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Re: Tra scandali e derivati, tutti i guai di Deutsche Bank

vociferus

04/12/2019 18:15:42

Farewell America

La prima iniziativa di Sewing è portare da 9 mila a 10 mila i
licenziamenti previsti dal piano al 2020. La seconda è annunciare un
drastico ripensamento del modello di business. Via dai mercati
obbligazionari americani, dove la concorrenza dei padroni di casa è
troppo agguerrita, per tornare a concentrarsi sul mercato europeo, sui
prestiti alle grandi aziende, cercando di recuperare la vocazione
originale di "una banca tedesca per la Germania". Numerosi dirigenti
lasciano in aperta polemica. Ã? infatti la divisione americana, ovvero
quella che Sewing vuole sottoporre a un drastico ridimensionamento,
quella che fa più utili. Un brusco memento sarebbe giunto a breve.

Sewing non ha nemmeno il tempo di respirare che dalla Federal Reserve,
nel giugno 2018, arriva la seconda bocciatura consecutiva negli stress
test sui piani di capitale e la qualità della gestione. Su questo punto
era venuta fuori, intanto, una gaffe incredibile, relativa al versamento
per errore a Macquarie di ben 30 miliardi di dollari, poi recuperati,
dovuto - pare - a un errore umano. La divisione Usa di Deutsche Bank è
l'unica, su 35 banche, a non vedersi approvati i piani su dividendi e
buyback.

I supervisori della Fed riscontrano "ampie carenze" nei sistemi interni
di controllo della banca tedesca e nella gestione dati. E una delle
conseguenze della bocciatura è una limitazione dei profitti che la
filiale nordamericana può rimpatriare a vantaggio della casa madre a
Francoforte. Una limitazione dolorosa: da due anni i bilanci
dellâ??istituto sono in rosso e la divisione statunitense è uno dei pochi
rami che ancora fanno utili. Nel frattempo, in borsa, le perdite
accumulate dall'inizio dell'anno sono giunte al 41% e il prezzo delle
azioni è sceso sotto la soglia psicologica dei 10 euro.

https://www.agi.it/economia/deutsche_bank_crisi_licenziamenti_derivati-5802773/news/2...

3 Risposte

vociferus

04/12/2019 18:16:36

0

C'è del marcio in Danske Bank

Poco più di quattro mesi dopo ricominciano i guai giudiziari. Il 29
novembre parte un'ondata di perquisizioni negli uffici di Francoforte di
Deutsche Bank. Le accuse sono pesanti: riciclaggio di denaro sporco
attraverso la creazione di società nei paradisi fiscali. Le operazioni
sotto inchiesta erano iniziate nel 2013 ed erano state eseguite dalla
divisione gestione patrimoniale della banca, un'unità che nel 2015 era
passata sotto la responsabilità dello stesso Sewing, dal cui arrivo la
capitalizzazione di mercato è intanto scesa di un altro 28%. A erodere
ulteriormente la fiducia degli azionisti erano stati poi gli stress test
della Bce, che avevano rilevato una posizione patrimoniale sempre più
debole.

L'indagine rientra nel quadro dell'inchiesta sui Panama Papers: la banca
è accusata di avere "aiutato alcuni clienti a creare società off-shore
nei paradisi fiscali" allo scopo, appunto, di riciclare denaro. Denaro
di origine criminale, trasferito su vari conti della Deutsche Bank senza
che sia stata denunciato alle autorità preposte alcun sospetto
sull'origine irregolare delle somme. Solo nel 2016, una società legata
alla banca con sede alle Isole Vergini, avrebbe gestito ben 900 clienti
per un volume d'affari complessivo di 311 milioni di euro.

A rendere ancora più grave l'impatto della nuova inchiesta è che
quest'ultima si somma alle indagini già in corso su Danske Bank. La
filiale estone della banca danese è indagata dal dipartimento di
Giustizia, che la accusa di aver riciclato miliardi di dollari a favore
di operatori russi impegnati in attività illecite. Dei 230 miliardi di
dollari di transazioni sospette, secondo gli inquirenti, circa la metà
sarebbe passata - fino al 2013 - attraverso Deutsche Bank, che avrebbe
fatto da sponda a Danske Bank per convertire i fondi potenzialmente
sospetti in dollari ed euro. L'inchiesta non solo non si è ancora chiusa
ma ha visto affiancarsi, nel gennaio 2019, un'indagine parallela avviata
dalla Federal Reserve.

https://www.agi.it/economia/deutsche_bank_crisi_licenziamenti_derivati-5802773/news/2...

vociferus

04/12/2019 18:18:01

0

Derivati per sedici volte il Pil tedesco

C'è poi il vero elefante nella stanza, quello dell'immane esposizione ai
derivati (i prodotti finanziari il cui valore dipende da quello di un
altro strumento, quelli - per intenderci - alla base della crisi dei
mutui del 2008) nella pancia dell'istituto: oltre 43 mila miliardi di
dollari, ovvero sedici volte il Pil della Germania.

Oggi sul Financial Times è uscito un articolo che minimizza la questione
e sostiene (non a torto) che l'esposizione netta è di molto inferiore è
che a gridare al lupo sono i soliti complottisti del blog ZeroHedge. Non
molto tempo prima lo stesso quotidiano della City, per descrivere la
situazione, suggeriva però di "immaginare di acquistare una casa per
duemila dollari con garanzie per un dollaro" per sottolineare la
sproporzione tra valore di mercato ed un'esposizione ai derivati che è
il 12% di quella totale mondiale. E in un rapporto del giugno 2016 il
Fondo Monetario Internazionale aveva definito la Deutsche Bank come "la
più grande fonte potenziale al mondo di shock esterni per il sistema
finanziario".

La questione è dibattuta ma, non per questo, meno preoccupante. Forbes
afferma che quella cifra non rappresenta il reale rischio di credito di
Deutsche Bank. Ma sottolinea, nondimeno, che, anche se solo nominale,
un'esposizione così enorme, per essere gestita e ridurre al minimo i
possibili errori, richiede una gran quantità di operatori specializzati.
Come potrà farlo una banca che sta licenziando migliaia di persone? Non
solo, osserva Forbes, in questo momento ogni dipendente di Deutsche Bank
sa di poter essere il prossimo a ricevere il benservito e sarà,
presumibilmente, più occupato a cercare un'alternativa che a impegnarsi
al massimo nel proprio lavoro attuale.

Un altro grande problema non risolto è, infine, l'opacità contabile
dell'istituto, in particolare per quanto riguarda i rischi legati
all'inadempienza delle controparti. Rischi che non sono calcolabili,
conclude ancora Forbes, e dei quali si possono solo supporre le
dimensioni alla luce di un'esposizione ai derivati simile. Nel dubbio,
tanti investitori non potranno che continuare a vendere.

@cicciorusso_agi

https://www.agi.it/economia/deutsche_bank_crisi_licenziamenti_derivati-5802773/news/2...

Alberto Franceschini

04/12/2019 19:38:01

0

Il giorno mercoledì 4 dicembre 2019 19:16:26 UTC+1, vociferus ha scritto:
> Derivati per sedici volte il Pil tedesco
>
> C'è poi il vero elefante nella stanza, quello dell'immane esposizione ai
> derivati (i prodotti finanziari il cui valore dipende da quello di un
> altro strumento, quelli - per intenderci - alla base della crisi dei
> mutui del 2008) nella pancia dell'istituto: oltre 43 mila miliardi di
> dollari, ovvero sedici volte il Pil della Germania.
>
> Oggi sul Financial Times è uscito un articolo che minimizza la questione
> e sostiene (non a torto) che l'esposizione netta è di molto inferiore è
> che a gridare al lupo sono i soliti complottisti del blog ZeroHedge. Non
> molto tempo prima lo stesso quotidiano della City, per descrivere la
> situazione, suggeriva però di "immaginare di acquistare una casa per
> duemila dollari con garanzie per un dollaro" per sottolineare la
> sproporzione tra valore di mercato ed un'esposizione ai derivati che è
> il 12% di quella totale mondiale. E in un rapporto del giugno 2016 il
> Fondo Monetario Internazionale aveva definito la Deutsche Bank come "la
> più grande fonte potenziale al mondo di shock esterni per il sistema
> finanziario".
>
> La questione è dibattuta ma, non per questo, meno preoccupante. Forbes
> afferma che quella cifra non rappresenta il reale rischio di credito di
> Deutsche Bank. Ma sottolinea, nondimeno, che, anche se solo nominale,
> un'esposizione così enorme, per essere gestita e ridurre al minimo i
> possibili errori, richiede una gran quantità di operatori specializzati.
> Come potrà farlo una banca che sta licenziando migliaia di persone? Non
> solo, osserva Forbes, in questo momento ogni dipendente di Deutsche Bank
> sa di poter essere il prossimo a ricevere il benservito e sarà,
> presumibilmente, più occupato a cercare un'alternativa che a impegnarsi
> al massimo nel proprio lavoro attuale.
>
> Un altro grande problema non risolto è, infine, l'opacità contabile
> dell'istituto, in particolare per quanto riguarda i rischi legati
> all'inadempienza delle controparti. Rischi che non sono calcolabili,
> conclude ancora Forbes, e dei quali si possono solo supporre le
> dimensioni alla luce di un'esposizione ai derivati simile. Nel dubbio,
> tanti investitori non potranno che continuare a vendere.
>
> @cicciorusso_agi
>
> https://www.agi.it/economia/deutsche_bank_crisi_licenziamenti_derivati-5802773/news/2...

Guarda con 250 miliardi a leva 100, facciamo 25.000 miliardi, sarebbe fatta fatta.

Bisogna fare l'assalto alla diligenza, fottere gli europei, oppure Rothi si incazza.
Avete pagato quella merda di Conte?