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Una verità vera su quel suicidio inscenato...

padania libera

08/08/2014 18:34:51

http://www.cicloweb.it/print/articolo/2014/08/02/le-rivela...
voleva-la-morte-di-marco-pantani-non-fu-suicidio-la-procura-r

La notizia della riapertura dell'inchiesta sulla morte di Marco
Pantani. Chi ci sperava più? Che dalla massa enorme di incongruenze
emerse dai fatti e dalle indagini del 2004 la magistratura trovasse il
modo di riprendere in mano il caso e i faldoni dell'epoca era ormai un
pensiero archiviabile alla voce "sogno irrealizzabile", per chi in
questi due lustri non ha mai smesso di credere all'inconcludenza della
tesi troppo facile ammannita da certi processi e certa stampa, e troppo
facilmente bevuta da chi all'approfondimento preferisce le soluzioni di
comodo (quand'anche sbagliate).

La Gazzetta dello Sport oggi in edicola riporta una puntuale
ricostruzione della tragica fine del Pirata. Andando per punti, le
linee dell'indagine difensiva che ha portato all'esposto della famiglia
Pantani e alla conseguente riapertura del caso sono tre: la prima
riguarda la morte di Marco; la seconda riguarda i contatti umani che ha
avuto nelle ultime ore della sua vita; la terza riguarda la scena del
crimine.

Ebbene, per ognuna di queste tre linee la tesi presentata nell'esposto
(preparato dall'avvocato Antonio De Renzis) ribalta completamente
quanto finora era stato asserito in sede giudiziaria; e lo fa in
maniera credibile, o quantomeno convincente per il procuratore capo di
Rimini Paolo Giovagnoli, al punto da portare a una rapida apertura di
un fascicolo per una nuova indagine affidata al sostituto procuratore
Elisa Milocco.

La morte. Provocata da arresto cardiocircolatorio a causa dell'ingente
quantità di cocaina ingerita da Pantani, questo non è in discussione.
Diversa però l'interpretazione delle modalità di ingestione, tra
l'autopsia e i riscontri effettuati nel 2004 dal medico legale, dottor
Giuseppe Fortuni, e la perizia svolta oggi dal professor Francesco
Maria Avato: la quantità di sostanza (varie decine di grammi) era tale
che non può essere stata inalata o ingerita in maniera diretta, ma solo
dopo essere stata diluita in acqua.

Le ecchimosi presenti su varie parti del corpo di Pantani all'epoca
vennero considerate delle ferite autoinflitte (ma le mani del Pirata
non presentavano segni in tal senso), oggi Avato ci dice che quelle
ecchimosi sono il segnale di una colluttazione, o meglio di una vera e
propria aggressione. Secondo il medico, la situazione del corpo di
Marco è compatibile con l'ipotesi che sia stato picchiato, quindi
immobilizzato e obbligato (non si sa se fosse cosciente o meno) a bere
l'acqua con la cocaina.

L'ora stessa della morte subisce una variazione importante, anticipata
di un'ora rispetto a quanto dichiarato da Fortuni. La prima delle tante
domande che ora ci facciamo: perché Fortuni sbagliò tante cose in
quella perizia? Considerazione a latere: Fortuni è quello che si portò
a casa il cuore di Pantani, la notte dell'autopsia, in quanto - disse -
temeva qualcosa. Temeva che qualcuno potesse manipolare l'organo? O
qualcos'altro, qualcosa che ora sarebbe il caso che dicesse chiaramente?

I contatti umani. Da subito esclusi in quanto, secondo chi condusse le
indagini nel 2004, nessuno poteva entrare nel residence e accedere alla
stanza di Pantani senza essere visto. La verità dei fatti dice altro,
dice di un'entrata secondaria (dal garage) da cui si poteva arrivare
direttamente con un ascensore di fronte alla porta della camera in cui
soggiornava il Pirata, e a quanto emerge oggi quella via di accesso
sarebbe stata usata da una o più persone che raggiunsero proprio la
stanza di Marco, vennero fatte entrare (quindi il Pirata le conosceva),
e si trattennero con lui per diverso tempo: sicuramente il tempo tra le
due telefonate di Pantani alla reception, telefonate in cui chiedeva
che venissero chiamati i carabinieri perché c'era qualcuno che lo
importunava.

Seconda delle tante domande: perché nelle prime indagini si sottovalutò
in maniera così marchiana la possibilità che qualcuno potesse essere
venuto a contatto con Pantani? Domanda fondamentale, in quanto la
sottovalutazione di questo elemento (riportato per tempo dal
proprietario del Residence Le Rose e ribadito anche nel processo) ha
instradato il caso verso una determinata soluzione. Terza domanda:
perché doveva passare il concetto che Pantani fosse solo, che sia morto
solo, che si sia praticamente (accidentalmente) suicidato, quando
invece la perizia di Avato dice che con ogni probabilità il cadavere fu
spostato e portato sul soppalco della camera? Quarta domanda (che ci
poniamo da 10 anni): perché le richieste di aiuto di Pantani vennero
ignorate dalla reception quella mattina del 14 febbraio 2004?

La scena del crimine. Lo stato della camera D5, quella in cui trovò la
morte Pantani, da subito destò parecchi interrogativi. La stanza messa
a soqquadro (si disse: da Pantani stesso in pieno delirio da cocaina)
non combaciava con le mani del Pirata, le quali non avevano alcun segno
che facesse pensare a tale delirio distruttivo.

L'esposto della famiglia fa oggi riferimento anche a tre giubbini da
sci appartenenti al Pirata che però non li aveva con sé quando arrivò
al residence (non aveva praticamente bagaglio), e che invece furono
ritrovati nella stanza. E si fa riferimento a 5 persone che, nel mezzo
dei primi rilievi, si vedono (nei filmati della polizia) scendere dal
soppalco su cui venne rinvenuto il cadavere: senza protezioni, senza
guanti, possono aver contaminato la scena del crimine (dalla quale non
vennero prese impronte digitali, peraltro). Quinta domanda: chi erano
quelle 5 persone, che ci facevano lì? Sesta domanda: perché quei primi
rilievi vennero presi in maniera così grossolana e superficiale?

La domanda delle domande è fondamentalmente questa: perché tanta
superficialità a tanti livelli? Troppa, troppa per non pensare che
potesse non essere solo superficialità. O che anzi, più che
superficialità, potesse al contrario essere grande sapienza. Sapienza
nell'indirizzare le indagini in un certo modo.

Possibile che davvero chi gestì il caso avesse l'intenzione di
chiuderlo tanto in fretta da escludere molti elementi? Perché quella
fretta? Semplice volontà negativa nei confronti del simbolico divo
bruciato sull'altare della propria incapacità - a un certo punto - di
gestire la vita dopo le tante batoste ricevute, dopo essere caduto
nella polvere a Campiglio? Non è invece più facile ipotizzare che
qualcuno coprisse qualcun altro (o qualcosa)?

E allora, ultima domanda: visto che emerge la possibilità che qualcuno
potesse arrivare a volere la morte di Pantani, chi è questo qualcuno?
Chi poteva volere la morte di Marco Pantani, nel 2004? Senza correre
troppo di correlazione in correlazione (anche se in testa i sospetti
sono tanti, e puntano direttamente e inevitabilmente proprio ai fatti
del Giro 1999), attendiamo che le nuove indagini della magistratura
portino ad appurare la verità di quanto avvenuto al Residence Le Rose
quel 14 febbraio; una volta raggiunta una verità vera su quel suicidio
inscenato, si potrà forse capire molto di più dei fatti che portarono a
quella tragedia.

Marco Grassi
---
«Non fu suicidio»: la procura riapre il caso
A quattro colonne: TOUR DE FRANCE


--
..................................................................................
PADANIA LIBERA DALLE BESTIE COMUNISTE, DA CERTI
MAGISTRATI GOLPISTI E DAGLI IMMIGRATI CLANDESTINI

1 Risposta

comproorococcaglio

09/08/2014 10:42:55

0

Il giorno venerdì 8 agosto 2014 20:34:51 UTC+2, padania libera ha scritto:
> http://www.cicloweb.it/print/articolo/2014/08/02/le-rivela...
>
> voleva-la-morte-di-marco-pantani-non-fu-suicidio-la-procura-r
>
>
>
> La notizia della riapertura dell'inchiesta sulla morte di Marco
>
> Pantani. Chi ci sperava piï¿oe? Che dalla massa enorme di incongruenze
>
> emerse dai fatti e dalle indagini del 2004 la magistratura trovasse il
>
> modo di riprendere in mano il caso e i faldoni dell'epoca era ormai un
>
> pensiero archiviabile alla voce "sogno irrealizzabile", per chi in
>
> questi due lustri non ha mai smesso di credere all'inconcludenza della
>
> tesi troppo facile ammannita da certi processi e certa stampa, e troppo
>
> facilmente bevuta da chi all'approfondimento preferisce le soluzioni di
>
> comodo (quand'anche sbagliate).
>
>
>
> La Gazzetta dello Sport oggi in edicola riporta una puntuale
>
> ricostruzione della tragica fine del Pirata. Andando per punti, le
>
> linee dell'indagine difensiva che ha portato all'esposto della famiglia
>
> Pantani e alla conseguente riapertura del caso sono tre: la prima
>
> riguarda la morte di Marco; la seconda riguarda i contatti umani che ha
>
> avuto nelle ultime ore della sua vita; la terza riguarda la scena del
>
> crimine.
>
>
>
> Ebbene, per ognuna di queste tre linee la tesi presentata nell'esposto
>
> (preparato dall'avvocato Antonio De Renzis) ribalta completamente
>
> quanto finora era stato asserito in sede giudiziaria; e lo fa in
>
> maniera credibile, o quantomeno convincente per il procuratore capo di
>
> Rimini Paolo Giovagnoli, al punto da portare a una rapida apertura di
>
> un fascicolo per una nuova indagine affidata al sostituto procuratore
>
> Elisa Milocco.
>
>
>
> La morte. Provocata da arresto cardiocircolatorio a causa dell'ingente
>
> quantitï¿oe di cocaina ingerita da Pantani, questo non ï¿oe in discussione.
>
> Diversa perï¿oe l'interpretazione delle modalitï¿oe di ingestione, tra
>
> l'autopsia e i riscontri effettuati nel 2004 dal medico legale, dottor
>
> Giuseppe Fortuni, e la perizia svolta oggi dal professor Francesco
>
> Maria Avato: la quantitï¿oe di sostanza (varie decine di grammi) era tale
>
> che non puï¿oe essere stata inalata o ingerita in maniera diretta, ma solo
>
> dopo essere stata diluita in acqua.
>
>
>
> Le ecchimosi presenti su varie parti del corpo di Pantani all'epoca
>
> vennero considerate delle ferite autoinflitte (ma le mani del Pirata
>
> non presentavano segni in tal senso), oggi Avato ci dice che quelle
>
> ecchimosi sono il segnale di una colluttazione, o meglio di una vera e
>
> propria aggressione. Secondo il medico, la situazione del corpo di
>
> Marco ï¿oe compatibile con l'ipotesi che sia stato picchiato, quindi
>
> immobilizzato e obbligato (non si sa se fosse cosciente o meno) a bere
>
> l'acqua con la cocaina.
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>
>
> L'ora stessa della morte subisce una variazione importante, anticipata
>
> di un'ora rispetto a quanto dichiarato da Fortuni. La prima delle tante
>
> domande che ora ci facciamo: perchï¿oe Fortuni sbagliï¿oe tante cose in
>
> quella perizia? Considerazione a latere: Fortuni ï¿oe quello che si portï¿oe
>
> a casa il cuore di Pantani, la notte dell'autopsia, in quanto - disse -
>
> temeva qualcosa. Temeva che qualcuno potesse manipolare l'organo? O
>
> qualcos'altro, qualcosa che ora sarebbe il caso che dicesse chiaramente?
>
>
>
> I contatti umani. Da subito esclusi in quanto, secondo chi condusse le
>
> indagini nel 2004, nessuno poteva entrare nel residence e accedere alla
>
> stanza di Pantani senza essere visto. La veritï¿oe dei fatti dice altro,
>
> dice di un'entrata secondaria (dal garage) da cui si poteva arrivare
>
> direttamente con un ascensore di fronte alla porta della camera in cui
>
> soggiornava il Pirata, e a quanto emerge oggi quella via di accesso
>
> sarebbe stata usata da una o piï¿oe persone che raggiunsero proprio la
>
> stanza di Marco, vennero fatte entrare (quindi il Pirata le conosceva),
>
> e si trattennero con lui per diverso tempo: sicuramente il tempo tra le
>
> due telefonate di Pantani alla reception, telefonate in cui chiedeva
>
> che venissero chiamati i carabinieri perchï¿oe c'era qualcuno che lo
>
> importunava.
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>
>
> Seconda delle tante domande: perchï¿oe nelle prime indagini si sottovalutï¿oe
>
> in maniera cosï¿oe marchiana la possibilitï¿oe che qualcuno potesse essere
>
> venuto a contatto con Pantani? Domanda fondamentale, in quanto la
>
> sottovalutazione di questo elemento (riportato per tempo dal
>
> proprietario del Residence Le Rose e ribadito anche nel processo) ha
>
> instradato il caso verso una determinata soluzione. Terza domanda:
>
> perchï¿oe doveva passare il concetto che Pantani fosse solo, che sia morto
>
> solo, che si sia praticamente (accidentalmente) suicidato, quando
>
> invece la perizia di Avato dice che con ogni probabilitï¿oe il cadavere fu
>
> spostato e portato sul soppalco della camera? Quarta domanda (che ci
>
> poniamo da 10 anni): perchï¿oe le richieste di aiuto di Pantani vennero
>
> ignorate dalla reception quella mattina del 14 febbraio 2004?
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>
> La scena del crimine. Lo stato della camera D5, quella in cui trovï¿oe la
>
> morte Pantani, da subito destï¿oe parecchi interrogativi. La stanza messa
>
> a soqquadro (si disse: da Pantani stesso in pieno delirio da cocaina)
>
> non combaciava con le mani del Pirata, le quali non avevano alcun segno
>
> che facesse pensare a tale delirio distruttivo.
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>
> L'esposto della famiglia fa oggi riferimento anche a tre giubbini da
>
> sci appartenenti al Pirata che perï¿oe non li aveva con sï¿oe quando arrivï¿oe
>
> al residence (non aveva praticamente bagaglio), e che invece furono
>
> ritrovati nella stanza. E si fa riferimento a 5 persone che, nel mezzo
>
> dei primi rilievi, si vedono (nei filmati della polizia) scendere dal
>
> soppalco su cui venne rinvenuto il cadavere: senza protezioni, senza
>
> guanti, possono aver contaminato la scena del crimine (dalla quale non
>
> vennero prese impronte digitali, peraltro). Quinta domanda: chi erano
>
> quelle 5 persone, che ci facevano lï¿oe? Sesta domanda: perchï¿oe quei primi
>
> rilievi vennero presi in maniera cosï¿oe grossolana e superficiale?
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> La domanda delle domande ï¿oe fondamentalmente questa: perchï¿oe tanta
>
> superficialitï¿oe a tanti livelli? Troppa, troppa per non pensare che
>
> potesse non essere solo superficialitï¿oe. O che anzi, piï¿oe che
>
> superficialitï¿oe, potesse al contrario essere grande sapienza. Sapienza
>
> nell'indirizzare le indagini in un certo modo.
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>
>
> Possibile che davvero chi gestï¿oe il caso avesse l'intenzione di
>
> chiuderlo tanto in fretta da escludere molti elementi? Perchï¿oe quella
>
> fretta? Semplice volontï¿oe negativa nei confronti del simbolico divo
>
> bruciato sull'altare della propria incapacitï¿oe - a un certo punto - di
>
> gestire la vita dopo le tante batoste ricevute, dopo essere caduto
>
> nella polvere a Campiglio? Non ï¿oe invece piï¿oe facile ipotizzare che
>
> qualcuno coprisse qualcun altro (o qualcosa)?
>
>
>
> E allora, ultima domanda: visto che emerge la possibilitï¿oe che qualcuno
>
> potesse arrivare a volere la morte di Pantani, chi ï¿oe questo qualcuno?
>
> Chi poteva volere la morte di Marco Pantani, nel 2004? Senza correre
>
> troppo di correlazione in correlazione (anche se in testa i sospetti
>
> sono tanti, e puntano direttamente e inevitabilmente proprio ai fatti
>
> del Giro 1999), attendiamo che le nuove indagini della magistratura
>
> portino ad appurare la veritï¿oe di quanto avvenuto al Residence Le Rose
>
> quel 14 febbraio; una volta raggiunta una veritï¿oe vera su quel suicidio
>
> inscenato, si potrï¿oe forse capire molto di piï¿oe dei fatti che portarono a
>
> quella tragedia.
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> Marco Grassi
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> ï¿oeNon fu suicidioï¿oe: la procura riapre il caso
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> A quattro colonne: TOUR DE FRANCE
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> MAGISTRATI GOLPISTI E DAGLI IMMIGRATI CLANDESTINI

Imho voleva rivelare la verità sul suo boicotaggio al tour dal 2001 al 2003, al giro cmq risultò fuori valore quindi la squalifica era inappellabile.Inspiegabile pero' la sua presenza in quel motel quando casa sua era a due passi..