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Lo strano caso del dottor Belotti e di mister Gallo

alfredo.bodoira

05/11/2018 10:57:18

Quando ieri Belotti ha spedito il primo colpo di testa alle stelle, mi è sembrato uno di quei centrattacchi della vecchia serie C, le cui ombre di volenterosi centro-boa si scorgevano talvolta in trasmissioni pomeridiane e infrasettimanali.

Nello scouting di Tag Ref "in otto minuti si incarta sulla palla in un contropiede solitario, spreca un cross girandolo molle di testa, si mangia una ripartenza potenzialmente letale su una palla recuperata sbagliando grossolanamente l'apertura".

Poi, su un cross identico di De Silvestri, venuto dopo un minutino di power play innescato dall'infortunio del poèro Barreto (*), come in un film (non un film dei migliori, invero), Andrea da Calcinate ha avuto un moto di ribellione verso il destino, o il destino ha avuto un moto di ribellione verso Belotti, concretatosi in un grande gesto tecnico: uno spintone da buttafuori da balera a Tonelli.

Ora il Tonelli ha un problema, motivo per cui son contento non sia mai arrivato da noi, come centrale è un finto duro. S'atteggia molto, ma al momento buono cede e nel frangente Belotti con la sola imposizione delle mani l'ha spostato di due metri.

Il gesto è stato catartico ed energetico, il Belotti liberato (dalla marcatura) si è trasformato in Gallo, ed è salito molto in alto per colpire molto bene.

Qui inizia lo strano caso del dottor Belotti e di mister Gallo.

Chi sostiene, in base a un cross schiaffato in porta, di spiegarlo con la constatazione che non ci sono i cross per Belotti, ha un pezzo di ragione, ma non tiene conto del fatto che il giovine non la metteva di testa da 574 giorni, quando la probabilità di metterla dentro di testa per rimbalzo casuale secondo l'IISM (Istituto Internazionale Statistiche del Menga) è associata a un periodo di 432 giorni.

Dunque, la mia teoria è che l'agitamento del materiale contenuto nella scatola cranica, determinato dall'impatto, unito al biofeedback positivo del gol, abbia aperto l'accesso alla personalità repressa nelle profondità dell'incosciente, pardon dell'inconscio, ossia Mr. Gallo.

Perchè, da lì in poi il nostro centravanti è sembrato un altro giocatore. Apparentemente sempre lo stesso centravanti un po' approssimativo, ma gli è d'improvviso tornato il superpotere alla Indiana Jones, di riuscire in imprese improbabili con stile rivedibile mentre gli avversari fanno fini orribili.

Vi chiamo a testimoni, quante volte quest'anno Belotti ha tentato un aggancio a un metro e più da terra su un lancio in profondità? Io ne ricordo diversi e non ne è mai uscito nulla, fra colpi di stinco, palloni rimbalzati da alluci a molla, perdita di controllo e di urine nella ricaduta.

Invece il Gallo sul secondo gol ha agganciato il pallone come Carla Fracci cannoniera, indi (anzi Indy), ancora non si sa bene come, nella ricaduta è riuscito a far passare il pallone a mezz'aria oltre un difensore a stretto contatto, infine a toccarlo quel tanto che Audero gobbo vero (**), uscito con poco criterio, ha trovato solo caviglie galliche per i suoi guantoni. E durante tutta l'azione suonavano la colonna sonora delle Indy action 'Tattarara-tattarà", l'avete sentita, no?

Inoltre, IMHO, da lì in poi, ha fatto efficacemente a cazzotti con mascella di vetro Tonelli, mettendoci insieme un paio di cose che una settimana ci saremmo fatti bastare, tipo andare via sul fondo, o quel gran tiro al volo con cui ha colpito Audero.

Infine, c'è stato il segno finale della transizione a Super Sayan Gallo, quando una palla su corner gli è schizzata sulla panza o sugli zebedei, venendo tramutata in assist perfetto per Izzo. Anche qui, in controtendenza con le abitudine stagionali, anche se, in questo caso, bisogna onestamente rilevare che non accade spesso che la difesa avversaria gli lasci quello spazio su un corner.

Tuttavia, permane il mistero di un giocatore che nella sua militanza al Toro ha manifestato un comportamento semi-bipolare (le prime 13 giornate con Ventura non furono solo un problema di 'conoscenze'). A me ieri è parsa la prova provata che il ragazzo sia un calabrone del pallone, che vola solo sorretto da un determinato equilibrio dinamico sia fisico che mentale. E' il bello del gioco del calcio che ci siano anche giocatori così, dove è l'istinto che fa il talento. Ma a quel punto, ricordando anche cosa diceva Cassardo dell'organizzazione societaria a questo riguardo, forse pagare un mental coach per vedere sempre lo Hyde da 100 milioni invece del Jekyll da 20 non sembrerebbe un cattivo investimento.

(*) a tal proposito, quando è venuto il gol Barreto era già fuori del campo con un medico vicino e i ciclisti avevano avuto tutto il tempo almeno di riposizionarsi, come capita quando sei temporaneamente in dieci. Infatti Giovanni Paolo, almeno nell'intervista che ho sentito io, si è rammaricato fossero in dieci, non che il Toro avesse giocato.
(**) non dico che sia un brocco, ma io non gli avrei affidato la porta ciclista già adesso, ha mezzi, ma l'impressione complessiva è che ancora un po' di gavetta in B gli avrebbe fatto bene, invece di spingerlo così per fare belle le plusvalenze gobbe.

1 Risposta

david fazzini

06/11/2018 11:17:01

0

Alfredo Bodoira ha scritto:
> Quando ieri Belotti ha spedito il primo colpo di testa alle stelle, mi è sembrato uno di quei centrattacchi della vecchia serie C, le cui ombre di volenterosi centro-boa si scorgevano talvolta in trasmissioni pomeridiane e infrasettimanali.


Ma anche della serie B di oggi giorno: mammamia quanto è basso il livello.


> Poi, su un cross identico di De Silvestri, venuto dopo un minutino di power play innescato dall'infortunio del poèro Barreto (*), come in un film (non un film dei migliori, invero), Andrea da Calcinate ha avuto un moto di ribellione verso il destino, o il destino ha avuto un moto di ribellione verso Belotti, concretatosi in un grande gesto tecnico: uno spintone da buttafuori da balera a Tonelli.


Bellissimo!


> Ora il Tonelli ha un problema, motivo per cui son contento non sia mai arrivato da noi, come centrale è un finto duro. S'atteggia molto, ma al momento buono cede e nel frangente Belotti con la sola imposizione delle mani l'ha spostato di due metri.


Mi ricorda Zaza!


> Il gesto è stato catartico ed energetico, il Belotti liberato (dalla marcatura) si è trasformato in Gallo, ed è salito molto in alto per colpire molto bene.


Olè!


> Qui inizia lo strano caso del dottor Belotti e di mister Gallo.
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> Chi sostiene, in base a un cross schiaffato in porta, di spiegarlo con la constatazione che non ci sono i cross per Belotti, ha un pezzo di ragione, ma non tiene conto del fatto che il giovine non la metteva di testa da 574 giorni, quando la probabilità di metterla dentro di testa per rimbalzo casuale secondo l'IISM (Istituto Internazionale Statistiche del Menga) è associata a un periodo di 432 giorni.


Ecchime (tra i tanti) e grazie per il pezzo di ragione.
:-)


> Dunque, la mia teoria è che l'agitamento del materiale contenuto nella scatola cranica, determinato dall'impatto, unito al biofeedback positivo del gol, abbia aperto l'accesso alla personalità repressa nelle profondità dell'incosciente, pardon dell'inconscio, ossia Mr. Gallo.


Sochmel...


> Perchè, da lì in poi il nostro centravanti è sembrato un altro giocatore. Apparentemente sempre lo stesso centravanti un po' approssimativo, ma gli è d'improvviso tornato il superpotere alla Indiana Jones, di riuscire in imprese improbabili con stile rivedibile mentre gli avversari fanno fini orribili.
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> Vi chiamo a testimoni, quante volte quest'anno Belotti ha tentato un aggancio a un metro e più da terra su un lancio in profondità? Io ne ricordo diversi e non ne è mai uscito nulla, fra colpi di stinco, palloni rimbalzati da alluci a molla, perdita di controllo e di urine nella ricaduta.
>
> Invece il Gallo sul secondo gol ha agganciato il pallone come Carla Fracci cannoniera, indi (anzi Indy), ancora non si sa bene come, nella ricaduta è riuscito a far passare il pallone a mezz'aria oltre un difensore a stretto contatto, infine a toccarlo quel tanto che Audero gobbo vero (**), uscito con poco criterio, ha trovato solo caviglie galliche per i suoi guantoni. E durante tutta l'azione suonavano la colonna sonora delle Indy action 'Tattarara-tattarà", l'avete sentita, no?


Ma lollone!!! ma come te vengono...


> Inoltre, IMHO, da lì in poi, ha fatto efficacemente a cazzotti con mascella di vetro Tonelli, mettendoci insieme un paio di cose che una settimana ci saremmo fatti bastare, tipo andare via sul fondo, o quel gran tiro al volo con cui ha colpito Audero.


Straquoto!


> Infine, c'è stato il segno finale della transizione a Super Sayan Gallo, quando una palla su corner gli è schizzata sulla panza o sugli zebedei, venendo tramutata in assist perfetto per Izzo. Anche qui, in controtendenza con le abitudine stagionali, anche se, in questo caso, bisogna onestamente rilevare che non accade spesso che la difesa avversaria gli lasci quello spazio su un corner.
>
> Tuttavia, permane il mistero di un giocatore che nella sua militanza al Toro ha manifestato un comportamento semi-bipolare (le prime 13 giornate con Ventura non furono solo un problema di 'conoscenze'). A me ieri è parsa la prova provata che il ragazzo sia un calabrone del pallone, che vola solo sorretto da un determinato equilibrio dinamico sia fisico che mentale. E' il bello del gioco del calcio che ci siano anche giocatori così, dove è l'istinto che fa il talento. Ma a quel punto, ricordando anche cosa diceva Cassardo dell'organizzazione societaria a questo riguardo, forse pagare un mental coach per vedere sempre lo Hyde da 100 milioni invece del Jekyll da 20 non sembrerebbe un cattivo investimento.


Aristraquoto!
Sono certo - diciamo ci punterei il mio cent - che nella schizzofrenia
del ragazzo pesi molto la scorsa stagione: ciao mondiale, ciao Milan,
ciao sogni gloria. E oggi anche ciao nazionale.
Un mental coach aiuterebbe e non poco.

Bel post!