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Lo stile F

Skuer

27/09/2018 16:29:53

Riporto senza ulteriori commenti:

"Mi chiamo Giuliano Loperfido, faccio lâ??allenatore di pallacanestro ed
ho una storia abbastanza triste da raccontare.
A cominciare dalla stagione sportiva 2016/2017 fino a giovedì
20/09/2018, ho lavorato presso Fortitudo Academy, il settore giovanile
di Fortitudo Pallacanestro Bologna 103. Il primo anno ho seguito
lâ??annata 2002 nel campionato under15, mentre nella stagione successiva
ho allenato lo stesso gruppo nel campionato under16. A febbraio 2018 la
società, nella figura del Responsabile tecnico del settore giovanile
Federico Politi, mi ha chiesto la disponibilità per lâ??anno sportivo
successivo, quello attualmente in corso, disponibilità che ho
immediatamente confermato, accettando quindi di non valutare eventuali
offerte mi fossero pervenute di li in avanti. Verso la metà del mese di
giugno 2018, ad attività agonistica dei gruppi ormai terminata, lo
stesso Federico Politi mi ha proposto la possibilità di allenare per la
stagione 2018/19, il gruppo under 18, questâ??anno composto dai nati nel
2001 e 2002 con lâ??aggiunta di tre fuori quota del 2000. Ho accettato con
lâ??entusiasmo di un bambino, dato che, non solo ho sempre avuto il sogno
di allenare nel massimo campionato giovanile, ma avrei potuto farlo con
un gruppo molto forte (i 2000 e i 2001, sotto la guida di coach Matteo
Lolli, erano reduci da un doppio viaggio alle finali nazionali di
categoria nelle due stagioni precedenti) oltretutto con ampi margini di
miglioramento.
Proprio in nome di questa grande eccitazione, assieme al mio bravissimo
assistente Andrea Gatti, abbiamo risposto alla chiamata estiva di
diversi ragazzi che non volevano stare fermi due mesi interi e abbiamo
portato avanti allenamenti individuali per tutta lâ??estate, anche nei
mesi di luglio e di agosto, periodo fuori dagli accordi economici. Lo
abbiamo fatto senza ovviamente chiedere un soldo, per pura passione e,
più di ogni altra cosa, per costruire un rapporto con i giocatori e far
loro capire quanto la nostra priorità fosse metterci a disposizione
della loro voglia e necessità di migliorare.
Il 20/08/2018 inizia ufficialmente lâ??attività per la stagione 2018/19.
Dopo circa dieci giorni di lavoro, durante un allenamento, vengo
interrotto dal responsabile del settore giovanile che si presenta al
campo in compagnia dellâ??ex giocatore Gregor Fucka e me lo presenta
limitandosi però alle generalità. Nessuna precisazione su che eventuale
ruolo, mansione, incarico dovesse ricoprire (dai giornali, ma solo da
quelli, abbiamo poi appurato dovesse essere una specie di appoggio al
responsabile del settore giovanile). Dal giorno successivo lâ??ex
giocatore Gregor Fucka è costantemente in palestra a tutti gli
allenamenti delle varie squadre, facendo domande sui programmi,
chiedendo di vedere i piani di allenamento ed iniziando anche ad
inserire allâ??interno della programmazione allenamenti fatti da lui,
senza MAI e ripeto MAI, chiedere almeno un confronto con chi la squadra
la stava realmente allenando, almeno per evitare di proporre esercizi e
concetti in aperto contrasto con quanto era stato fatto fino a quel
momento (eventualità poi ovviamente verificatasi).
Questa situazione ai limiti del sostenibile si protrae fino a Domenica
16 settembre, quando, di ritorno da una partita amichevole assieme al
mio staff, una persona informata dei fatti, che non nomino
esclusivamente per evitare di causarle fastidi di qualsiasi tipo, mi
informa privatamente che la società ha già preso la decisione di
togliermi la squadra per affidarla allâ??ex giocatore Gregor Fucka. La
notizia ovviamente mi devasta, ma dopo un primo momento di rabbia e
smarrimento, in cui contemplo anche le dimissioni immediate, decido di
tenere duro e mettere chi di dovere di fronte alle proprie
responsabilità. Se vogliono mandarmi via, mi dico, dovranno farlo loro,
auspicabilmente anche motivandolo in maniera adeguata. Questo mi porta,
nei tre giorni successivi, ad andare in palestra con la morte nel cuore,
sapendo che il mio sarà un lavoro a termine, ma cercando di fare in modo
che i ragazzi non lo capiscano. Quindi alleno. Urlo, mi sbraccio,
correggo, corro su e giù per il campo, mi agito e a fine allenamento,
col cuore nelle scarpe, do appuntamento al giorno successivo, senza
effettivamente sapere se a quellâ??appuntamento potrò o meno presentarmi.
Finalmente (anche se non credo sia la parola giusta), Giovedì 20
settembre vengo convocato tramite sms ad una riunione in sede. Assieme a
me seduti attorno ad un tavolo ci sono il presidente di Fortitudo
Pallacanestro 103 Christian Pavani, il presidente di Academy Fortitudo
Pietro Segata, il presidente di Happy Basket Castel Maggiore Stefano
Giannasi, il responsabile del settore giovanile di Academy Fortitudo
Federico Politi e lâ??ex giocatore Gregor Fucka. Mi viene comunicato che
la società ha fatto un grosso investimento per portare a Bologna il
suddetto ex giocatore e che, data la sua richiesta di voler allenare un
gruppo del settore giovanile, gli è stato garantito un periodo
cuscinetto in cui valutare i giocatori delle varie annate (u15 nati nel
2004, under16 nati nel 2003 e under 18 del 2000/01/02), per poter
decidere con cognizione di causa, â??su quale gruppo indirizzarsiâ? (cito
le testuali parole). Ricordo a tutti che nessuno e ripeto NESSUNO della
società, ha mai introdotto Gregor Fucka agli staff del settore
giovanile, nè ne ha mai specificato il ruolo o le eventuali mansioni.
Sicchè, al giorno 20 di settembre, mi sono sentito dire che la squadra
che avrei dovuto allenare io, quella per cui avevo dato la disponibilità
a febbraio, quella che mi era stata affidata a giugno, quella per cui
avevo rifiutato tutte le proposte che mi erano arrivate durante
lâ??estate, quella i cui giocatori avevo allenato individualmente per
tutto luglio e fino al 9 di agosto, quella con cui ho lavorato a pieno
ritmo dal 20 dello stesso mese fino a quattro giorni fa, sarebbe invece
stata allenata da un altro, senza che a me venisse contestato alcunché,
né a livello tecnico, né a livello disciplinare. Semplicemente fuori tu,
dentro lui, che ha un nome più importante.
Lâ??ultima (lâ??unica?) cosa che mi resta da fare è augurare ai ragazzi con
cui ho avuto lâ??onore di condividere il campo in questa sfortunata
esperienza, la migliore stagione e la migliore carriera possibile. Se lo
meritano perché amano molto quello che fanno e traboccano di passione.
Ogni allenamento è stato significativo ed importante, ogni confronto con
loro è stato arricchente e credo proprio mi mancherà moltissimo
lâ??opportunità di giocare e vincere con loro.

Qualche anno fa ho letto una poesia che mi è rimasta in mente. Si
intitola â??I sing of Olaf, glad and bigâ? ( E.E. Cummings) e racconta le
vicende di Olaf, un disertore dellâ??esercito americano che, durante la
prima guerra mondiale, venne torturato ed ucciso per il suo rifiuto ad
imbracciare le armi. Allâ??interno del poema câ??è questo verso: â??Olaf (su
quelle che una volta erano le sue ginocchia), ripeteva quasi senza
sosta: câ??è della merda che non mangeròâ?
Ecco. In queste parole risiede per intero, la ragione per cui volevo
raccontare questa storia abbastanza triste

Brevissima nota a margine: il mio bravissimo assistente Andrea Gatti,
cui nessuno si è sentito in dovere di spiegare la situazione e magari di
sondarne voglia e disponibilità a proseguire il lavoro con un compagno
di viaggio diverso, si è dimesso cinque minuti dopo il mio
allontanamento. Ci tengo a precisare che non è stata una scelta di
solidarietà nei miei confronti, ma una palese non accettazione del modus
operandi di questa società. E aggiungo che uno dei grandi valori che
porta con se questa professione, è la possibilità di incontrare persone
vere, capaci di tenere distinte ambizione e comportamenti, obbiettivi ed
etica. Andrea è una di queste persone e sono davvero felice di averlo
incontrato, conosciuto e di poterlo chiamare amico.

Giuliano Loperfido"


Saluti, Skuer

3 Risposte

DR

27/09/2018 17:11:02

0

La società ha l'opportunità di inserire in organico un grosso nome, uno
che ricorda ai tifosi i fasti passati.
Il grosso nome chiede che gli venga data la responsabilità di una
squadra del settore giovanile dopo aver avuto l'occasione di esaminarle.
Lo fa, sceglie, e quello che c'era prima al posto suo prende il benservito.
A me l'errore vero qui pare quello di uno che senza essere pagato spende
le proprie estati a dare ripetizioni di basket. Lo puoi fare in una
piccola società dove gli stakeholder sono sostanzialmente i giocatori.
Quando il gioco si fa duro entrano in gioco altre considerazioni e
bisogna capire che è un business.

Davide.

PG

27/09/2018 23:00:05

0

Il giorno giovedì 27 settembre 2018 19:11:03 UTC+2, DR ha scritto:
> La società ha l'opportunità di inserire in organico un grosso nome, uno
> che ricorda ai tifosi i fasti passati.
> Il grosso nome chiede che gli venga data la responsabilità di una
> squadra del settore giovanile dopo aver avuto l'occasione di esaminarle.
> Lo fa, sceglie, e quello che c'era prima al posto suo prende il benservito.
> A me l'errore vero qui pare quello di uno che senza essere pagato spende
> le proprie estati a dare ripetizioni di basket. Lo puoi fare in una
> piccola società dove gli stakeholder sono sostanzialmente i giocatori.
> Quando il gioco si fa duro entrano in gioco altre considerazioni e
> bisogna capire che è un business.
>
> Davide.

Sinceramente non sono d'accordo. Hai sostituito uno che fa quella cosa di mestiere, e che pare anche bravo se le cose che scrive sono veritiere, con un "nome" che non ha esperienza specifica nel settore.

Tra l'altro in modo infame.

Poi, posso anch'io concordare, e perfino godere del fatto che uno che abbia lavorato "per amore solo per amore" alla f l'abbia presa in quel posto.

Skuer

28/09/2018 14:57:11

0

PG <danilovic_2000@yahoo.it> ha scritto:

> Il giorno giovedì 27 settembre 2018 19:11:03 UTC+2, DR ha scritto:
> > La società ha l'opportunità di inserire in organico un grosso nome, uno
> > che ricorda ai tifosi i fasti passati.
> > Il grosso nome chiede che gli venga data la responsabilità di una
> > squadra del settore giovanile


> Tra l'altro in modo infame.

Ma infatti, non si dicute tanto l'avvicendamento (affari loro se prendono
uno meno bravo di un altro), ma le modalità.

Saluti, Skuer