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Ma chi verrà mai ad investire in questo paese???

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04/12/2019 10:41:37

Renzi: «Pronti a votare con Forza Italia. Elezioni folle speranza dei dem»

Presidente Renzi, ieri è stata un?altra giornataccia per il governo. Tra
Conte e Di Maio nemmeno un saluto. Oggi Di Maio dice che M5S è l?ago
della bilancia e sul Mes si farà come dicono lui e Di Battista. Quanto
si può andare avanti così?
«Deve chiederlo a loro. Che i due non si salutino non mi interessa:
devono governare il Paese, non andare a cena fuori. La vera domanda non
è se sono ancora amici, ma se sono in grado di rappresentare l?Italia.
Quanto a Di Battista: capisco che voglia tornare in Parlamento per sue
ovvie esigenze personali e quindi cerchi ogni pretesto per rompere. Ma
questo Governo è nato in quanto europeista e dunque Di Battista
semplicemente non rileva. Se vogliono andare contro l?Europa, hanno
sbagliato alleato: potevano tenersi Salvini».

La vera domanda però è: Di Maio rappresenta M5S o solo una parte di essi?
«Non sono un esperto di ?grillologia?. Mi accontenterei che Di Maio
rappresentasse gli italiani partecipando ai vertici internazionali. Il
fatto che il Ministro degli Esteri non vada al G20 per riunioni
politiche in Italia è gravissimo. Quanto ai parlamentari M5S ci facciano
sapere: se vogliono andare al voto, lo dicano. Certo è che dopo la
riforma costituzionale per ridurre a 600 i parlamentari adesso devono
essere coerenti: si taglino davvero, senza scherzi, i 345 seggi
eccedenti. E la pattuglia grillina sarà decimata. Contenti loro,
contenti tutti».

Anche Italia Viva ci mette del suo: perché ha disertato il vertice di
palazzo Chigi proprio sul Salva Stati ma poi ieri ha chiesto un incontro
al premier?
«Perché eravamo gli unici a non avere problemi, né a crearne. Quanto
all?incontro con il premier: la delegazione guidata da Rosato e
Bellanova ha offerto un aiuto a Conte. Spiegando però che la situazione
è molto seria. E siamo preoccupati: nelle prossime settimane il governo
dovrà fare un intervento delicato per salvare una banca, fare un altro
prestito ponte ad Alitalia, rimediare i danni sulla giustizia, eliminare
ogni aumento di tasse rimasto. Noi diamo una mano, ma almeno ci sia una
strategia».

Lo sa che nel Pd temono che lei in realtà abbia già deciso di staccare
la spina per votare a marzo?
«Non è un timore del Pd, ma una loro (folle) speranza. Una parte del Pd
sogna le urne, invocandola con lo stesso giubilo con cui hanno
anticipato le elezioni in Umbria, condannandosi a una clamorosa
sconfitta. Fosse per me si voterebbe nel 2023. Ma non l?ha ordinato il
dottore di stare tutti insieme. Chi vuole rompere deve solo dirlo. Noi
nel frattempo lavoriamo alla proposta ?Italia Shock? per sbloccare 120
miliardi di ? di cantieri. E poi ovviamente l?obiettivo è ridurre il
costo del debito: spendevamo 77 miliardi di ? nel 2013, saranno 59
miliardi il prossimo anno. Se c?è stabilità possiamo proseguire in
questa direzione».

Col senno di poi, la scorsa estate è stato un errore dar vita a questa
maggioranza pur di non andare subito a elezioni?
«Assolutamente no. Abbiamo fatto benissimo a evitare le elezioni: oggi
l?Italia è uscita dal radar delle tensioni europee, ha bloccato
l?aumento dell?Iva, ha recuperato fiducia. Il problema non è la scelta
di ieri, ma le tensioni di oggi».

Sta di fatto che i temi divisivi sono sempre di più. Cominciamo dalla
prescrizione: se non si interviene, la prescrizione lunga entrerà in
vigore il primo gennaio. Italia Viva non ha mai nascosto le sue
critiche: potrebbe votare il ddl di Forza Italia per il rinvio?
«Noi abbiamo votato contro l?assurdità voluta dai populisti sulla
prescrizione. Volere una giustizia senza fine significa proclamare la
fine della giustizia. E non abbiamo cambiato idea. Ora ci sono due
alternative: la prima è che la nuova maggioranza trovi una soluzione. E
sarebbe meglio. Se non accadrà noi non ci inchineremo al populismo
giudiziario imperante. E dunque, se non ci sarà accordo, voteremo il ddl
di Enrico Costa, persona saggia e già viceministro alla giustizia del
mio governo. Bonafede può cambiare la sua legge, se vuole, ma non può
pretendere di cambiare le nostre idee».

Anche l?Autonomia divide la maggioranza o sbaglio?
«Impossibile dividersi, visto che su questo nessuno di noi ha la più
pallida idea di quale sia la proposta del governo. Per adesso sono solo
titoli sui giornali. Quando ci saranno i testi di legge potremo
discuterne. Forse anche dividersi. Ma per adesso siamo agli slogan buoni
per i talk show. A noi interessa il Parlamento, non i talk show».

L?altra notte la maggioranza è riuscita a dividersi anche sulla
trasparenza delle fondazioni, con Italia Viva a votare da sola contro il
rinvio chiesto da Pd e M5S.
«È il colmo. Di giorno ci attaccano per la nostra fondazione, che è una
delle poche ad avere bilanci pubblici e trasparenza totale. Di notte
votano una norma che rinvia l?applicazione della trasparenza alle loro
fondazioni, molte decisamente opache. Se non fosse una cosa seria ci
sarebbe da ridere. Ma vedendo la sensibilità sul tema, appena ci sarà il
dibattito in Parlamento che la Presidente Casellati mi ha assicurato si
terrà entro Natale, saremo chiari sulle responsabilità delle Fondazioni.
E sui finanziamenti ai soggetti vicini alla politica. Parlerò in Aula. A
voce alta. A testa alta».

A proposito di fondazioni, l?inchiesta Open ha portato a perquisizioni
nelle case dei finanziatori (non indagati) della fondazione che faceva
riferimento alla Leopolda, con liste di nomi di privati e società finite
sui giornali. È preoccupato da cos?altro potrebbe uscire?
«Non sono preoccupato per Open, sono preoccupato per i cittadini. Questa
storia è incredibile. Persone incensurate fanno un versamento a una
fondazione che organizza la Leopolda, manifestazione orgogliosamente non
di partito, priva di bandiere. Utilizzano, pertanto, le regole delle
fondazioni. Improvvisamente i magistrati decidono che quella fondazione
è un partito. E pretendono regole diverse. Che è come chiedere a chi sta
guidando un motorino se ha la patente del Tir. Se guidi un motorino,
serve la patente del motorino, non del Tir. Allo stesso modo: se è
fondazione, non è partito. Questa interpretazione allucinante giustifica
una ?retata? mattutina con trecento finanzieri per sequestrare
telefonini e tablet».

Vi si contesta anche la mancata trasparenza, però.
«Per me non sono preoccupato, ho il dovere della trasparenza. Ma davvero
vogliamo vivere in un Paese in cui si ritirano i telefonini anche a chi
non è indagato, solo perché è amico di un politico? Non difendo la mia
privacy, ma la vostra. Chi ha diritto di leggere le chat di whatsapp o
di passare ai giornali un estratto conto? Ci rendiamo conto che questo
modo di procedere è lesivo della privacy di persone neanche indagate? E
lesivo della democrazia se è vero che uno viene perquisito pur non
avendo fatto nulla solo perché sostiene ? in modo trasparente ? una
fondazione. È una cosa enorme. Il lettore pensi al suo telefonino e al
suo estratto conto. E poi rifletta su quanto è accaduto».

Di certo è tornato d?attualità il tema del finanziamento alla politica:
il sistema andrebbe ripensato, a partire dall?abolizione dei contributi
pubblici?
«Per me il sistema va bene così. Abbiamo abolito il finanziamento
pubblico. Adesso bisogna evitare di criminalizzare quello privato. E
vanno estese le forme di trasparenza previste per fondazioni e partite
anche a Srl come la Casaleggio visto il ruolo di Davide Casaleggio nella
struttura Rousseau».

Un?ultima domanda presidente. Ha visto l?inchiesta delle Iene sul
concorso universitario di Conte? Che idea se n?è fatto?
«Se quello che viene contestato a Conte fosse stato contestato a me, i
5Stelle oggi chiederebbero le dimissioni e scatenerebbero i social
contro di me. Hanno distrutto donne e uomini perbene con questo metodo
barbaro. Noi non faremo lo stesso perché siamo persone per bene, non
populisti che agitano la gogna social. Io non so che cosa sia successo
tra Conte e Alpa. Penso che sarà il presidente Conte il primo ad aver
interesse a chiarire per fugare ogni dubbio».