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LA BASE DELLA MAFIA NIGERIANA NEL CENTRO PROFUGHI

vociferus

03/12/2019 21:56:43

foto
https://is...

Era dal Cara di Bari-Palese (Centro di accoglienza per richiedenti
asilo) e poi dal quartiere Libertà dove si erano stabiliti, che gli
appartenenti alle gang nigeriane arrestati oggi dalla polizia
controllavano i traffici illeciti in città e in provincia. Lâ??indagine,
coordinata dalle pm della Dda di Bari Simona Filoni e Lidia Giorgio, ha
accertato che diversi episodi di aggressioni avvenuti negli ultimi anni
allâ??interno del centro di accoglienza, violenza sessuale su
connazionali, risse e accoltellamenti, sarebbero riconducibili alle
attività delle gang, ritenute vere e proprie associazioni per delinquere
di stampo mafioso con suddivisione gerarchica dei ruoli, rituali di
affiliazione, ricorso alla violenza e alla intimidazione.

Tra le principali fonti di guadagno dei gruppi criminali nigeriani
presenti a Bari e documentate in questa inchiesta ci sono lo
sfruttamento della prostituzione e lâ??accattonaggio davanti ai supermercati.

Gli arrestati sono tutti accusati di aver fatto parte, insieme a
numerose altre persone non identificate, di due distinte associazioni a
delinquere di stampo mafioso, di natura cultista, operanti nella
provincia di Bari quali cellule autonome delle fratellanze
internazionali denominate â??Supreme Vikings Confraternity â?? Arobagaâ? e
â??Supreme Eiye Confraternityâ?, che hanno agito per lungo tempo allo scopo
di ottenere il predominio sul territorio barese e di gestire i propri
affari illeciti.

GLI INDAGATI ARRESTATI

TRINITY Gbidy, 23 ANNI, OMOTI Ernest, 21 anni, OMOTI Benjamin, 27 anni,
GOD WIN Christian , 21, ACHOKWU Kenet, 28, GODDAY Okoh 35, ILEGBUNAM
Ebuka, 26, OKOINEMIN Benjamin 26, OBINYAN Timothy, 32, AUGUSTINE John ,
24, OBI Solomon, 27, PAUL God Day 22, OBAZELU Favour 40, OGBOI Monday ,
29, AGEDU Gods Pawara, 29, VICTOR Sunday, 24, OMOBIDO Abibu, 25, THOMAS
Harrison , 32, AHMED Shaban, 29, JOHN Vincent, 25, AKHABUE Richard, 28,
OSAZVWA Felix, 31, JOHN Nosa, 33, OPALEYE Olatunde,38, OGHORUYI Osas,
29, SUNDAY Otaniyen, 34, MAXWELL Peter, 28, ONI Iyobor, 39, DICKSON Uwa,
27, GODWIN Blessing, 33, OSAWAMWENZE Igbinosa Kate, 47 e OSAKPMWAN
Tracy, 29.

@matteosalvinimi
· 3h
ð??´La base operativa di questo schifo era il Centro immigrati, che con
la Lega al governo avevamo quasi azzerato e che ora purtroppo si è
ripopolato.

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1191270/mafia-nigeriana-da-bari-decine-di-arresti-in-italia-rapine-estorsioni-prostitu...


Mafia nigeriana, da Bari decine di arresti in Italia e all'estero:
rapine, estorsioni, prostituzione
L'inchiesta della Dda di Bari ha interessato diverse regioni, Arresti
anche in Germania, Francia, Olanda e Malta.
lagazzettadelmezzogiorno.it

foto
https://pbs.twimg.com/card_img/1201755912773521408/pNrj7zuj?format=jpg&na...

@matteosalvinimi
E pensare che a sinistra qualcuno nega persino l'esistenza della Mafia
nigeriana. Facevano palate di soldi con droga, schiavismo sessuale e
accattonaggio.
Questo fine settimana la Lega di Bari si mobiliterà al Cara, a fianco
dei cittadini.

Si sono registrati casi di inaudita violenza nei confronti di coloro che
non accettavano di aderire alle confraternite o che non ne rispettavano
le regole. Le vittime hanno raccontato agli investigatori di veri e
propri pestaggi, frustate, pugni, calci e bastonate con lâ??utilizzo di
spranghe, mazze e cocci di bottiglia. Nei confronti delle donne
nigeriane, in particolare, è emersa anche la vessazione psicologica
riservata ad un ceto ritenuto inferiore, buono solo a soddisfare le
esigenze sessuali della comunità maschile e, soprattutto, a produrre
denaro attraverso lo sfruttamento della prostituzione; in tal senso è
risultata, ad esempio, emblematica la figura delle c.d. â??blu queenâ?,
donne considerate una merce di proprietà esclusiva del gruppo degli
â??Eyieâ? dopo essersi sessualmente concesse ai capi e destinate a gestire,
per loro conto, le giovani prostitute fatte entrare nel C.A.R.A.
Una delle principali attività illecite condotte dalle associazioni
mafiose in questione è stata proprio quella dello sfruttamento della
prostituzione.

Si ricorda, ad esempio, il caso della tratta e riduzione in schiavitù di
una donna nigeriana gestito da uno degli indagati, VICTOR Sunday il
quale, dopo averla accompagnata su una delle tante imbarcazioni di
clandestini che giungono in Italia dalla Libia ed averla fatta entrare
abusivamente nel C.A.R.A, le ha imposto di prostituirsi e consegnare i
ricavi al gruppo; alla sua ribellione, la donna è stata punita con
ripetute violenze fisiche, sino ad arrivare ad accendere il focolaio di
una vera e propria rissa tra bande il 22 marzo 2017. Insieme a lei,
veniva punito anche il compagno.

Si sono registrati numerosi casi analoghi durante le indagini. I servizi
di intercettazione telefonica ed i riscontri sul territorio hanno
accertato che uno dei principali interessi delle bande criminali era
quello di fare entrare clandestinamente le connazionali nel Centro di
accoglienza e farle prostituire e se, in una fase iniziale, si è notato
che tale pratica veniva gestita solo allâ??interno del C.A.R.A, in un
secondo momento si è compreso che i malviventi fornivano prostitute a
clienti anche al di fuori della Struttura, per le strade o nelle
abitazioni cittadine.

A tal fine, infatti, gli appartenenti ai gruppi di derivazione cultista
â?? Vikingsâ? e gli â??Eiyeâ? si sono estesi arrivando ad occupare immobili in
questo centro, adibiti al meretricio, nonché le strade sulle quali
collocare le giovani vittime da fare prostituire. Si è verificato,
inoltre, un â??asservimentoâ?? delle â??mamanâ? nigeriane che operano a livello
locale alle richieste delle due gangs relative alla necessità di dover
â??piazzareâ? ragazze in strada per farle prostituire.

LE ELEMOSINE DAVANTI AI SUPERMERCATI

Altra attività delinquenziale portata avanti dalle due associazioni è
stata quella dello sfruttamento dei nigeriani che mendicano davanti ai
supermercati ed altri esercizi commerciali di Bari e provincia. Anche in
questo caso, i servizi di intercettazione telefonica hanno delineato uno
spaccato di vita e di criminalità allâ??interno della comunità nigeriana
ben chiaro, peraltro confortato anche dalle parole delle vittime che
hanno confermato agli investigatori la sottomissione al pagamento del
â??pizzoâ?? sui loro miseri ricavi, con consegna di denaro agli esponenti
delle gangs o con ricariche telefoniche sulle utenze di costoro.

Le indagini della Polizia, coordinate dalla DDA di Bari, hanno fatto
luce sia sul fenomeno associativo nel suo complesso, sia sui singoli e
gravi fatti che hanno afflitto il territorio barese negli ultimi anni
determinando anche un notevole allarme sociale e pericoli per lâ??ordine e
la sicurezza pubblica. Gli episodi che hanno destato un gravissimo
allarme sociale sono stati dapprima trattati singolarmente. La loro
comprensione ed il loro inserimento in un più complesso ed articolato
quadro, sono stati possibili soltanto grazie alla creazione di una
squadra di investigatori dedita alla osservazione del fenomeno.

Lâ??accoltellamento di una donna nigeriana nel gennaio 2017, la già citata
rissa del 22 marzo 2017 con gravi ferimenti di alcuni dei partecipanti,
un altro scontro allâ??interno del C.A.R.A. dellâ??8 maggio 2017, in cui
perse la vita uno dei nigeriani corrissanti appartenente alla compagine
dei â??Vikingsâ?, ed ancora una rissa nellâ??agosto dello stesso anno per le
strade del quartiere Libertà ed uno stupro di gruppo commesso
allâ??interno del C.A.R.A. ai danni di una ragazza nigeriana nel mese di
marzo 2017, sono solo alcuni dei violenti episodi che si sono verificati
nel Capoluogo e che hanno caratterizzato il perdurante contrasto tra i
due gruppi criminali.

Fra lâ??altro, i dati pian piano acquisiti alle indagini si sono
dimostrati perfettamente sovrapponibili agli esiti investigativi che,
nel frattempo, molte altre Squadre Mobili in Italia hanno sviluppato in
quel periodo, a conferma del fatto che la mafia nigeriana si è radicata
i molte zone del territorio nazionale (dal Veneto alla Sicilia, dal
Piemonte alla Campania, dalle Marche alla Puglia) con numerosi
insediamenti di cellule di ispirazione cultista, tutte votate a
perseguire i medesimi obiettivi delinquenziali e tutte operanti secondo
le classiche metodologie mafiose improntate alla violenza,
allâ??assoggettamento e allâ??omertà.

NEL 2011 Lâ??ALLARME DELLâ??AMBASCIATA

Già nel 2011 lâ??Ambasciata Nigeriana a Roma emanava una nota in cui si
leggeva â?? nuova attività criminale di un gruppo di nigeriani
appartenenti a sette segrete, proibite dal governo a causa di atti
violenti: purtroppo ex membri sono riusciti ad entrare in Italia e hanno
fondato nuovamente lâ??organizzazione qui, principalmente con scopi
criminali�.

La voluminosa informativa di reato depositata dalla Squadra Mobile alla
Procura della Repubblica nellâ??aprile del 2019, nella quale sono state
individuate responsabilità a vario titolo di ben 50 cittadini nigeriani
per i reati sopra descritti, ha ben evidenziato le forme organizzative
delle due associazioni criminali. Le gangs in esame â?? inquadrate nel più
ampio scenario internazionale delle confraternite universitarie sorte in
Nigeria agli inizi degli anni â??50 per contrastare una Università di
élite frequentata solo da studenti facoltosi, legati al mondo coloniale
â?? erano volte a favorire gli studenti poveri promettenti, per poi, negli
anni â??70/â??80, essere finanziate ed armate dai leader militari.

Esse sono strutturate in forma verticistica e militare, e traggono la
loro forza dallâ??intimidazione, dalla violenza e dallâ??assoggettamento
omertoso inculcato nelle vittime; si caratterizzano, al pari delle mafie
nostrane, per i rituali di affiliazione â?? paragonabili a vere e proprie
prove di forza difficilmente superabili, in quanto basate su primitive
pratiche di sofferenza corporale â?? per lâ??utilizzo di codici interni e di
vocaboli pregni di un simbolismo pressoché incomprensibile, e per una
rigida suddivisione dei ruoli, così da risultare impenetrabili ed
altamente efficienti.

OLTRE 74 MILIONI DI EURO IN PARTENZA DALLâ??ITALIA

La presenza delle gang nigeriane in forma associativa costituisce una
realtà sempre più diffusa sul territorio nazionale, sebbene la loro
esistenza ed operatività sia di difficile accertamento. Basti pensare
alla crescita esponenziale dei flussi di denaro dallâ??Italia verso la
Nigeria rilevatasi nel corso degli ultimi anni: soltanto nellâ??anno 2018,
le rimesse di denaro dallâ??Italia alla Nigeria, come rilevato dalla Banca
dâ??Italia, sono state pari a 74,79 milioni di euro, corrispondenti al
doppio di quelle dellâ??anno 2016. E ciò sul dato di una popolazione
nigeriana presente in Italia stimato, alla data del 30.06.2019, in circa
105 mila presenze, in prevalenza uomini e senza contare che la comunità
dei nigeriani ha in Italia il più basso tasso di occupazione ( 45,1% in
confronto al 59,1% dei non comunitari ) ed il più alto tasso di
disoccupazione (34,2% contro il 14,9 dei non comunitari).

Eâ?? in costante aumento, tra lâ??altro, anche il numero di donne nigeriane
sbarcate in Italia: basti pensare che nel 2013 sono sbarcate nel nostro
paese n.433 giovani donne nigeriane, fino ad arrivare, soltanto a metà
dellâ??anno 2017, a più di 5000 unità.

fonte
https://is...

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