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NO, alla partenza del Giro d'Italia da Israele!

Dott. Vernes

02/05/2018 13:15:27

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â??Tutto sbagliato, tutto da rifare!â? direbbe Gino Bartali

Pubblicato da ab il 2/5/18 â?¢ Inserito nella categoria: Primo Piano,Strillo

Pubblicato il 2 Mag 2018
Il Giro dâ??Italia parte da Israele
Pax Christi Italia si unisce al coro di proteste di molte associazioni e
ribadisce il proprio NO alla partenza del Giro dâ??Italia da Israele.
Oggi Gino Bartali porgerebbe quellâ??acqua al popolo palestinese, rimasto
a secco, perché lâ??acqua dei territori occupati se la bevono tutta gli
israeliani.
Il Governo Israeliano nel mese di maggio 2018 intende celebrare i 70
anni dalla proclamazione unilaterale del suo Stato, mentre per i
palestinesi quella data rappresenta la Nakba (Catastrofe), con oltre
10.000 persone uccise e circa 800.000 cacciate dalle loro case e dalle
loro terre.
A partire dal 4 maggio 2018 il Giro dâ??Italia svolgerà le prime tre tappe
in Israele.
Si tratta di una grande operazione di propaganda che Israele ha
orchestrato per darsi unâ??immagine di â??normalitàâ? e coprire con un evento
sportivo di grande risonanza mediatica come il Giro dâ??Italia le
quotidiane violazioni dei diritti umani più elementari del popolo
palestinese e della legalità internazionale.
Non ci sono parole per commentare le uccisioni a Gaza, anche in questi
giorni!
La partenza da Israele del Giro dâ??Italia avalla la politica coloniale
del Governo Israeliano a danno dei palestinesi, il regime di apartheid,
lâ??occupazione militare, la proclamazione di Gerusalemme â??capitale
unificata� dello Stato di Israele, la violazione del Diritto
internazionale, che invece lâ??Italia dovrebbe richiamare e far rispettare
anche in sede ONU.
Non si può tacere.
Lo chiediamo alla politica, alla società civile, alle comunità
cristiane, ai responsabili dei mezzi di informazione, alle donne e
uomini che hanno a cuore la pace.
Oggi, un modo di sollevare il dibattito a livello nazionale potrebbe
essere il boicottaggio delle trasmissioni televisive delle prime tre tappe.
Gino Bartali è stato dichiarato â??giusto tra le nazioniâ? per aver
contribuito a salvare le vite di tanti ebrei, grazie alla sua fama di
campione di ciclismo negli anni delle odiose leggi razziali.
Chi protesta contro la politica dello Stato di Israele non può essere
sbrigativamente tacciato di antisemitismo, come spesso accade. Crediamo
invece che denunciare le ingiustizie serva davvero ad abbattere i muri
dellâ??oppressione e a costruire ponti di legalità.
2 maggio 2018 Pax Christi Italia

---
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1 Risposta

L'Archivista della Galilea

02/05/2018 14:17:53

0

Il giorno mercoledì 2 maggio 2018 14:15:28 UTC+1, Rocco Catalano ha scritto:

> Chi protesta contro la politica dello Stato di Israele non può essere
> sbrigativamente tacciato di antisemitismo, come spesso accade.


Perché gli ebrei, che hanno tanto sofferto per il nazismo, fanno ai palestinesi quello che i tedeschi hanno fatto a loro?

Ecco un esempio di "parole malate". L'abuso di certi termini finisce per distruggerne il significato. I nazisti sono quelli che hanno scientificamente sterminato sei milioni di ebrei, tra cui un milione e mezzo di bambini, che hanno proditoriamente invaso e saccheggiato i paesi europei, devastato, bruciato, distrutto e ucciso e fatto uccidere milioni di persone. I nazisti si erano prefissi di distruggere non un nemico, che in realtà esisteva solo nella loro mente malata, ma tutto un popolo, quello ebraico, con accuse immaginarie e folli.

Non si trattava dunque di un conflitto, come quello che contrappone israeliani e palestinesi, ma di un genocidio. La differenza non è piccola.

Definire "nazisti" gli ebrei è quindi affermare il falso e commettere un'infamia. Se poi a dare una simile definizione sono degli europei, cui meglio converrebbe come minimo il silenzio per tutte le loro responsabilità, dirette e indirette, per le persecuzioni e lo sterminio degli ebrei, l'infamia diventa anche più abietta. L'occupazione israeliana di territori abitati da arabi non è stata sempre indolore. Nessuna occupazione militare lo è mai.

Ma non è successo in Israele quello che è accaduto in Europa, dove decine di milioni di persone, dopo la seconda guerra mondiale, sono state cacciate dalla loro terra. In Israele vivono più di un milione di cittadini israeliani arabi con pieni diritti, e oltre due milioni di arabi vivono in Cisgiordania e a Gaza. Oggi nessuno in Europa, tedeschi, polacchi, italiani, rivendica la terra e le case abbandonate quando la guerra ha ridisegnato confini e proprietà, come normalmente accade quando dei paesi vincono una guerra e altri la perdono. Ma tutto in Europa ha finito per sistemarsi perché c'era la volontà generale di farlo e nessuno ha speculato sull'esodo forzato di milioni di persone.