[lnkForumImage]
Download FREE Software.

Confronta i prezzi di migliaia di prodotti.
News Forum Italiano
 Home | Login | Registrati | Ricerca 


 

Forums >

it.sport.calcio.torino

me l’ero persa: tiribocchi

Hondy

14/05/2018 19:36:03

Si aggancia alle discussioni di questi giorni

http://www.toronews.net/interviste/le-loro-storie-simone-tiribocchi-per-il-bene-di-mio-figlio-non-dovrei-farlo-giocare...

Le Loro storie, Simone Tiribocchi: â??Per il bene di mio figlio, non dovrei
farlo giocare a calcio�

Un nuovo modo di raccontare il calcio: quello dei protagonisti. Calciatori,
allenatori, dirigenti. Sempre sotto la luce dei riflettori, ma mai
veramente compresi o comprensibili. Noi li vogliamo avvicinare ai tifosi e
ribaltare il meccanismo delle interviste. Non saremo noi a chiedere,
saranno loro a raccontarci un aspetto del mondo in cui vivono. Un tema
libero, potremmo dire. Sono i protagonisti stessi della nostra passione a
condividere con noi â??Le Loro storieâ?. Senza filtri, senza meta.

Lâ??aria da duro che aveva in campo, tra tatuaggi e un fisico massiccio, si
scioglie come neve al sole quando parla di suo figlio. Ritorna risoluto e
senza peli sulla lingua quando descrive le macerie del sistema calcio
Italia, partendo dalle sue basi: i giovani. Il racconto di Simone
Tiribocchi è un desolante e a tratti feroce ritratto della situazione dei
vivai italici e, a ben vedere, del futuro che attende la Serie A. Le
soluzioni però non sono impossibili. Basterebbe non avere le fette di
salame sugli occhi.

Mio figlio ha cinque anni, lâ??anno prossimo lo vorrei portare in qualche
scuola calcio per iniziare. Sinceramente lâ??unico motivo per cui vorrei che
facesse questo mestiere è per i benefici economici, ma se penso al calcio
di oggi, per il bene che gli voglio sarebbe meglio stesse alla larga da
questo ambiente.

Io ho fatto questa vita e non ci sputo sopra, ma o sei uno che ha due palle
grandi così ed è disposto a mandare giù merda o se invece sei un bambino
timido, un poâ?? chiusoâ?¦ meglio evitare. Sono pochi i vivai che lavorano bene
in Italia. Da quattro anni vivo nel mondo delle giovanili, vedo come si
comportano e vedo lâ??Italia calcistica comâ??è messa. Dopo la mancata
qualificazione dellâ??Italia ai Mondiali sento tutti che parlano: â??bisogna
fare questo, cambiare quello, le riformeâ?¦â?. Anchâ??io penso che ci sia
tantissimo da fare, ma non è solo un discorso economico. In Italia mancano
le idee e la passione, perché câ??è sempre stato il soldo e il soldo ti leva
la passione, perché è più facile spendere piuttosto che impegnarsi sul
serio. Qui non ci sono idee perché non siamo umili come Paese, abbiamo
inventato tutto noi, siamo i più bravi. Siamo nati per giocare a calcio, di
questo sono convinto, lâ??Italia vive di calcio. Ma manca la voglia di
insegnare da parte degli allenatori. Adesso si cerca il giocatore già
completo con la speranza che si faccia da solo. Una volta câ??erano i
giocatori in pensione che si prodigavano con i bambini, oggigiorno invece
le società per risparmiare prende allenatori che lo fanno per hobby o come
secondo lavoro e fanno fare ai ragazzi quello che avrebbero voluto sognato
nella loro vita. Se di giorno stai in ufficio e la sera vai al campo con
mille pensieri per la testa, pur con tutta la passione del mondo, non sarà
mai come qualcuno che ha vissuto il calcio da professionista, sa cosa
significano le rinunce e i sacrifici e li trasmette ai ragazzi. Bisogna
riscoprire queste figure, come i Vatta e gli Ellena del Torino. Io metterei
gli allenatori più bravi con i più piccoli, dove hanno modo di influire di
più sulla crescita. I calciatori in Italia ci saranno sempre, il disastro
sono i dirigenti e gli allenatori dei settori giovanili.

Tanti allenatori delle giovanili scaricano i filmati da internet per
pianificare gli allenamenti, senza sapere se quellâ??esercizio abbia senso
per la propria squadra. Chiedono ai ragazzi di ragionare non
individualmente, ma di reparto, cosa che fino agli Allievi è imbarazzante,
non ha senso. Le posture, le frenate, la tecnica e la tattica individuale
invece non si insegnano più nella maggior parte dei casi; quando si punta
ai fondamentali, invece, poi si raccolgono i frutti. Io ho visto come
lavorano a Bergamo e non puoi dire â??guarda che culo lâ??Atalanta che ha dei
giovani forti�. No, lì si fanno le cose in un certo modo, poi ogni anno
vendono un giocatore da 20 milioni e gli altri stanno a guardare. Oggi il
salto tra Primavera e squadre senior è immenso. Il motivo è che si pensa al
risultato e non alla crescita dei ragazzi. Se un allenatore del vivaio
pensa solo a vincere, sacrifica il singolo. Con questa mentalità, se hai un
fantasista coi piedi buoni, ma alto 1,50, lo tieni fuori e lo bruci. In
settimana non puoi allenare dei bambini in funzione della partita,
altrimenti quando arrivano in prima squadra sono già finiti mentalmente,
esauriti. Perché a quellâ??età hanno la scuola, le ragazzette, le serate con
gli amici. Se gli aggiungi il pensiero che se sbaglia in campo i compagni
perdono per colpa sua, quando arriva in uno spogliatoio con i grandi si
caga sotto. Sono i giocatori che devono usare lâ??allenatore per imparare,
non viceversa.
Lâ??Italia non crea più campioni, per cui quei pochi che abbiamo è giusto che
vadano allâ??estero, tipo Verratti. Gioca al Psg, ma è un patrimonio del
calcio italiano e se la Serie A non è più bella perché nelle squadre devi
parlare inglese e di campioni non ce ne sono, è giusto che se ne vada a
giocare fuori.

Rimedi se ne possono trovare: limitare il numero di stranieri, per esempio.
Un tempo i giovani andavano a farsi le ossa in Serie C, adesso in C ci sono
quelli che una volta giocavano in B, in B ci sono quelli che giocavano in A
e in Serie A ci sono un poâ?? tutti. Non vogliamo limitare gli stranieri
nelle prime squadre? Ok, ci sto, allora togliamoli dai settori giovanili.
La Serie C potrebbe diventare un bel serbatoio per far crescere i giovani
che escono dalla Primavera, con la creazione delle seconde squadre. Però
senza stranieri, se no siamo da capo. Basta un direttore sportivo un poâ??
spregiudicato, fa comunella con un procuratore, vanno in Nigeria, prendono
dieci ragazzi, li fanno giocare in C e dopo un anno magari uno di loro
esplode e loro ci fanno una super plusvalenza. I soldi si trovano. Vendi un
giocatore da 20 milioni? Il 20% lo destini al settore giovanile,
obbligatoriamente. Devi credere in quello che fai. Non puoi pensare â??metto
in panchina Tiribocchi e tra un anno ho 30 giocatori pronti�. Non funziona
così, sono progetti lunghi, bisogna avere pazienza, crederci, resistere
alle tentazioni di chi dice â??non investire nelle giovanili, uso quel
milione di euro per comprarti un brasiliano�.

Adesso tutti si sono resi conto che lâ??Italia ha fatto una figuraccia, ma
erano dodici anni che la Nazionale lanciava dei segnali, erano gli starnuti
prima dellâ??influenza. Si potevano cogliere questi segnali, invece no, noi
italiani dobbiamo sempre precipitare prima. Mi dispiace molto per i
calciatori, gli ultimi a meritare di non andare ai Mondiali (Buffon che
piange è una delle pagine più tristi del calcio italiano), ma anche in
questa situazione ci può essere del buono se câ??è la volontà di cambiare per
davvero. Servono regole, non parole.
Io ho smesso col calcio giocato da quattro anni, non è molto, ma ho
avvertito subito il calo di popolarità intorno a me. Mi manca un poâ?? la
fama perché appena smetti diventi un numero, diventi subito un â??exâ? a ogni
livello. Il consiglio che posso dare è di mantenere il più possibile i
contatti mentre si è in attività, altrimenti dopo nessuno ti si incula più.
Alla fine della stagione 2013/â??14 io avevo ancora due anni di contratto con
il Vicenza, ma mi proposero di allenare gli esordienti perché lâ??allenatore
(Giovanni Lopez, ex Toro, ndr) pensava che fossi troppo vecchio per giocare
a pallone, mi definì â??mela marciaâ?. Avevo 36 anni, ero integro e non avevo
mai creato problemi.

Mio figlio, come già detto, ha cinque anni, è nato appena prima che
smettessi e solo ultimamente inizia a capire qualcosa quando vede che la
gente mi ferma per fare una foto oppure mi ospitano in qualche programma.
Ha capito che io giocavo a calcio e che stavo dentro la televisione, non
capisce ancora che adesso non ci sto più e faccio il mister. Non vedo lâ??ora
di poter spiegare a mio figlio quello che sono stato, che poi in realtà è
solo il riflesso di quello che gli altri ti fanno sentire perché per me era
calcio il giovedì con gli amici come la domenica in Serie A. Ho amato e amo
questo sport dovunque e con chiunque. Non vedo lâ??ora di spiegargli cosa ha
fatto nella vita il suo papà perché mi piacerebbe che lui fosse fiero di
me, oltre che come padre, anche come calciatore.
Sarebbe bello anche dirgli che ora alleno in Serie A, ma credo che siano
importanti le idee più che i soldi. Questâ??anno io sono il vice allenatore
della Primavera del Chievo e sento che è già troppo. Intendiamoci, è una
grande esperienza, ma vorrei tornare indietro e stare coi ragazzini più
giovani. Vorrei lavorare con loro, creare un rapporto, spiegare dei
concetti e vedere che iniziano ad applicarli, fornire giocatori alle
categorie superiori, sentire che i ragazzi ti guardano col sorriso. Per me
questo è il massimo per un allenatore. Se io sono felice di quello che
faccio, ho delle idee e mi permettono di portarle avanti con i ragazzini,
cosa posso chiedere di più? La verità, però, è che non te lo fanno fare. Le
società cercano solo i risultati. Arrivano dei procuratori, anche negli
Allievi, ti dicono â??questo mio ragazzo deve giocareâ? e ti danno 30.000
euro. O alcuni allenatori che pagano 40.000 euro per essere assunti. Poi ci
si chiede come mai lâ??Italia non va ai Mondiali. Cari presidenti e
dirigenti, non cadete dal pero. Tutti sanno che nelle giovanili câ??è gente
che paga per allenare o giocare e nessuno fa nulla. Cominciamo a togliere
dalla circolazione questi personaggi e diamo un segnale concreto al
movimento. Io capisco che le società oggi facciano fatica a far quadrare i
conti e qualsiasi contributo è oro, ma così è troppo. Meglio avere dieci
ragazzi in meno che prendere uno che ti paga per allenare.

PRECEDENTI PUNTATE

LEGGI: Le Loro storie, Andrea Mantovani: â??Non sono riuscito a essere la
bandiera del mio Toro�

LEGGI: Le Loro storie, Benoit Cauet: â??Le corse per strappare un applauso io
non le facevo�

LEGGI: Le Loro storie, Robert Acquafresca: â??Dalle umiliazioni al sorriso,
la mia disillusione�

LEGGI: Le Loro storie, Enrico Fantini: â??Belotti non ha bisogno di Facebook
per essere capitano�

LEGGI: Le Loro storie, Cesare Bovo: â??Mi dicevano sempre rotto, io mi
sentivo in colpa�

LEGGI: Le Loro storie, Andrea Fabbrini: â??Per trovare talenti non basta
YouTube�

LEGGI: Le Loro Storie, Alessandro Sgrigna: â??Dietro al calciatore câ??è
lâ??uomo, rispettateloâ?

LEGGI: Le Loro storie, Amauri: â??Quegli sporchi minuti di recuperoâ?

Inviato da iPad