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[LUUUUUUNGO] Ultra Trail du Mont Blanc 2015

Pedro

02/09/2015 13:16:42

Il mio primo UTMB è stato nel 2013. E fu anche la prima volta nella mia
carriera di trailer in cui mi ritrovai più volte a maledire il momento in
cui mi ero iscritto a quella gara. Ma riuscii a finirla, in 40h24',
giurando, subito dopo il traguardo, che mai più mi sarei cimentato in una
simile impresa (o, come dice mia moglie, "pirlata"). Naturalmente il
giorno dopo cominciai a ripensarci...
Lasciai decantare la questione nel 2014, ma all'inizio del 2015 ero
pronto sul sito web dell'UTMB per preiscrivermi e sottopormi al rito del
sorteggio. Preiscrizione di gruppo insieme a un paio di compagni di
squadra: se estraggono il gruppo tutti i componenti sono dentro,
altrimenti tutti fuori. E il gruppo venne estratto. Ovviamente, in un
caso del genere, tutta la stagione viene vista in funzione di questo
appuntamento principale, allenamenti e gare sono fatti in funzione di
quei 170 km e 10000 m D+ da fare a fine agosto. E, altrettanto
ovviamente, per un amatore quale io sono, preparare bene quei 170 km è
praticamente impossibile: lavoro, famiglia, voglia, ecc. ecc., tutto alla
fine congiura contro di te, il volume realizzato settimanalmente non è
quasi mai sufficiente, la costanza spesso lascia a desiderare e arrivi a
metà agosto sapendo che dovrai comunque soffrire come un cane!
Oltretutto, arrivo all'appuntamento e non è che la voglia di affrontarlo
sia tantissima.
Comunque mi preparo la mia bella tabella di marcia, consapevole che quasi
sicuramente andrà tutto a pu@@@ne dopo poche decine di km... L'intenzione
è quella di finirla sulle 35 ore, quindi con una media di 5 km/h. Alla
stessa media avevo fatto, a luglio, i 101 km dell'Eiger Ultratrail,
concluso bene e abbastanza tranquillamente in 18 ore: se tutto funziona
nel verso giusto sono confidente di tenere la media anche per altri 70
km.
Già... "se tutto va nel verso giusto"! Perché in una gara come l'UTMB
sono tante le cose che possono andar male. Innanzitutto bisogna sperare
che sia bel tempo. Poi che lo stomaco faccia giudizio per tutta la durata
della gara, consentendoti un'alimentazione regolare. Che non intervengano
problemi muscolari. Che l'azione non sia troppo rallentata da problemi di
gestione del sonno (o meglio, dalla privazione di sonno). In più, so già
che dovrò affrontare quello che conosco già come problema inevitabile,
cioè la quota: quando supero i 2100-2200 metri di quota, io smetto di
correre/camminare e comincio a strisciare... Insomma, un terno al lotto!
Alle 17:30 di venerdì 28 agosto, in quel di Chamonix, mi metto in fila
pronto per la partenza, in fondo al gruppone di 2500 folli. Il tempo è
bello, anzi le previsioni danno sole e caldo per tutta la durata della
gara. Tre speaker si alternano al microfono, in francese, inglese e
italiano, poi, alle 18:00 in punto, partono a palla le prime note di
"Conquest of Paradise" di Vangelis e il gruppone si snoda lentamente
nelle vie di Chamonix fra due ali di folla urlante. Man mano che il
gruppo si sgrana l'andatura accelera, i primi 7-8 km sono praticamente
pianeggianti e bisogna correre. Ma c'è ancora troppa gente, il primo
ristoro è una bolgia infernale e decido di saltarlo. Poi cominciano i
primi dislivelli: ancora nulla di cui preoccuparsi, si sale fino a 1600 e
poi il primo discesone che porta agli 800 m di Saint Gervais, dove c'è il
primo ristoro importante. Rifaccio le scorte di acqua e mangiucchio
qualcosa; intanto si è fatto buio, indosso un antivento, la frontale e
riparto. Il paese è pieno di gente, nessuno manca di augurarti un "bon
courage" o gridarti un "bravò". Ma comincia anche la prima, temuta
salita ai 2440 metri del Col Bonhomme: invece va via liscia, salgo bene
senza affanni anche oltre i 2000 metri. Discesa bella ripida e sono al
ristoro di Les Chapieux, km 50, dopo 8h20' di gara. In linea con la
tabella di marcia!
Esco dal ristoro e prendo una pastiglia di guaranà: dovrebbe essere un
rimedio eccezionale contro i colpi di sonno, mi dicono, ma dopo un po' il
sonno arriva ugualmente: l'avevo previsto nella seconda notte, invece è
già qui. E la salita al Col de la Seigne (2507 m) stavolta si fa sentire:
rallento decisamente, l'effetto della quota si fa sentire anche con un
incrementato senso di sonnolenza, anche lo stomaco si lamenta e vomito,
insomma mi sento uno straccio peggio di quanto avevo previsto. Il morale
scende sotto ai piedi, mi dico che se continua così a Courmayeur la
faccio finita e mi ritiro. In qualche modo scollino, mi butto in discesa
e dopo un po'... comincia un'altra salita! Ma come... due anni fa non
c'era!!! E al culmine della salita il sentiero prosegue scendendo su un
ghiaione instabile, impossibile correre senza rischiare la caduta
rovinosa; solo verso la fine le pietre spariscono, riprendo un po' di
confidenza in me stesso e mi lancio a capofitto su quel che rimane della
discesa. L'arrivo a Lac Combal ha un che di fiabesco: in alto le prime
luci dell'alba illuminano le cime, in basso la nebbia avvolge il lago.
Ormai Courma è vicina, ancora una salita e poi giù a capofitto per un
toboga in mezzo al bosco, fino a spuntare al palazzetto dello sport. Km
79, 15h10' minuti di gara, sono in ritardo di un'ora sulla tabella di
marcia... Il palazzetto è affollato, chi mangia, chi dorme, chi si
intrattiene con amici e parenti venuti a vedere. Prendo la sacca che
avevo dato con il cambio, metto un paio di scarpe più protettive per il
resto della gara, cambio la maglietta inzuppata di sudore e mangio un
piatto di pasta in brodo. Non penso più a ritirarmi e dopo una sosta di
una quarantina di minuti mi rimetto in marcia. Subito un problema:
qualche accenno di crampi agli adduttori, se non passa sono guai con
ancora 90 km da percorrere... Per il momento, però, li tengo a bada e la
salita al rifugio Bertone la faccio tutta di un fiato, spingendo sui
bastoncini. Lì mi rifornisco di sali e riprendo la via verso il rifugio
Bonatti: un lungo tratto di saliscendi corribili, dove però i crampi
ritornano prepotentemente. Non sono quei crampi che ti bloccano urlante
in mezzo al sentiero, se ci corro sopra con attenzione dopo un po'
rientrano, però mi rallentano notevolmente. Il caldo, intanto, si fa
cocente, per fortuna si incrociano spesso ruscelli e fontanelle dove
rinfrescarsi. Al Bonatti il ritardo è salito a un'ora e mezza. Mi concedo
una birra al rifugio.
E poi, ahimè, comincia uno dei tratti che più temo, la salita ai 2527 m.
del Grand Col Ferret: 800 metri di dislivello in 4,5 km, sotto il sole
implacabile del primo pomeriggio. Ci impiego qualcosa come un'ora e
quaranta minuti, in cima il medico dell'organizzazione mi chiede se va
tutto bene... Ormai va bene, è finita... la Svizzera mi attende con una
luuuuuunga discesa verso La Fouly: qualche attimo per riprendermi,
saggiare muscoli e articolazioni, verificare che i crampi non sono più un
problema e poi giù a bomba, prima su una carrareccia larga e scorrevole,
poi su un bel single track nel bosco. Mi diverto come un bambino,recupero
e sorpasso tutti quelli che mi avevano passato nella precedente ascesa,
prendo qualcun'altro e quando riparto dal ristoro ho recuperato
un'ottantina di posizioni. Trasferimento bastardo verso Champex-Lac, un
bel po' di asfalto e una salita che sembra insignificante ma che ti
taglia le gambe che già senti poco! Raggiungo due amici che mi
precedevano di poco e che si sono fermati a bere una birra... anche loro
erano partiti con l'idea delle 35 ore, poi Fabio era caduto due volte
sullo stesso ginocchio e anche loro hanno dovuto ridimensionare le
aspettative. Proseguiamo insieme.
A Champex-Lac grande ristoro, corridori, parenti e amici tutti riuniti.
Compro una birra, prendo una fetta di torta e subito lo stomaco rifiuta
il tutto: andiamo bene... Ripartiamo. Sono le 21 di sera, ci copriamo e
accendiamo la lampada per la seconda notte di gara. Ricordo che due anni
fa ero ripartito da Champex alla stessa ora e avevo finito in 40 ore e
rotti, però la gara era partita un paio d'ore prima: dai! le 35 ore sono
andate, ma le 38 sono ancora lì! La prima tappa, fino al ristoro di La
Giete, se ne va tranquilla in 2h45'. Poi comincia veramente il pozzo nero
e senza fondo della notte: delle due tappe seguenti ho solo dei ricordi
vaghi e sconnessi, giusto il primo pezzo da Trient e Catogne è ben vivo
(un pezzo nuovo, con un paio di guadi e una salita sulle rocce), poi
ricordo le allucinazioni che cominciano a presentarsi, ricordo che ogni
tanto mi ritrovo fermo e da solo in mezzo al sentiero, ricordo i ristori
dove buttavo giù prima un po' di pastina poi la testa sul tavolo, in
cerca di qualche minuto di sonno. E anche le 38 ore vanno a ramengo...
Usciamo da Vallorcine che sono le 5:30, mancano ormai solo una ventina di
km: la salita alla Tete aux Vents, il trasferimento più o meno in quota a
La Flegere e poi la descesa finale su Chamonix. E quasi 4 ore per
raggiungere almeno l'obiettivo delle 40 ore. Prima di arrivare
all'attacco della salita c'è un lungo tratto pianeggiante: tutti e tre
barcolliamo per il sonno, le indicazioni lo danno percorribile in
mezz'ora, noi ci impieghiamo tre quarti d'ora. Decidiamo di fermarci un
attimo e dormire per un quarto d'ora: funziona, ripartiamo più freschi e
meno doloranti. Sulla salita non reggo però il ritmo dei miei soci e
resto indietro. Alla Tete aux Vents transito dopo 38h26' di gara, ormai,
mi dico, è fatta. Peccato che i miei ricordi sulle distanze successive
siano abbastanza vaghi e la mazzata arriva poco dopo quando compare un
cartello escursionistico: La Flegere, 50 minuti. E, tra i tratti di
salita fatti camminando e quelli pianeggianti o in leggera discesa fatti
... camminando o corricchiando ce ne metto 46. Non potrò mai farcela a
stare entro le 40 ore, mancano ancora 10 km, va beh che sono in discesa,
però... Ma i ricordi annebbiati a volte sbagliano per eccesso: il
cartello all'uscita dal punto di controllo dice: Chamonix 8 km. 8, non
10! Riesco a fare due conti al volo: sono le 9:15, 5'/km e in 40' sono al
traguardo...: SI PUO' FARE!
Parto a bomba, ormai dimentico di sonno, dolori e affaticamenti. Il primo
tratto non è proprio scorrevolissimo, un sentiero stretto nel bosco,
pieno di sassi, radici e curve a gomito, ma chissenefrega, ormai, come
diceva Bisteccone Galeazzi quando commentava le imprese dei fratelli
Abbagnale, non c'è più tempo per morire. Sorpasso in quarta quelli che mi
precedevano, ricevo al volo complimenti stupiti degli escursionisti che
salgono, nemmeno io so dove trovo le energie per questa discesa folle.
Poi la discesa finisce, inizia l'asfalto pianeggiante e la fatica
comincia a farsi sentire; a circa 500 metri dal traguardo raggiungo
Fabio, poi mi blocco, senza fiato: Fabio comincia a insultarmi e
incoraggiarmi nello stesso tempo, dai! muoviti! non puoi fermarti adesso!
continuiano insieme!!! Riprendo, entriamo nel cuore di Chamonix, le
ultime curve, il traguardo è là, sulla destra: ci mandano a sinistra, a
girare intorno a una colonna. Lì mi blocco nuovamente e ricominciano
improperi e incoraggiamenti, gli spettatori probabilmente si stanno
ancora pisciando addosso dal ridere! Dubito di farcela, ma con un ultimo
sforzo mi riprendo, sono sul rettilineo finale (in leggera salita,
neh...), Fabio davanti a me taglia il traguardo a braccia alzate, io
arrivo subito dietro, butto l'occhio sul tabellone del tempo, giusto per
vedere che per una manciata di secondi ce l'ho fatta: 39h59'46''!!!! E,
finalmente, senza più un goccio di fiato, mi butto a terra sfinito,
desiderando solo, nell'ordine: una birra ghiacciata, una doccia bollente
e la brandina della palestra su cui stendermi e, finalmente, dormire!
Non dopo aver espresso un ultimo proposito: mai più! :-)

gg


23 Risposte

galet

02/09/2015 15:20:36

0

Pedro <20887invalid@mynewsgate.net> wrote:
> ce l'ho fatta: 39h59'46''!!!!

[Anche se sotto sotto ha probabilmente ragione tua moglie ;-)]
Grande, anzi grandissimo!! 170 km e 10 km di dislivello, massimo rispetto!!
Pero' una cosa me la devi spiegare, perche' io non ci credo: ma come
hai fatto a tenere 5'/km per 8 km dopo 162 km di gara :-)???

F

Pedro

02/09/2015 17:54:24

0

galet@london.invalid <galet@london.invalid> ha scritto:

> Pedro <20887invalid@mynewsgate.net> wrote:
> > ce l'ho fatta: 39h59'46''!!!!
>
> [Anche se sotto sotto ha probabilmente ragione tua moglie ;-)]

Togli il probabilmente. Noi lo consideriamo una cosa normale, ma
normale non è.
> Grande, anzi grandissimo!! 170 km e 10 km di dislivello, massimo
rispetto!!
> Pero' una cosa me la devi spiegare, perche' io non ci credo: ma come
> hai fatto a tenere 5'/km per 8 km dopo 162 km di gara :-)???
>

In realtà, riepilogo finale alla mano, i km in questione risultano
essere 7,2 percorsi in 46 minuti e qualcosa, poco più di 6 minuti al
km. Che dopo 162 km é comunque un bell'andare: il vincitore li ha
percorsi in 42 minuti, mica tanto meno di me...
Da dove salti fuori l'energia per correre ancora non lo so, però in
questo tipo di gare mi capita spesso di fare un finale veloce, sarà che
l'averne piene le balle la vince sulla stanchezza
gg


Jk

03/09/2015 06:41:52

0

Il 02/09/2015 15.16, Pedro ha scritto:
> Il mio primo UTMB è stato nel 2013. E fu anche la prima volta nella mia
CUT
> Non dopo aver espresso un ultimo proposito: mai più! :-)

mii, ma voi siete tutti fuori di testa! :-)


VonKappel

03/09/2015 08:30:41

0

Pedro,

> Il mio primo UTMB è stato nel 2013.

<snip>

Chapeau.
Bellissimo racconto e straordinaria avventura anche se tua moglie e'
molto piu' saggia di te.

> Subito un problema:
> qualche accenno di crampi agli adduttori, se non passa sono guai con
> ancora 90 km da percorrere...

Merda, i crampi agli adduttori.
Ecco, qui mi hai ricordato il mio "doloroso" esordio nei trail dell'anno scorso.
Una roba corta, di 21km, serale/notturna a coppie, dove in una discesa abbastanza
ripida ma corribile non ho dato retto al mio compare e mì sono fiondato
correndo a tutta, col risultato di beccare una brutta distorsione proprio al
termine della stessa discesa.
Ma non mi sono voluto ritirare, anche per rispetto del mio compagno e cosi',
trascinandomi nelle salite e correndo ogni tanto male male a mo' di lemuro,
ho iniziato ad avere crampi ovunque, in special modo agli adduttori.
Ecco, ricordo ancora quel dolore tremendo come se fosse oggi.

> Non dopo aver espresso un ultimo proposito: mai più! :-)

Seeee, buonanotte.
Oh, Pedro, c'e' sempre il Tor de Geants, eh.

--
https://www.youtube.com/user/natalinobalass...

Pedro

03/09/2015 09:23:30

0

VonKappel <passaportirapidi@leleoriali.org> ha scritto:


> Oh, Pedro, c'e' sempre il Tor de Geants, eh.

eh... già!
Ma il TOR è diverso e, a detta di chi ha fatto entrambe le gare, meno duro
dell'UTMB. Affermazione che sembra un'eresia (350 km contro 170), ma la
gestione del tempo e del sonno è completamente differente (a meno che,
naturalmente, tu non voglia vincerlo e quindi tirare per 80 ore senza
dormire...).

gg

Gert dal pozzo

03/09/2015 09:55:24

0

Pedro <20887invalid@mynewsgate.net> ha scritto:


CUT

respect!
grande grande grande!!!

le2

03/09/2015 10:57:40

0

Pedro <20887invalid@mynewsgate.net> ha scritto:

cut
> Non dopo aver espresso un ultimo proposito: mai più! :-)

grandissimo!
Queste sono imprese che solo dei super atleti possono fare...
Applausi

Usodimare

03/09/2015 14:24:15

0

Il 02/09/2015 15:16, Pedro ha scritto:

> mancano ormai solo una ventina di km

Quel "solo" mi fa venire i brividi.

Bravo, che dire, chapeau!

Giuseppe

Mau

03/09/2015 14:41:30

0

Il 02/09/2015 15.16, Pedro ha scritto:
> Non dopo aver espresso un ultimo proposito: mai più! :-)

Farti i complimenti e' riduttivo, non saprei che dirti... grande!

--
Mau

adamski

23/09/2015 20:00:38

0

Il giorno mercoledì 2 settembre 2015 15:16:42 UTC+2, Pedro ha scritto:
> Il mio primo UTMB è stato nel 2013. E fu anche la prima volta nella mia
> carriera di trailer in cui mi ritrovai più volte a maledire il momento in
> cui mi ero iscritto a quella gara.

[cut]

Bel report!

Leggi/leggete tutti "La lunga marcia" di Stephen King, se non l'avete fatto.. E' un romanzetto di poco più di cento pagine molto suggestive per chi abbia provato almeno una volta a correre allo stremo (qualunque sia il livello di stremo).

Il fatto che le tue righe me lo abbiano fatto venire in mente prendilo come un bel complimento!