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Marco era vivo: Torna al comando perentoria la sua storia

padania libera

10/08/2014 10:45:06

PORRECA. Caso Pantani: Marco era vivo
Torna al comando perentoria la sua storia

di Gian Paolo Porreca, da Il Mattino del 3 agosto 2014

GIUSTIZIA | Ed allora, per fortuna, abbiamo sbagliato tutti, noi per
primi.
Marco Pantani, nel giorno di San Valentino del 2004, era vivo, vivo,
vivo, tre volte vivo, e non aveva affatto dentro quel cupio dissolvi
romagnolo che la bella scrittura di tanti gli avrebbe comodamente
attribuito.
Marco era vivo, anche se aveva 34 anni ed al Residence 'Le Rose' di
Rimini il ciclismo agonistico, quello pedalato per arrivare primi e non
solo per ben figurare nel gossip o nelle figurine, poteva essere ormai
solo un ricordo. Un ricordo rosa, un ricordo giallo. Il 1998. Primo al
Giro, primo al Tour.

Marco Pantani, ragazzi, e come siamo stati SUPERFICIALI a non credere
all' intuizione cocciuta di una madre tenace, come può essere una madre
che vuole ancora dare vita ad un figlio, era straordinariamente vivo.
Non era sui pedali più, non era sull' Aprica e sul Mortirolo, a Les
Deux Alpes e sull' Alpe d' Huez, non era sul Ventoux. Era a piedi,
forse in attesa di futuro, forse di passato. Non era in fuga, ma come
fate a non ricordare ?, quando sbucò dalla nebbia, a Guzet Neige, nel
Tour 1995, e chissà dove si era perso Indurain, e noi eravamo in un bar
di Sessa Aurunca e la nebbia in quel bar dileguò nel sole ed in una
granita al limone Marco Pantani, ragazzi, quello del '98, colui che voi
cercate non è qui, certo, ma è vivo ancora.
Grazie a mamma Tonina, permette signora?, non ad un testimone sincero,
non a qualcuno che sapeva che quel Residence - oggi distrutto e
riedificato - aveva una doppia uscita, e quindi anche una doppia
entrata.

Lui che voleva vivere, anche se per sbaglio, anche se contro una
corrente avversa, anche se lontano da gregari come Siboni e Velo,
Podenzana e Traversoni, è stato eliminato dunque non da una overdose
impropria, ma da ben altri cattivi nemici.
Cattivi nemici, che lo avrebbero annientato con dolore e con vergogna,
nel sangue e nella bugia complice di troppi - tutti ? - sconosciuti.

Cattivi nemici, ma di quelli senza nome. No, non Ullrich, non Tonkov,
non Armstrong, quell' Amerikano che tanto lo avrebbe odiato, battuto da
lui una volta sul Ventoux, nel 2000, e che pure gli avrebbe reso
memorabile omaggio nel ricordo. 'Io sono un falegname, Marco è stato un
artista', maiuscolo il nostro caro Lance, con quella lealtà rara, e
perciò ancor più preziosa, dei Grandi Bari.

Marco Pantani, e ci fa velo la commozione, rinasce di 2 agosto. Proprio
nel giorno in cui aveva vinto, '98, tinto di giallo, il Tour.
E torna al comando perentoria la sua storia, che continua a non essere
per noi una fiction o un melodramma a puntate, di salite e cadute e
risalite. Con stento sempre maggiore.

Il dramma al Giro del Piemonte '95,
la caduta nella discesa del Chiunzi, al Giro del '97,
con quel pellegrinaggio da samaritani dei suoi compagni della
MercatoneUno che lo scortarono al traguardo: una processione
misericordiosa.
Le salite ardite e le risalite, con i trionfi al Giro ed al Tour nello
stesso anno, ultimo a siglare un siffatto exploit.

E poi quel precipizio nella vicenda doping, o chiamiamola come volete,
con la squalifica e la conseguente esclusione dal Giro '99, in maglia
rosa, alla partenza da Madonna di Campiglio. Per il riscontro di un
ematocrito fuori norma. Vizio di quei tempi, censurati per tutti. Ma
fatali solo per Pantani, riconosciamolo.
Che pure dopo aver scontato la sospensione di due settimane poteva
tranquillamente riprendere il ciclismo e correre il Tour. Chi gli sia
mancato al fianco, in quella estate lancinante di disillusione
sportiva, non sappiamo. Forse un direttore sportivo, un team manager,
forse una figura prossima a quella di un coach carismatico, un grande
saggio, quello che Luciano Pezzi era stato per Felice Gimondi, ad
esempio. Uno che lo rimettessi in bici, con una paternale ed un 'gimme
five', e gli dicessi: 'vai al Tour, adesso'.

Come nel '69, dopo lo scandalo e l' esclusione di Savona al Giro, aveva
fatto Eddy Merckx. Che il Tour lo avrebbe poi sorvolato. Di rabbia e
cuore. Ma Luciano Pezzi, purtroppo, era scomparso prima del tempo.
Sarà, o sarebbe stato, chissà. I condizionali non correggono i giorni.
E qui non è giusto essere imparziali, con Pantani, lo siamo già stati
in passato. Sin troppo. Qui è il tempo quasi non razionale - senza più
salite senza più traguardi neanche più un abbuono - di rendere onore a
quanto valore assoluto abbia avuto il peso o la fede di una madre, lì
dove non sono riusciti gli uomini di legge o di giustizia. Che
vittoria, Marco, puoi andarene ben fiero, di mamma. Ha lei, sul petto,
il tuo titolo iridato mai indossato. E che vergogna altra, in giro.

Tu correrai ancora, perchè non hai dunque da scontare colpe mortali, lì
dove sai.
E con Ottavio Bottecchia, anche lui vincitore di Tour scomparso in un
tragico mistero, ragionerete della vulnerabilità della vita, della
gloria e del ciclismo. Molto al di sopra di noi.

Il tuo San Valentino ultimo, fra un eccesso di polvere bianca come
fosse borotalco, tu che sei nato sotto le stelle del Capricorno come
Shakespeare, il tuo 'essere o non essere' certo da Eroe Negativo - mi
sovviene 'La prima notte di quiete', l' atmosfera di un locale notturno
della tua Rimini, 'L' altro mondo', ed una musica che porta
via, 'Domani è un altro giorno' - non meritava mai un congedo postumo.
Ed oggi questo è vero mille volte in più.

Quel congedo scritto da anonimi. Fuggiti senza neppure la scia, o il
profumo, di una amata bicicletta. Quella, chissà dove, su questa terra,
ti aspetterà sempre. Perchè, l' abbiamo detto, anche se non più
campione, quando l' abbiamo salutato, Marco era vivo.
---
di Gian Paolo Porreca, da Il Mattino del 3 agosto 2014


--
..................................................................................
PADANIA LIBERA DALLE BESTIE COMUNISTE, DA CERTI
MAGISTRATI GOLPISTI E DAGLI IMMIGRATI CLANDESTINI

1 Risposta

Henry

11/08/2014 05:51:02

0

padania libera <21642invalid@mynewsgate.net> ha scritto:

> PORRECA. Caso Pantani: Marco era vivo
> Torna al comando perentoria la sua storia
>
> di Gian Paolo Porreca, da Il Mattino del 3 agosto 2014
>
> GIUSTIZIA | Ed allora, per fortuna, abbiamo sbagliato tutti, noi per
> primi.
> Marco Pantani, nel giorno di San Valentino del 2004, era vivo, vivo,
> vivo, tre volte vivo, e non aveva affatto dentro quel cupio dissolvi
> romagnolo che la bella scrittura di tanti gli avrebbe comodamente
> attribuito.
> Marco era vivo, anche se aveva 34 anni ed al Residence 'Le Rose' di
> Rimini il ciclismo agonistico, quello pedalato per arrivare primi e non
> rare nel gossip o nelle figurine, poteva essere ormai
> solo un ricordo. Un ricordo rosa, un ricordo giallo. Il 1998. Primo al
> Giro, primo al Tour.
>

>

Come monsieur de Lapalisse, un quarto d'ora prima di morire era vivo!

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La bicicletta Ã? lâ??immagine visibile del vento