
> dettaglio, avviene una situazione simile, solo
> che la persona espulsa e` un agente del FBI
> e lo sceriffo si ritrova in guai legali.

ricorda la trama della calda notte dell'isp. Tibbs.

il ripetersi della situazione potrebbe indicare solo che le comunità locali
della provincia profonda sono effettivamente e tipicamente grezze e
richiuse su se stesse. In realtà è molto vero anche fuori dalla USA.


--
bed & breakfast & my IPAD

pandora

21/10/2019 12:04:19

0

Il giorno domenica 20 ottobre 2019 11:33:20 UTC+2, tonto ha scritto:
> Un po' Anabasi, un po' dieci piccoli indiani, un po' parabola del Vietnam,
> un po' confine tra anni 70 e 80.
>

è una cover (remake) del noto film di Boorman Un tranquillo wdp
un remake che tenta di dire qualcosa di nuovo ma non ci riesce

Piergiorgio Sartor

21/10/2019 16:39:41

0

On 21/10/2019 14.04, lzy wrote:
> Il giorno domenica 20 ottobre 2019 11:33:20 UTC+2, tonto ha scritto:
>> Un po' Anabasi, un po' dieci piccoli indiani, un po' parabola del Vietnam,
>> un po' confine tra anni 70 e 80.
>>
>
> è una cover (remake) del noto film di Boorman Un tranquillo wdp
> un remake che tenta di dire qualcosa di nuovo ma non ci riesce

Semmai e` un re-make (non remake) di "The
Warriors", AKA "I guerrieri della notte".

Di "Deliverance" forse, ma forse, prende
l'idea di cui si discuteva, riguardo la
rappresentazione di certe realta` isolate.

bye,

--

piergiorgio

pandora

21/10/2019 17:39:28

0

Il giorno lunedì 21 ottobre 2019 18:43:00 UTC+2, Piergiorgio Sartor ha scritto:
> On 21/10/2019 14.04, lzy wrote:
> >
> >
> > è una cover (remake) del noto film di Boorman Un tranquillo wdp
> > un remake che tenta di dire qualcosa di nuovo ma non ci riesce
>
> Semmai e` un re-make (non remake) di "The
> Warriors", AKA "I guerrieri della notte".
>

non me lo ricordo, a parte la musichetta che al tempo mi piaceva


> Di "Deliverance" forse, ma forse, prende
> l'idea di cui si discuteva, riguardo la
> rappresentazione di certe realta` isolate.
>


Beh, c'è la foresta come luogo di attraversamento
ci sono i nativi del posto che difendono il loro territorio
c'è la comunità del villaggio apparentemente tranquilla (finali di entrambi i film)
c'è lo scontro tra intrusi e residenti

secondo me il regista ha pensato al film di boorman

Piergiorgio Sartor

21/10/2019 17:50:51

0

On 21/10/2019 19.39, lzy wrote:
> Il giorno lunedì 21 ottobre 2019 18:43:00 UTC+2, Piergiorgio Sartor ha scritto:
>> On 21/10/2019 14.04, lzy wrote:
>>>
>>>
>>> è una cover (remake) del noto film di Boorman Un tranquillo wdp
>>> un remake che tenta di dire qualcosa di nuovo ma non ci riesce
>>
>> Semmai e` un re-make (non remake) di "The
>> Warriors", AKA "I guerrieri della notte".
>>
>
> non me lo ricordo, a parte la musichetta che al tempo mi piaceva
>
>
>> Di "Deliverance" forse, ma forse, prende
>> l'idea di cui si discuteva, riguardo la
>> rappresentazione di certe realta` isolate.
>>
>
>
> Beh, c'è la foresta come luogo di attraversamento

Uno e` una foresta, l'altro una palude...

> ci sono i nativi del posto che difendono il loro territorio
> c'è la comunità del villaggio apparentemente tranquilla (finali di entrambi i film)
> c'è lo scontro tra intrusi e residenti

Si, ma non e` questo che rende due film
un il remake dell'altro, anzi.

> secondo me il regista ha pensato al film di boorman

Sicuramente lo conosceva, penso, ma la
storia e` un'altra.

Puo` essere che Walter Hill abbia visto
"Deliverance" ed abbia deciso di rifare
"The warriors" (sempre di Hill) con
un'ambientazione simile.

bye,

--

piergiorgio