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Cairo all'attacco (GdS

alfredo.bodoira

15/05/2019 14:05:41

Riporto sotto l'articolo per intiero, così non lo deve fare Alex.

A parte l'idea di chiamare un evento (un panel, sembra) Awords, che ci va un pubblicitario rintronato di inglese, ma digiuno di cultura classica (ok, non è così difficile trovarlo) (e se dici A-word a un inglese o statunitense c'è il rischio che si sbellichi per un'altra ragione).
A parte questo Cairo sta diventando il Simon Bolivar o il Fanfan La Tulipe del pallone.
Noi facciamo sempre un po' fatica a prendere sul serio Cairo, per un milione di motivi, anche se obiettivamente ce ne sono anche alcuni per dargli credito però questa settimana ho comprato Millennium perchè parlava del suicidio della stampa, e fra i tanti articoli più o meno centrati, ce n'era uno, mi pare proprio di Peter Gomez, sugli editori impuri e sui mali che ne derivano. Chiaro che è uno dei cavalli di battaglia del FQ, però bisogna aver vissuto in una caverna negli ultimi 50 anni per non vedere i danni praticati da certi imprenditori e dal capitalismo familiare.. Quello che era interessante è che naturalmente ci sono ampi riferimenti alla Busiarda e al fiancheggiamento della pia opera ovina nei decenni, mentre Cairo è preso come esempio virtuoso di quell'unico o raro editore puro che guarda caso prende un "giornalone" in perdita, e, proprio perchè è puro (ha la forza di cento, mi verrebbe da dire sghignazzando cinicamente) ha solo a cuore il profitto del giornale e ha risanato il gruppo RCS.

Ora, prendiamo tutto cum grano salis, ma è ben vero che Cairetto anche nel calcio deve avere avuto ultimamente una presa di coscienza (e, come si legge sopra, magari Tebas gli ha dato una mano) e l'idea di essere anche qui un po' un contraltare di certi potentati, massimamente dell'ovino sopracciglione, contro il quale non si fa più problemi a sparare.

BTW, ai tifosi gobbi mi viene da dire, fate pure sogni bagnati per i progetti dell'ECA, ma quella strada porta diritta verso quello che succede in NBA, ossia un annuncio asettico e laconico che annuncia il trasferimento della franchigia Giuventus a Ingolstadt o, ancora più nel futuro, a Shenzhen o Chicago o Astana o Kalkota. La Merda di Calcutta, suona bene (qualche anno fa sembrava dovesse essere Tripoli, ma poi l'acquirente ha avuto dei problemi).
Chiedete a Minneapolis se hanno mai avuto una squadra di basket.

***
Cairo il televisivo:

"Ma se c’è una serie tv di 12 puntate e all’ottava scopri chi è l’assassino, chi guarda le ultime quattro?"

Ci vorrebbe qualche sceneggiatore bravo, che so quelli di Game of Thrones :-DDD

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Cairo: "Troppi squilibri nel calcio, chi sa già l'assassino non segue più il giallo. Ma tornare competitivi si può"

Il presidente del Torino e di Rcs Mediagroup all'evento "Awords" della Lega di Serie A. "Ripartire da nuova ripartizione delle risorse, crescita dei ricavi, investimento sui vivai, lotta alla pirateria. La Super Champions e lo sciopero? Vedremo..."
Valerio Piccioni

15 maggio - 14:06 - MILANO
Competitività. Come può il calcio italiano ritrovarla e non farsi ulteriormente staccare dalla Premier e dalla Liga? La domanda ispira il momento della Gazzetta dello Sport negli "Awords" organizzati a Roma dalla Lega di serie A. "Nuova ripartizione delle risorse, crescita dei ricavi, investimento sui vivai, lotta alla pirateria": sono le parole chiave pronunciate dal presidente di Rcs e del Torino, Urbano Cairo, rispondendo alle domande del condirettore Stefano Barigelli e del vicedirettore Andrea Di Caro. Il problema centrale resta quello dei ricavi. Cairo parte da alcuni numeri: "Nella Premier la squadra che incassa meno dai diritti tv riceve circa 120 milioni di euro, la prima, il Manchester City, arriva a 190. Siamo a 1 rispetto a 1,6. In Italia siamo a 100 milioni per la prima e 30 per chi prende meno risorse: circa 1 a 3".

Il riequilibrio è necessario. "Ma se c’è una serie tv di 12 puntate e all’ottava scopri chi è l’assassino, chi guarda le ultime quattro?", dice Cairo alludendo allo strapotere Juve. Oltre al ripartire meglio, c’è anche il problema di guadagnare di più. "E su questo è importante il tema dei diritti esteri. Non è possibile che oggi la Premier League incassi quattro volte quello che incassa la nostra Lega", interviene Cairo citando anche il piano per far crescere il gettito studiato dall’amministratore delegato della Lega, Luigi De Siervo, presente anche lui nella sala dell’Ara Pacis.
De Siervo: "Valutiamo lo sciopero"
IN MILLE CONTRO — Parte sullo sfondo, ma poi guadagna il centro della discussione il discorso Super Champions: "La Nba non può essere un paragone, ci sono squadre che per cercare un bacino più grande cambiano città. Ma ve la immaginate una cosa del genere in Italia o anche in Europa?". Barigelli cita la parola sciopero, citata dallo stesso De Siervo. "È un’ipotesi, ne parleremo nelle prossime assemblee. Va fatto tutto quello che serve per contrastare il progetto. Abbiamo mille squadre che sono contrarie. E pochissime favorevoli, scioperate voi...in Francia non la vogliono 19 club su 20, in Italia 14 su 20, in Spagna sono 18. Scioperino loro". Di Caro cita la riunione di Madrid come momento di svolta. "È stata una presa di coscienza generale - spiega Cairo - Comunque non è accettabile che ci sia un dottor Stranamore che studia a tavolino contro gli interessi della stragrande maggioranza dei club".