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Jackie Brown (Tarantino, 1997

Sonia

30/03/2019 11:21:18

Confesso che la prima volta che lo vidi non mi piacque.

Sono passati circa vent'anni e non ricordo i precisi motivi di quanto
sopra ma mi sembra che in particolare non rimasi soddisfatto della
parte assegnata al mio idolo De Niro e dell'intreccio.

In questi ultimi quattro-cinque anni ho rivisto il film tre volte e
devo dire che la mia valutazione è cambiata in positivo ed è cambiata
così tanto che attualmente colloco "Jackie Brown" tra i miei film
preferiti. Non dico che lo piazzo nella mia Top 10 ma penso che possa
stare tranquillamente nella mia Top 50. E non è poco, considerato che
come chissà quanti altri appassionati di cinema avrò visto migliaia
di film.

Devo aggiungere che per quanto riguarda l'intreccio e il ruolo
assegnato a De Niro in realtà in entrambi i casi fui io, molto
semplicemente, a non capirli bene a suo tempo.

L'intreccio è ottimo e costituisce a mio avviso uno dei pezzi forti
del film. Ma ci torno tra un po', dopo qualche riga su De Niro.

Magari uno si sarebbe aspettato per il mitico Bob un ruolo diverso
rispetto a quello del malavitoso balordo e sfigato Louis Gara ma un
vero fan dell'attore dovrebbe sapere apprezzare questi in ogni tipo
di parte! Tanto più che De Niro ha dimostrato continuamente lungo
tutta la sua carriera di sapere interpretare molto bene ogni genere
di personaggi (dal boss al prete) e in qualsiasi genere di film (dal
drammatico alla commedia). Per di più, anche in questo caso De Niro
si è mosso assai bene, e il fatto che quello da lui uscito possa
risultare un personaggio quasi fastidioso in quel suo essere così
trasandato depone certamente a favore dell'attore. Quindi, mea culpa
(e doppia).

Tra l'altro, a titolo di curiosità, ho letto in rete che De Niro
avrebbe voluto la parte del garante di cauzioni Max Cherry ma questa
era stata già assegnata dal regista Quentin Tarantino a Robert
Forster (e con piena ragione, direi, dato che Forster ha messo in
campo un'interpretazione coi fiocchi) e a quel punto De Niro ha
accettato la parte di Louis Gara pur di lavorare in quel film con
Tarantino (credo si tratti dell'unica loro collaborazione).

E ora torno sull'intreccio. Bello, bello, veramente bello!

Inoltre non ho trovato particolari pecche nell'incastrarsi delle
varie componenti della storia. Anche se non era facile far quadrare
tutto, mi sembra che non ci siano buchi o cose che palesemente non
stanno in piedi. Uno di quei casi (pochi) in cui nonostante le tante
cose messe sul piatto ogni cosa fila e si lega bene con le altre (mi
viene in mente, in questo senso, il capolavoro "I soliti sospetti").

Davvero una bella sceneggiatura (tratta da un romanzo), bene stesa. E
davvero una bella storia, ben raccontata e bene interpretata.

Difficile riassumere le cose che mi sono rimaste particolarmente
impresse, essendo tante. Mi limito quindi a citare quelle principali,
in maniera un po' sintetica.

Prima cosa l'intreccio, per come è stato tenuto ottimamente in piedi.

Poi, i dialoghi, che se non sbaglio rappresentano sempre uno dei
pallini di Tarantino nei suoi film. Tutti notevoli. Mi hanno colpito
tra i tanti quello di Cherry e la Brown sulla canzone dei Delfonics
nell'appartamento di lei (per il piccolo tono di romanticismo e la
semplicità) e quello verso la fine nell'ufficio di Cherry tra la
Brown e il detective Nicolette dopo la morte di Ordell a opera di
quest'ultimo (lei: "Ray! Ricordi? Speravi di trovarlo prima che lui
trovasse me"; lui: "Mm-hmm"; lei: "Ci sei riuscito. Grazie!").

Poi le interpretazioni degli attori. Tutti al top. Oltre al già più
volte citato Robert De Niro ci sono da godersi: Pam Grier, la Jackie
Brown del titolo, avvenente nella sua prestanza fisica e soprattutto
molto convincente nella parte; il già menzionato Robert Forster,
perfetto nel suo ruolo di un uomo di mezza età al tempo stesso duro e
morbido (nonché un po' romantico a dispetto degli anni ma comunque
con la testa sufficientemente sulle spalle); la brava Bridget Fonda,
nella parte della sciroccata pupa bianca del nero mercante d'armi
Ordell; un grande e istrionico Samuel L. Jackson, nella parte del
cattivo (il suddetto mercante d'armi); un superbo Michael Keaton, a
livelli altissimi nella parte del detective Ray Nicolette (a mio
parere ancor più bravo che in "Spotlight").

Poi le musiche, la scena d'inizio (Jackie sul pavimento scorrevole
dell'aeroporto in cui lavora), numerosi dettagli nelle varie scene,
e altro ancora.

Considero "Jackie Brown" il più bel film di Quentin (a ruota, ma un
po' distanziati, metto "Le iene" e a seguire "Pulp Fiction") e uno
dei più gradevoli film in assoluto da me visti.

2 Risposte

Piergiorgio Sartor

30/03/2019 11:30:22

0

On 30/03/2019 12.21, ilMusso wrote:
[...]
> Considero "Jackie Brown" il più bel film di Quentin (a ruota, ma un
> po' distanziati, metto "Le iene" e a seguire "Pulp Fiction") e uno
> dei più gradevoli film in assoluto da me visti.

Concordo anch'io sia il miglior film
di Tarantino, anche se spesso altri
vengono messi prima.

Un'altra cosa che ho trovato piacevole
e` il "passo" di narrazione.

Non e` veloce, ne` lento, e` perfetto.

bye,

--

piergiorgio

Karamazov

30/03/2019 11:57:36

0

Il giorno sabato 30 marzo 2019 12:21:20 UTC+1, ilMusso ha scritto:
> Confesso che la prima volta che lo vidi non mi piacque.

con i film tratti dai racconti di elmore leonard
si va quasi sul sicuro, il personaggio di ordell
ritorna anche nel recente Life of Crime.

JB è sicuramente un ottimo film, uno dei 3 grandi
film di tarantino.
se devo trovargli un difetto,
ci sono i primi sintomi del fatto che al regista
inizia a sfuggire di mano la gestione dei dialoghi.

i troppi (meritati) complimenti per i dialoghi
dei primi due film lo portano ad una sorta di
delirio di onnipotenza che inizierà ad andare
davvero fuori controllo solo dopo questo film.
Qui più che altro si riscontra nei monologhi
autocompiaciuti di samuel jackson.