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SALVINI & MELONI STORY - by Giuseppe Turani

eastaldi

06/07/2017 00:44:47

Salvini e Meloni escono dall'euro
La lira svalutata del 50 per cento. La disoccupazione (tre milioni) riassorbita in un solo pomeriggio. 
di Giuseppe Turani | 05/02/2017


Spesso a sinistra ci si lamenta della povertà di idee dei propri leader e della propria formazione politica. A destra, però, dovrebbero buttarsi nel fiume più vicino con le tasche piene di sassi. E’ evidente che da gente come Salvini o Meloni non sia umanamente possibile attendersi molto. Più che altro sono due agitatori.
Alla mattina passano al bar a prendere il cappuccino, sentono fra gli avventori che aria tira, in Brianza o in borgata, e alle 9 sono già in televisione, pronti a dare fiato a quello che hanno appena sentito.

Il loro livello di elaborazione politica è questo. Non ne esiste altro, anche perché dentro i loro movimenti (come in quello di Grillo) nessuno si azzarda a parlare. Insomma, sono anche un po’ costretti a fare da soli. E quindi le conversazioni al bar con gli avventori trafelati sono l’unico momento dialettico delle loro vite.

Pensa che ti ripensa, ascolta Gino il postino in pensione e Marta (la cameriera del bar) sono arrivati alla conclusione che è buona cosa dare la colpa di tutti i nostri guai all’esistenza dell’euro. E’ una cosa semplice da capire e anche intuitiva, il  che va bene perché la gente non ha tanta voglia di spremersi la testa.

Allora via dall’euro.
Salvini, che dei due è il più attrezzato, ha messo al lavoro anche un paio di cervelli specializzati. Il risultato è un po’ da rotolarsi per terra dal ridere, ma di più non sono riusciti a fare.

Stabilito  che bisogna, appunto, uscire dall’euro, come si fa?

La strada maestra, la più semplice e diretta, sarebbe quella di una decisione autonoma della Germania di andarsene dalla moneta unica. Non si dice che per convincerla a tanto, convenga dichiararle preventivamente guerra, ma comunque una certa pressione andrebbe fatta. Via i tedeschi, con gli altri partner (immaginati più morbidi) si potrà discutere più agevolmente.
La Germania, purtroppo, nemmeno ci pensa, ma Salvini ci spera. Hai visto mai? Magari, un giorno.

Nel caso, probabile, di resistenza dei tedeschi, si potrebbe seguire una diversa strada: se ne vanno dall’euro tutti gli altri, e noi con loro..

Se proprio poi nessuno se ne vuole andare, faremo da apripista e ce ne andiamo noi.

Ricompriamo le nostre macchine della zecca e ci mettiamo a produrre lire, finalmente felici.
Svalutiamo subito del 30 o del 50 per cento la neo-lira, così i prodotti italiani per gli stranieri costeranno la metà (nelle loro valute).

Facile immaginare le file a Chiasso: verranno qui anche per comprare il pane, non solo le Ferrari e i vestiti di Armani. Pazzesco boom economico, disoccupazione (tre milioni) riassorbita in un pomeriggio. Vittoria assoluta della destra. Salvini e Meloni, con i loro consulenti, attraversano l’arco di trionfo. I festeggiamenti durano una settimana.

Cessano quando accadono due fatti.

Salvini ordina alla Apple l’ultimo modello di iPad, e si accorge che il prezzo è raddoppiato. Si incazza come una bestia. Alla Apple, davanti alle sue proteste, gli dicono di andare a cagare.
Purtroppo arriva anche la bolletta relativa al primo invio di petrolio all’Italia: raddoppiata anche quella.
“Sceicchi bastardi, mussulmani di merda”, tuonano insieme Salvini e la Meloni.

Si potrebbe dichiarare guerra all’Oman (tanto per fare qualcosa), ma i militari (ai quali è stato raddoppiato lo stipendio) sono in vacanza.

Si dà allora incarico alla Banca d’Italia di raddoppiare la stampa di lire.

La moneta italiana si svaluta ancora, ormai siamo al 70 per cento. Il prezzo delle marmellate inglesi nei supermercati ha raggiunto prezzi proibitivi, gli smartphone sono spariti dalla circolazione e sono riapparsi, estratti da scatoloni in soffitta, certi vecchi Nokia.

In un mese 3456 aziende italiane vengono comperate dall’Islanda:  costano il 70 per cento in meno, grazie alla svalutazione della lira. Il premier islandese dichiara:
“Non sappiamo cosa farcene, ma costavano così poco che le abbiamo comprate”.

In un mese 120830 aziende chiudono i battenti, travolte dall’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime.

I disoccupati invadono nuovamente le strade, adesso sono 6 milioni. Accanto a loro, milioni di casalinghe: nei supermercati non c’è più niente.

La folla rumoreggia. I disordini appaiono inevitabili. La gente si placa solo quando vede arrivare, dal Brennero, una lunghissima autocolonna della Nato.

I militari scortano 30 camion che poi si riveleranno pieni di euro in diversi tagli. E scortano anche una limousine con sopra tre eleganti signori.

“Siamo la troika” – dicono - “E siamo venuti a salvarvi”.

Due contesse romane organizzano subito cene di benvenuto.

Salvini, la Meloni e i loro consulenti sono stati avvistati in Africa centrale, dove avrebbero aperto una pizzeria italiana.
Di Maio serve ai tavoli. Di Grillo non si sa nulla, anche se si sospetta che si sia rifugiato in Kenya da Briatore. Il sacro blog è stato venduto alla Nike.
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1 Risposta

ilChierico

11/07/2017 11:13:44

0

On 06/07/2017 02:44, e wrote:

> In un mese 3456 aziende italiane vengono comperate dallâ??Islanda: costano il 70 per cento in meno, grazie alla svalutazione della lira. Il premier islandese dichiara:
> â??Non sappiamo cosa farcene, ma costavano così poco che le abbiamo comprateâ?.

Strano, vero? Accade invece adesso che abbiamo una moneta forte,
talmente forte che non posso neanche scriverne il nome :-D