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sterzi a parte [lungo]

liftman

15/10/2019 06:38:59

Mi sentivo una mosca bianca a pensare che a togliere i test privati (e
non solo), avessero tarpato le ali alla SF, evidentemente Marco Donnini
(AutoSprint) la pensa come me: https://tinyurl.co...

Non vâ??è niente di più bugiardo della matematica, certe volte. Prendete
la faccenda dei titoli Costruttori vinti dalla Ferrari dal 1999 al 2004
e dalla Mercedes dal 2014 al 2019: sono sei mondiali di fila in entrambi
i casi, le strisce vincenti più lunghe nella storia della F.1. Eppure
non vâ??è significato più diverso, disomogeneo e spiazzante, circa il
raffronto tra i due primati conquistati sul campo.

Non a caso lâ??esadominio Rosso viene definito lâ??era Schumi, mentre
lâ??esatitolo argenteo è didascalizzato come epopea Mercedes turboibrida.
E, dietro le parole, stanno significati profondi e rivelatori.

Il ciclo vincente del Cavallino fu un lento risultato di una crescita
sofferta ma costante, basata su su un uomo-architrave, Michael
Schumacher, e la sua idea di squadra, comprendente il progettista Rory
Byrne e lâ??uomo squadra Ross Brawn, in poche parole un espianto/trapianto
quasi simultaneo dalla Benetton vincente di metà Anni â??90, il tutto fuso
nella spina dorsale Ferrari rappresentata dal presidente Luca Cordero di
Montezemolo e dal dirigente plenipotenziario Jean Todt.

Tutto ciò allâ??interno di uno sviluppo continuo garantito da una galleria
del vento allâ??avanguardia, un test team attivo h24 e circuiti prova,
leggi Fiorano e Mugello, alla bisogna quasi quotidianamente attivi. In
altre parole, non vâ??è nella di più grandiosamente individualista e
collettivo della Ferrari dellâ??era Schumi. Sembra una definizione
paradossale ma non lo è. Perché la Rossa schumacheriana resta squadra
perdutamente a una punta, ma nello stesso tempo incarna anche un sistema
ultra complesso, un collettivo infinito, ramificato, che si mette a
girare come non mai in quanto oliato, galvanizzato e congetturato dal
campionissimo tedesco. Quando si parla dellâ??era Ferrari di Schumi, con
rispetto parlando, lui sta al Cavallino Rampante quanto Dio al creato
nella definizione di Aristotele mediato dalla scolastica: Egli è lo
primo movente, il motore immobile. Omne quod movetur ab alio movetur: è
dunque necessario che tutto ciò che si muove sia mosso da un altro, sì,
bisogna arrivare ad un primo motore che non sia mosso da altri; e tutti
riconoscono che esso è Dio, nel creato Tommaseo, così come lo è Michael
Schumacher nellâ??universo Ferrari dal 1996 al 2006, anche se gli ultimi
due anni sono quelli del commiato senza trionfi iridati.


E il prodigioso sistema Ferrari orchestrato da Montezemolo e Todt a
immagine, somiglianza e indicazioni dellâ??asso tedesco, funziona ancora
con benefici inerziali, perché nel 2007 - in coincidenza con la spy
story McLaren - arriva un ulteriore doppio trionfo, Piloti e
Costruttori, della Rossa del neoarrivato Kimi Raikkonen. In altre
parole, il rinascimento Rosso dellâ??era Schumi è miracolo dâ??Uomini
allâ??interno di un investimento grandioso a livello di capitali, idee,
strutture e know-how, nel segno di un campione-guru-catalizzatore che
diventa movente, simbolo, ispiratore e feticcio di un pluriennale
circolo virtuoso. E proprio quando il raccolto inizia, nel 1999, si
vince il solo mondiale Costruttori, in quanto quello Piloti vede Schumi
tagliato fuori dalla gamba rotta alla Stowe e nel finale pronto a dare
una gran mano a Irvine a Sepang ma poi di fatto a tirarsi indietro a
Suzuka, lasciando lâ??irlandese solo con se stesso e i suoi fantasmi, fino
a perdere quel titolo. Magari perché il trionfo di Eddie avrebbe tarpato
le ali, in prospettiva, allo stesso sistema Schumi.

Ma da lì in poi, i conti tornano eccome. E nel 2000 e nel 2003, i due
anni più difficili, allâ??ultimo tuffo, Michael ci mette del suo fino al
centimentro finale, vincendo lâ??iride proprio a Suzuka.

Eppure son stagioni nelle quali normativamente tante cose cambiano, di
volta in volta, per creare guai alla Rossa. Dai punteggi, ai regolamenti
tecnici, ai ritocchi e ai dosaggi, tanto che il 2005 è lâ??anno in cui
Schumi abdica soprattutto a causa del letale divieto del cambio gomme.
Della serie, una sconfitta annunciata e voluta. Anzi, â??Vuolsi così colà
dove si puote / ciò che si vuole, e più non dimandare�, farebbe dire
Dante a Virgilio. La storia dei recenti trionfi Mercedes è ben diversa,
storicamente, culturalmente e tecnocraticamente rispetto alla striscia
Rosso-Ferrari. Ecco, diciamo pure che câ??è qualcosa - allâ??interno di un
ruolino legittimamente sacrosanto e legittimo - di strano nelle tendenze
al successo della Casa della Stella a Tre punte. Perché dal 2010 al
2013, nei primi quattro anni della nuova presenza diretta in F.1 - sulle
ceneri della ex BrawnGp -, lâ??equipe argentea fa flop i primi due anni,
pensa te, ironia della sorte col rientrante e post-quarantenne Schumi
affiancato al coriaceo baby Rosberg. Quindi si mette a vincere ma col
contagocce, da Cina 2012 a Ungheria 2013, giusto quattro garette,
lâ??ultima col neoarrivato Hamilton, transfuga McLaren e sostituto del
giubilato Kaiser.

Poi, però, arriva la rivoluzione turboibrida e tutto cambia.
Delle 99 vittorie Mercedes nei Gp, ben 86 sono frutto dei sei anni di
turboibdrido, formula tecnologica inusitata in F.1, che vede la Mercedes
partire con non meno di due anni di vantaggio, in termini di ricerca e
sperimentazioni, su tutti gli altri, tradotti in un divario di cavalli
praticamente incolmabile.

Pienissimo merito alla sinergia tra Brackley e Brixworth, quindi, grande
pure Aldo Costa, okay, ma vanno anche dette e ricordate una volta per
tutte due cosine che riguardano gli ultimi dodici anni della F.1: 1)
prima, azzerando i test, di fatto le autorità sportive hanno tarpato le
ali per sempre alla gioiosa macchina da guerra ferrarista dâ??espressione
culturalmente Schumacheriana e poi, 2) instaurando la formula
turboibrida, è stata di fatto garantita una supremazia â??fine pena maiâ?,
cioè apparentemente senza soluzione di continuità, alla competitività
alla Mercedes stessa. A Melbourne 2014 le power unit Mercedes, perfino
quella montata sullâ??altrimenti inoffensiva McLaren del deb Magnussen,
avevano un vantaggio di cavalleria tale da far sembrare i Gp una sfida
tra giaguari tedeschi e motozzappe altrui.

In unâ??era, questa, di sei anni filati, nella quale di fatto al dominio
Mercedes - in gran parte di motore, anzi, di motori, atmosferici ed
elettrici tra loro mirabilmente combinati -, non è stato mica più
utilizzato il fastidioso punzecchiamento di cambimenti regolamentari che
alla lunga aveva sfiancato la Ferrari dellâ??era Schumi.

Al contrario, la Rossa di Michael dopo sei anni epici sembrava un San
Sebastiano trafitto dalle frecce degli sconvolgimenti normativi ad hoc,
mentre la Mercedes di Wolff e Lauda - e ora solo di Toto Wolff -, dopo
aver goduto in tempi sospetti di sessioni aggiuntive di test
benevolmente concesse - correva il 2013 -, se ne sta col nasino
allâ??insù, ben tutelata dalla stabilità motoristico-regolamentare più
congelata nella storia della F.1, cioè questa. Perché le richieste
cosmesi aerodinamiche e di carico delle ultime stagioni son robina da
nulla e anche la tanto strombazzata nuova Formula 1 dal 2021 in poi non
ha niente della rivoluzione annunciata, ma è semplice accozzaglia di
piccole e indolori riforme che finiscono col prorogare e salvaguardare
il terreno già fertilissimo allâ??instaurazione del dominio Mercedes.

Ecco perché in realtà la differenza tra i sei titoli Costruttori Ferrari
e quelli Mercedes appare abissale e mai come ora la matematica sembra
unâ??opinione.

La Ferrari di Schumi resta il più grande miracolo - per quanto alla
lunga palloso pure esso, neh -, di rinascita tecnologica di una squadra
nellâ??era moderna del motorsport, mentre lo strapotere Mercedes - pur
contando le prodezze di Hamilton specie nel 2017 e nel 2018, laddove la
supremazia non era così schiacciante e Lewis ci ha dovuto mettere tanto
del suo -, sì, dicevo, il dominio tedesco sembra tanto il frutto seriale
dellâ??interpretazione perfetta di un tema tecnico unico e decisivo,
quello del turboibdrido.

Ciascuno la pensi come vuole, questo è un paese libero, però la Ferrari
di Schumi è stato lâ??unico e vero esempio di rivoluzione sistemica di una
squadra nellâ??arco di dieci anni, che parte dal Campionissimo riuscendo a
diventare tutta Campionissima, mentre la favolosa Mercedes di queste sei
stagioni appare sempre più una Casa messa e mantenuta in condizione di
vincere, in una F.1 in cui la power unit è tutto e in cui i tedeschi
proprio a power unit erano più avanti di tutti, dal primo giorno.

Pertanto, plaudo i trionfi Mercedes, ne riconosco la piena legittimità,
gli dedico una standing ovation convinta in attesa del sesto titolo di
Hamilton - che porterà presto a 12 i mondiali argentei di fila - e godo
delle loro confermatissime capacità. Ma, sinceramente, quanto a blasone
sportivo, sistemico e storico, per me vale di più da sola la vecchia
saracinesca della casa del custode di Fiorano dal 1999 in poi, che i sei
recenti titoli della Stella a Tre Punte.
--
Fri(END), Boyfri(END), Girlfri(END), Bestfri(END). Everything has an END
except...Fam(ILY)! It Has 3 Letters that say I LOVE YOU

81 Risposte

Cordy

15/10/2019 07:48:13

0

Il 15/10/2019 08:38, liftman ha scritto:
> Mi sentivo una mosca bianca a pensare che a togliere i test privati (e
> non solo), avessero tarpato le ali alla SF, evidentemente Marco Donnini
> (AutoSprint) la pensa come me: https://tinyurl.co...
>
> Non vâ??è niente di più bugiardo della matematica, certe volte. Prendete
> la faccenda dei titoli Costruttori vinti dalla Ferrari dal 1999 al 2004
> e dalla Mercedes dal 2014 al 2019: sono sei mondiali di fila in entrambi
> i casi, le strisce vincenti più lunghe nella storia della F.1. Eppure
> non vâ??è significato più diverso, disomogeneo e spiazzante, circa il
> raffronto tra i due primati conquistati sul campo.
>
> Non a caso lâ??esadominio Rosso viene definito lâ??era Schumi, mentre
> lâ??esatitolo argenteo è didascalizzato come epopea Mercedes turboibrida.
> E, dietro le parole, stanno significati profondi e rivelatori.
>
> Il ciclo vincente del Cavallino fu un lento risultato di una crescita
> sofferta ma costante, basata su su un uomo-architrave, Michael
> Schumacher, e la sua idea di squadra, comprendente il progettista Rory
> Byrne e lâ??uomo squadra Ross Brawn, in poche parole un espianto/trapianto
> quasi simultaneo dalla Benetton vincente di metà Anni â??90, il tutto fuso
> nella spina dorsale Ferrari rappresentata dal presidente Luca Cordero di
> Montezemolo e dal dirigente plenipotenziario Jean Todt.
>
> Tutto ciò allâ??interno di uno sviluppo continuo garantito da una galleria
> del vento allâ??avanguardia, un test team attivo h24 e circuiti prova,
> leggi Fiorano e Mugello, alla bisogna quasi quotidianamente attivi. In
> altre parole, non vâ??è nella di più grandiosamente individualista e
> collettivo della Ferrari dellâ??era Schumi. Sembra una definizione
> paradossale ma non lo è. Perché la Rossa schumacheriana resta squadra
> perdutamente a una punta, ma nello stesso tempo incarna anche un sistema
> ultra complesso, un collettivo infinito, ramificato, che si mette a
> girare come non mai in quanto oliato, galvanizzato e congetturato dal
> campionissimo tedesco. Quando si parla dellâ??era Ferrari di Schumi, con
> rispetto parlando, lui sta al Cavallino Rampante quanto Dio al creato
> nella definizione di Aristotele mediato dalla scolastica: Egli è lo
> primo movente, il motore immobile. Omne quod movetur ab alio movetur:  è
> dunque necessario che tutto ciò che si muove sia mosso da un altro, sì,
> bisogna arrivare ad un primo motore che non sia mosso da altri; e tutti
> riconoscono che esso è Dio, nel creato Tommaseo, così come lo è Michael
> Schumacher nellâ??universo Ferrari dal 1996 al 2006, anche se gli ultimi
> due anni sono quelli del commiato senza trionfi iridati.
>
>
> E il prodigioso sistema Ferrari orchestrato da Montezemolo e Todt a
> immagine, somiglianza e indicazioni dellâ??asso tedesco, funziona ancora
> con benefici inerziali, perché nel 2007 - in coincidenza con la spy
> story McLaren - arriva un ulteriore doppio trionfo, Piloti e
> Costruttori, della Rossa del neoarrivato Kimi Raikkonen. In altre
> parole, il rinascimento Rosso dellâ??era Schumi è miracolo dâ??Uomini
> allâ??interno di un investimento grandioso a livello di capitali, idee,
> strutture e know-how, nel segno di un campione-guru-catalizzatore che
> diventa movente, simbolo, ispiratore e feticcio di un pluriennale
> circolo virtuoso. E proprio quando il raccolto inizia, nel 1999, si
> vince il solo mondiale Costruttori, in quanto quello Piloti vede Schumi
> tagliato fuori dalla gamba rotta alla Stowe e nel finale pronto a dare
> una gran mano a Irvine a Sepang ma poi di fatto a tirarsi indietro a
> Suzuka, lasciando lâ??irlandese solo con se stesso e i suoi fantasmi, fino
> a perdere quel titolo. Magari perché il trionfo di Eddie avrebbe tarpato
> le ali, in prospettiva, allo stesso sistema Schumi.
>
> Ma da lì in poi, i conti tornano eccome. E nel 2000 e nel 2003, i due
> anni più difficili, allâ??ultimo tuffo, Michael ci mette del suo fino al
> centimentro finale, vincendo lâ??iride proprio a Suzuka.
>
> Eppure son stagioni nelle quali normativamente tante cose cambiano, di
> volta in volta, per creare guai alla Rossa. Dai punteggi, ai regolamenti
> tecnici, ai ritocchi e ai dosaggi, tanto che il 2005 è lâ??anno in cui
> Schumi abdica soprattutto a causa del letale divieto del cambio gomme.
> Della serie, una sconfitta annunciata e voluta. Anzi, â??Vuolsi così colà
> dove si puote / ciò che si vuole, e più non dimandare�, farebbe dire
> Dante a Virgilio. La storia dei recenti trionfi Mercedes è ben diversa,
> storicamente, culturalmente e tecnocraticamente rispetto alla striscia
> Rosso-Ferrari. Ecco, diciamo pure che câ??è qualcosa - allâ??interno di un
> ruolino legittimamente sacrosanto e legittimo - di strano nelle tendenze
> al successo della Casa della Stella a Tre punte. Perché dal 2010 al
> 2013, nei primi quattro anni della nuova presenza diretta in F.1 - sulle
> ceneri della ex BrawnGp -, lâ??equipe argentea fa flop i primi due anni,
> pensa te, ironia della sorte col rientrante e post-quarantenne Schumi
> affiancato al coriaceo baby Rosberg. Quindi si mette a vincere ma col
> contagocce, da Cina 2012 a Ungheria 2013, giusto quattro garette,
> lâ??ultima col neoarrivato Hamilton, transfuga McLaren e sostituto del
> giubilato Kaiser.
>
> Poi, però, arriva la rivoluzione turboibrida e tutto cambia.
> Delle 99 vittorie Mercedes nei Gp, ben 86 sono frutto dei sei anni di
> turboibdrido, formula tecnologica inusitata in F.1, che vede la Mercedes
> partire con non meno di due anni di vantaggio, in termini di ricerca e
> sperimentazioni, su tutti gli altri, tradotti in un divario di cavalli
> praticamente incolmabile.
>
> Pienissimo merito alla sinergia tra Brackley e Brixworth, quindi, grande
> pure Aldo Costa, okay, ma vanno anche dette e ricordate una volta per
> tutte due cosine che riguardano gli ultimi dodici anni della F.1: 1)
> prima, azzerando i test, di fatto le autorità sportive hanno tarpato le
> ali per sempre alla gioiosa macchina da guerra ferrarista dâ??espressione
> culturalmente Schumacheriana e poi, 2) instaurando la formula
> turboibrida, è stata di fatto garantita una supremazia â??fine pena maiâ?,
> cioè apparentemente senza soluzione di continuità, alla competitività
> alla Mercedes stessa. A Melbourne 2014 le power unit Mercedes, perfino
> quella montata sullâ??altrimenti inoffensiva McLaren del deb Magnussen,
> avevano un vantaggio di cavalleria tale da far sembrare i Gp una sfida
> tra giaguari tedeschi e motozzappe altrui.
>
> In unâ??era, questa, di sei anni filati, nella quale di fatto al dominio
> Mercedes - in gran parte di motore, anzi, di motori, atmosferici ed
> elettrici tra loro mirabilmente combinati -, non è stato mica più
> utilizzato il fastidioso punzecchiamento di cambimenti regolamentari che
> alla lunga aveva sfiancato la Ferrari dellâ??era Schumi.
>
> Al contrario, la Rossa di Michael dopo sei anni epici sembrava un San
> Sebastiano trafitto dalle frecce degli sconvolgimenti normativi ad hoc,
> mentre la Mercedes di Wolff e Lauda - e ora solo di Toto Wolff -, dopo
> aver goduto in tempi sospetti di sessioni aggiuntive di test
> benevolmente concesse - correva il 2013 -, se ne sta col nasino
> allâ??insù, ben tutelata dalla stabilità motoristico-regolamentare più
> congelata nella storia della F.1, cioè questa. Perché le richieste
> cosmesi aerodinamiche e di carico delle ultime stagioni son robina da
> nulla e anche la tanto strombazzata nuova Formula 1 dal 2021 in poi non
> ha niente della rivoluzione annunciata, ma è semplice accozzaglia di
> piccole e indolori riforme che finiscono col prorogare e salvaguardare
> il terreno già fertilissimo allâ??instaurazione del dominio Mercedes.
>
> Ecco perché in realtà la differenza tra i sei titoli Costruttori Ferrari
> e quelli Mercedes appare abissale e mai come ora la matematica sembra
> unâ??opinione.
>
> La Ferrari di Schumi resta il più grande miracolo - per quanto alla
> lunga palloso pure esso, neh -, di rinascita tecnologica di una squadra
> nellâ??era moderna del motorsport, mentre lo strapotere Mercedes - pur
> contando le prodezze di Hamilton specie nel 2017 e nel 2018, laddove la
> supremazia non era così schiacciante e Lewis ci ha dovuto mettere tanto
> del suo -, sì, dicevo, il dominio tedesco sembra tanto il frutto seriale
> dellâ??interpretazione perfetta di un tema tecnico unico e decisivo,
> quello del turboibdrido.
>
> Ciascuno la pensi come vuole, questo è un paese libero, però la Ferrari
> di Schumi è stato lâ??unico e vero esempio di rivoluzione sistemica di una
> squadra nellâ??arco di dieci anni, che parte dal Campionissimo riuscendo a
> diventare tutta Campionissima, mentre la favolosa Mercedes di queste sei
> stagioni appare sempre più una Casa messa e mantenuta in condizione di
> vincere, in una F.1 in cui la power unit è tutto e in cui i tedeschi
> proprio a power unit erano più avanti di tutti, dal primo giorno.
>
> Pertanto, plaudo i trionfi Mercedes, ne riconosco la piena legittimità,
> gli dedico una standing ovation convinta in attesa del sesto titolo di
> Hamilton - che porterà presto a 12 i mondiali argentei di fila - e godo
> delle loro confermatissime capacità. Ma, sinceramente, quanto a blasone
> sportivo, sistemico e storico, per me vale di più da sola la vecchia
> saracinesca della casa del custode di Fiorano dal 1999 in poi, che i sei
> recenti titoli della Stella a Tre Punte.

Spunto interessante e (a parte le "motozzappe" con due zeta...)
ampiamente condivisibile. Mi convince poco la conclusione. Come non è
pienamente convincente la situazione Mercedes, con una casa costruttrice
di PU che inizia la sperimentazione 2 anni prima che la FIA scelga di
usare proprio quel tipo di approccio, così mi convince poco la "Rossa di
Michael" trafitta come un san Sebastiano dalle modifiche regolamentari.
Semplicemente perché Ferrari il potere di veto ce l'ha ancora oggi. Non
può imporre regole, ma può vietare modifiche. Quindi, come non ha
vietato le punture di frecce alla "Rossa di Michael", non ha certo
invocato un cambiamento alle PU ibride, forse preferendo un sicuro
secondo posto ad un potenziale cambiamento di incerto risultato.
Oggi, potrebbe essere Mercedes, se davvero Ferrari ha una PU superiore,
come Wolff afferma, a volere un cambiamento di norme relative alle PU.
Certo, rimanendo le regole che vietano i test, è un salto nel buio per
tutti, anche per la scuderia di Brackley. Ho il sacchetto dei popcorn in
mano, anche se rimango convinto che la maggior potenza Ferrari sia
ancora tutta da dimostrare. Vedremo...

--
Ciao!
Stefano

Roberto Messora

15/10/2019 08:04:14

0

Il giorno martedì 15 ottobre 2019 08:39:09 UTC+2, liftman ha scritto:

> nulla e anche la tanto strombazzata nuova Formula 1 dal 2021 in poi non
> ha niente della rivoluzione annunciata, ma è semplice accozzaglia di
> piccole e indolori riforme che finiscono col prorogare e salvaguardare
> il terreno già fertilissimo all’instaurazione del dominio Mercedes.

peccato che siano già due anni che il motore Ferrari è migliore e più potente di quello Mercedes, addirittura in full power si parla di una trentina di cavalli, una enormità a questi livelli.
il problema della Ferrari oggi è e rimane la meccanica
quindi smettiamola con queste giaculatorie sui motori ibridi, ormai il sorpasso è avvenuto, vediamo di progettare bene la vettura adesso, e non venitemi a dire che su questo fronte la Mercedes abbia chissà quale vantaggio dal regolamento

saluti
Roberto
FV


Roberto Messora

15/10/2019 08:05:40

0

Il giorno martedì 15 ottobre 2019 09:48:16 UTC+2, Cordy ha scritto:

> tutti, anche per la scuderia di Brackley. Ho il sacchetto dei popcorn in
> mano, anche se rimango convinto che la maggior potenza Ferrari sia
> ancora tutta da dimostrare. Vedremo...

in realtà è praticamente acclarato da tutti che il vantaggio ci sia ed anche abbastanza evidente

saluti
Roberto
FV

Despacito

15/10/2019 08:24:40

0

On 15/10/19 10:04, Roberto Messora wrote:

>quindi smettiamola con queste giaculatorie sui motori ibridi, ormai il sorpasso è avvenuto, vediamo di progettare bene la vettura adesso, e non venitemi a dire che su questo fronte la Mercedes abbia chissà quale vantaggio dal regolamento

Ma sei Camilleri sotto falso nome? :)

Ps. Ossequi alla signora

MaxBass #I-D +GTT

15/10/2019 09:28:17

0

Il giorno martedì 15 ottobre 2019 08:39:09 UTC+2, liftman ha scritto:

> Mi sentivo una mosca bianca a pensare che a togliere i test privati (e
> non solo), avessero tarpato le ali alla SF, evidentemente Marco Donnini
> (AutoSprint) la pensa come me: https://tinyurl.co...
> Non v’è niente di più bugiardo della matematica, certe volte. Prendete
> la faccenda dei titoli Costruttori vinti dalla Ferrari dal 1999 al 2004
> e dalla Mercedes dal 2014 al 2019: sono sei mondiali di fila in entrambi
> i casi, le strisce vincenti più lunghe nella storia della F.1. Eppure
> non v’è significato più diverso, disomogeneo e spiazzante, circa il
> raffronto tra i due primati conquistati sul campo.
> Non a caso l’esadominio Rosso viene definito l’era Schumi, mentre
> l’esatitolo argenteo è didascalizzato come epopea Mercedes turboibrida.
> E, dietro le parole, stanno significati profondi e rivelatori.

Significati profondi e rivelatori, ma a volte anche cazzate sesquipedali...

> Il ciclo vincente del Cavallino fu un lento risultato di una crescita
> sofferta ma costante, basata su su un uomo-architrave, Michael
> Schumacher, e la sua idea di squadra, comprendente il progettista Rory
> Byrne e l’uomo squadra Ross Brawn, in poche parole un espianto/trapianto
> quasi simultaneo dalla Benetton vincente di metà Anni ’90, il tutto fuso
> nella spina dorsale Ferrari rappresentata dal presidente Luca Cordero di
> Montezemolo e dal dirigente plenipotenziario Jean Todt.

Talmente lento che è passata nel giro di 2 anni da una squadra che vinceva un GP all'anno quando andava bene ad una in grado di giocarsi il mondiale all'ultima gara. :-)

> non v’è nella di più grandiosamente individualista e
> collettivo

Le famose convergenze parallele. :-))

> Perché la Rossa schumacheriana resta squadra
> perdutamente a una punta, ma nello stesso tempo incarna anche un sistema
> ultra complesso, un collettivo infinito, ramificato, che si mette a
> girare come non mai in quanto oliato, galvanizzato e congetturato dal
> campionissimo tedesco. Quando si parla dell’era Ferrari di Schumi, con
> rispetto parlando, lui sta al Cavallino Rampante quanto Dio al creato
> nella definizione di Aristotele mediato dalla scolastica: Egli è lo
> primo movente, il motore immobile.

Eh sì... A proposito del significato delle parole. :-D

> E il prodigioso sistema Ferrari orchestrato da Montezemolo e Todt a
> immagine, somiglianza e indicazioni dell’asso tedesco, funziona ancora
> con benefici inerziali,

Ma LOL!
Un'inerzia sinusoidale visti i piccoli particolari che vanno sotto il nome di 2005 e 2006. :-)

> ma poi di fatto a tirarsi indietro a
> Suzuka,

What? Tirarsi indietro? Ci ha provato fino all'ultimo, altro che, ma d'altra parte se la Ferrari quel giorno andava la metà della McLaren di Hakkinen c'era poco da fare...

> Magari perché il trionfo di Eddie avrebbe tarpato
> le ali, in prospettiva, allo stesso sistema Schumi.

E giusto perchè le parole abbiano un senso aggiungiamo l'immancabile tocco di complottismo. :-))

> Eppure son stagioni nelle quali normativamente tante cose cambiano, di
> volta in volta, per creare guai alla Rossa.

ROTFL!
Il periodo in cui di regolamento è stato più stabile che si ricordi.

> Dai punteggi

Che notoriamente rallentano chi ha l'auto più veloce...

> ai regolamenti
> tecnici, ai ritocchi e ai dosaggi,

E visto che le parole hanno un senso non sarebbe male elencare questi portentosi cambiamenti... Attendo fiducioso...

> tanto che il 2005 è l’anno in cui
> Schumi abdica soprattutto a causa del letale divieto del cambio gomme.

Eh sì... Il primo vero cambiamento cambia i valori in campo. Curioso eh...

> Della serie, una sconfitta annunciata e voluta. Anzi, “Vuolsi così colà
> dove si puote / ciò che si vuole, e più non dimandare”, farebbe dire
> Dante a Virgilio.

E chi ha dimandato il ritorno ai cambi gomme l'anno immediatamente successivo?

> La storia dei recenti trionfi Mercedes è ben diversa,
> storicamente, culturalmente e tecnocraticamente rispetto alla striscia
> Rosso-Ferrari.

Eh sì.
Se non altro perchè passa attraverso un cambiamento regolamentare mostruoso (nel 2017) e uno comunque rilevante (nel contesto attuale).

> Ecco, diciamo pure che c’è qualcosa - all’interno di un
> ruolino legittimamente sacrosanto e legittimo - di strano nelle tendenze
> al successo della Casa della Stella a Tre punte.

E adesso, sempre perchè le parole hanno importanza, prepariamoci alla sindrome da accerchiamento...

> Perché dal 2010 al
> 2013, nei primi quattro anni della nuova presenza diretta in F.1 - sulle
> ceneri della ex BrawnGp -, l’equipe argentea fa flop i primi due anni,
> pensa te, ironia della sorte col rientrante e post-quarantenne Schumi
> affiancato al coriaceo baby Rosberg. Quindi si mette a vincere ma col
> contagocce, da Cina 2012 a Ungheria 2013, giusto quattro garette,
> l’ultima col neoarrivato Hamilton, transfuga McLaren e sostituto del
> giubilato Kaiser.

Un po' come ha fatto la Ferrari dal 1992 al 1996 insomma... O, per rimanere sul triennale, dal '94 al '96.

> Poi, però, arriva la rivoluzione turboibrida e tutto cambia.

Tu guarda... Un cambio regolamentare "catastrofico" e cambiano i valori in campo.
E curiosamente viene premiato quello che ha investito di più (e che continua a farlo) e da prima degli altri.
Guarda che a volte son robe strane eh...

> Delle 99 vittorie Mercedes nei Gp, ben 86 sono frutto dei sei anni di
> turboibdrido, formula tecnologica inusitata in F.1, che vede la Mercedes
> partire con non meno di due anni di vantaggio, in termini di ricerca e
> sperimentazioni, su tutti gli altri, tradotti in un divario di cavalli
> praticamente incolmabile.

Talmente incolmabile che già nel 2015, un anno dopo, Ferrari non era lontana.
E talmente incolmabile che oggi la Mercedes è costretta ad inseguire proprio sul fronte.

> Pienissimo merito alla sinergia tra Brackley e Brixworth, quindi, grande
> pure Aldo Costa, okay, ma vanno anche dette e ricordate una volta per
> tutte due cosine che riguardano gli ultimi dodici anni della F.1:

Vediamo le parole importanti...

> 1)
> prima, azzerando i test, di fatto le autorità sportive hanno tarpato le
> ali per sempre alla gioiosa macchina da guerra ferrarista d’espressione
> culturalmente Schumacheriana

Quindi dopo il pilota Dio attorno al quale tutto gira, il grande presidente, il grande manager, la squadra campione, la galleria del vento ecc. ecc. mo' bastava vietare i test per azzoppare il tutto. Eh sì, le parole hanno importanza. :-))
Per curiosità... Visto che son passati, quanti anni? 10?, 'sta scusa quanto andrà avanti? :-))
O per caso qualcuno pensa che a test liberi la Mercedes di questi anni non sarebbe mai scesa in pista a provare?

> e poi, 2) instaurando la formula
> turboibrida, è stata di fatto garantita una supremazia “fine pena mai”,
> cioè apparentemente senza soluzione di continuità, alla competitività
> alla Mercedes stessa.

Con buona pace dei dati motoristici degli ultimi 2 anni...

> In un’era, questa, di sei anni filati, nella quale di fatto al dominio
> Mercedes - in gran parte di motore, anzi, di motori, atmosferici ed
> elettrici tra loro mirabilmente combinati -, non è stato mica più
> utilizzato il fastidioso punzecchiamento di cambimenti regolamentari che
> alla lunga aveva sfiancato la Ferrari dell’era Schumi.

1. ROTFL: mi dispiace che 'sto tizio abbia dormito negli ultimi 2 anni; qualcuno lo svegli...
2. ROTFL^2: in effetti il cambiamento al 2016 al 2017 mica è stato rilevante come quello dal 2002 al 2003! :-DDDDDDDDDDDDDDDD

Eh sì... Le parole son davvero importanti. :-D

> Al contrario, la Rossa di Michael dopo sei anni epici sembrava un San
> Sebastiano trafitto dalle frecce degli sconvolgimenti normativi ad hoc,
> mentre la Mercedes di Wolff e Lauda - e ora solo di Toto Wolff -, dopo
> aver goduto in tempi sospetti di sessioni aggiuntive di test
> benevolmente concesse - correva il 2013 -,

Talmente concesse che furono multati, giustamente, e che fu concessa sessione riparatrice a tutti gli altri.
In compenso se il tentativo (oltre il patetico) è quello di suggerire che quello che è successo dal 2014 dipende dal 2013 è ora di cancellare i paragrafi precedenti sulla questione turbo-ibrida. Bisogna decidersi... :-))

> se ne sta col nasino
> all’insù, ben tutelata dalla stabilità motoristico-regolamentare più
> congelata nella storia della F.1, cioè questa.

ROTFL! Ma vogliamo parlare della libertà motoristica __E__ telaistica unita alle inenarrabili modifiche occorse dal 2000 al 2004? :-DDDDD

> Perché le richieste
> cosmesi aerodinamiche e di carico delle ultime stagioni son robina da
> nulla

Ma certamente. Non è cambiato nulla... Mica come dal 2002 al 2003... :-D

> e anche la tanto strombazzata nuova Formula 1 dal 2021 in poi non
> ha niente della rivoluzione annunciata,

Ma no, ti pare: si passa da vetture a fondo piatto a wing car; son robe da nulla, mica come le bandelle degli alettoni modificate nel 2003...
Poi la clamorosa stabilità invariante sul fronte motoristico fa sì che oggi in Ferrari godano di un significativo vantaggio dopo essere partiti indietro di decine di CV, ma questo mica ha importanza. E' importante solo il dato del 2014. :-DDD
Questo perchè effettivamente la parole hanno importanza...

> ma è semplice accozzaglia di
> piccole e indolori riforme che finiscono col prorogare e salvaguardare
> il terreno già fertilissimo all’instaurazione del dominio Mercedes.

Piccole e indolori sì... In effetti in confronto alla differenza tra Alfa 158 e Lotus 79 è sicuramente meno...

> Ecco perché in realtà la differenza tra i sei titoli Costruttori Ferrari
> e quelli Mercedes appare abissale e mai come ora la matematica sembra
> un’opinione.

Sono assolutamente d'accordo. :-))

> La Ferrari di Schumi resta il più grande miracolo - per quanto alla
> lunga palloso pure esso, neh -, di rinascita tecnologica di una squadra
> nell’era moderna del motorsport, mentre lo strapotere Mercedes - pur
> contando le prodezze di Hamilton specie nel 2017 e nel 2018, laddove la
> supremazia non era così schiacciante

Come non era così schiacciante? E di cosa abbiamo parlato fino ad ora? :-DDDD

> il dominio tedesco sembra tanto il frutto seriale
> dell’interpretazione perfetta di un tema tecnico unico e decisivo,
> quello del turboibdrido.

Tanto che il fronte turboibrido propriamente detto è stato l'unico dove c'è stato un ribaltamento di valori.

> Ciascuno la pensi come vuole, questo è un paese libero,

Oooohhhh, mancava giusto la proverbiale libertà di opinione (che poi si trasformi in libertà di cazzata va bene uguale).

> però la Ferrari
> di Schumi è stato l’unico e vero esempio di rivoluzione sistemica di una
> squadra nell’arco di dieci anni,

Echissenefrega se la realtà dice altro, anche prima del caso Mercedes.
La RBR mica è un esempio di rivoluzione partendo dal "quasi nulla"...

> che parte dal Campionissimo riuscendo a
> diventare tutta Campionissima, mentre la favolosa Mercedes di queste sei
> stagioni appare sempre più una Casa messa e mantenuta in condizione di
> vincere,

E si conclude con una rosicata di proporzioni colossali. :-DDD

> in una F.1 in cui la power unit è tutto

Talmente tutto che con 10-20-infine 30 CV in meno in qualifica la Mercedes vince il mondiale 2019 con 4 gare di anticipo...

> e in cui i tedeschi
> proprio a power unit erano più avanti di tutti, dal primo giorno.

Bravo. Erano.
Proprio perchè le parole sono importanti...

> Pertanto, plaudo i trionfi Mercedes,

No, tu stai rosicando scompostamente, è diverso. :-DDD

> per me vale di più da sola la vecchia
> saracinesca della casa del custode di Fiorano dal 1999 in poi, che i sei
> recenti titoli della Stella a Tre Punte.

STRAROTFL!
Potevi scriverlo subito, tanto il bello del tifo è proprio questo.
:-)

MaxBass #I-D +GTT

15/10/2019 09:30:39

0

Il giorno martedì 15 ottobre 2019 09:48:16 UTC+2, Cordy ha scritto:

> se davvero Ferrari ha una PU superiore,
> come Wolff afferma,

Non lo afferma Wolff: lo affermano tutti.

> anche se rimango convinto che la maggior potenza Ferrari sia
> ancora tutta da dimostrare. Vedremo...

Se per "dimostrare" intendi i dati del banco rimarrai perennemente in attesa.
Se bastano invece le stime fonometriche come si fa da eoni con precisione ragionevole invece ci sono numeri a supporto da inizio anno. E adesso sono diventati grandi numeri.

Cordy

15/10/2019 11:11:51

0

Il 15/10/2019 08:38, liftman ha scritto:
> Non vâ??è niente di più bugiardo della matematica, certe volte.

Ma anche no. Il problema, con la statistica, è che è una scienza infida,
che può dimostrare tutto ed il contrario di tutto, se non la si sa
padroneggiare.

Proviamo a ragionare da matematico/statistici? Ok.

Periodo 2000-2004. 5 titoli Ferrari. NON Come MB (6, oramai).
Ma il secondo classificato?

Vediamo.
https://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_mondiale_piloti_di...
Nella tabella, si apprezza il nome del secondo classificato ed il
distacco in punti. Schumacher è stato uno schiaccia sassi, la Ferrari,
solo in due anni ha "fatto doppietta", cioè si è aggiudicata i primi due
posti nel campionato piloti. Quindi, in 3 casi, il maggiordomo di casa
Maranello, ha demeritato. O forse Michael era Michael.

Vediamo ora il periodo turbo ibrido, o "formula Mercedes", come la
chiamo io.

Dal 2014 al 2018 la Mercedes ha fatto doppietta per i primi 3 anni, con
distacchi notevoli, a parte il terzo anno, cioè il titolo di Rosberg,
chiuso solo all'ultima gara. Che continuo a considerare come perso da
Hamilton per suoi demeriti nella prima parte di campionato, più che
vinto da Rosberg.

E poi? E poi, il tanto bistrattato Seb ha fatto il secondo posto per due
anni a fila (17 e 18), superando anche il magggiordomo finnico di casa
Mercedes, pur non disponendo di un missile di pari velocità.

Quest'anno la Ferrari e la Red Bull si sono rubate punti a vicenda, per
cui Mercedes potrebbe di nuovo fare un 1-2 nel campionato piloti, che
manca a Brackley dai tempi di Rosberg. E sia chiaro: secondo me è stato
un bravissimo pilota, anche se non all'altezza di Hamilton.

Se nel 2016 Hamilton si fosse presentato alla prima gara più concentrato
(ed anche ad alcune successive), il librone riporterebbe il suo nome
anche in quell'anno. Però la differenza fra Bottas e Rosberg mi pare
evidente.

--
Ciao!
Stefano

Roberto Messora

15/10/2019 11:46:45

0

Il giorno martedì 15 ottobre 2019 13:11:54 UTC+2, Cordy ha scritto:
> Il 15/10/2019 08:38, liftman ha scritto:
> > Non v’è niente di più bugiardo della matematica, certe volte.
>
> Ma anche no. Il problema, con la statistica, è che è una scienza infida,
> che può dimostrare tutto ed il contrario di tutto, se non la si sa
> padroneggiare.
>
> Proviamo a ragionare da matematico/statistici? Ok.
>
> Periodo 2000-2004. 5 titoli Ferrari. NON Come MB (6, oramai).
> Ma il secondo classificato?
>
> Vediamo.
> https://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_mondiale_piloti_di...
> Nella tabella, si apprezza il nome del secondo classificato ed il
> distacco in punti. Schumacher è stato uno schiaccia sassi, la Ferrari,
> solo in due anni ha "fatto doppietta", cioè si è aggiudicata i primi due
> posti nel campionato piloti. Quindi, in 3 casi, il maggiordomo di casa
> Maranello, ha demeritato. O forse Michael era Michael.
>
> Vediamo ora il periodo turbo ibrido, o "formula Mercedes", come la
> chiamo io.
>
> Dal 2014 al 2018 la Mercedes ha fatto doppietta per i primi 3 anni, con
> distacchi notevoli, a parte il terzo anno, cioè il titolo di Rosberg,
> chiuso solo all'ultima gara. Che continuo a considerare come perso da
> Hamilton per suoi demeriti nella prima parte di campionato, più che
> vinto da Rosberg.

e si continua costantemente, perennemente e continuamente a rosicare duroù

saluti
Roberto
FV

Roberto Messora

15/10/2019 11:48:12

0

Il giorno martedì 15 ottobre 2019 10:24:43 UTC+2, Despacito ha scritto:

> Ma sei Camilleri sotto falso nome? :)

quindi sei uno di quelli che afferma per caso che il motore ferrari non sia superiore a quello mercedes?
davvero davvero?

saluti
Roberto
FV

MaxBass #I-D +GTT

15/10/2019 12:03:04

0

Il giorno martedì 15 ottobre 2019 13:11:54 UTC+2, Cordy ha scritto:

> Ma anche no. Il problema, con la statistica, è che è una scienza infida,
> che può dimostrare tutto ed il contrario di tutto, se non la si sa
> padroneggiare.

Diciamo che quello che accade più spesso è che ci sia chi provi a fare cherry picking...

> Periodo 2000-2004. 5 titoli Ferrari. NON Come MB (6, oramai).
> Ma il secondo classificato?

Dimentichi il costruttori '99 che quindi fa 6, come MB.

> Che continuo a considerare come perso da
> Hamilton per suoi demeriti nella prima parte di campionato, più che
> vinto da Rosberg.

LH è arrivato alla pausa estiva avanti in classifica di 19 punti rispetto al compagno nonostante 3 problemi meccanici (a mezzo) e un incidente non per colpa sua nelle prime 4 gare.
Questo a proposito di statistica e del suo uso...

> E poi? E poi, il tanto bistrattato Seb ha fatto il secondo posto per due
> anni a fila (17 e 18), superando anche il magggiordomo finnico di casa
> Mercedes, pur non disponendo di un missile di pari velocità.

Sul non disporre di un missile di pari velocità, in particolare nel 2018, potremmo discutere a lungo...

> Se nel 2016 Hamilton si fosse presentato alla prima gara più concentrato

Non avrebbe avuto un problema di frizione in Australia, non sarebbe stato buttato fuori da Bottas alla prima curva in Bahrain e non avrebbe rotto 2 MGU-H nelle 2 gare successive?