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Questo è quello che il sumaro scriveva qualche tempo fa...

truedevil

12/03/2017 12:11:02

Ogni vero uomo di calcio spera di chiudere quanto prima i conti con
Calciopoli. Uno, non se ne può più di bobine, cavilli, veleni e molto
altro. Due, a lungo andare con questa vicenda ancora aperta si perde
tutti. Nessuno escluso. Perde il calcio che, dovrebbe, essere il bene
comune. Ma, tornando a noi, il fatto che Calciopoli non sia ancora
chiusa lo si evince da due aspetti: lo scudetto 2006 nella bacheca
dell'Inter e, soprattutto, la situazione della Juventus. C'è poco da
fare gli indifferenti. Il calcio italiano ad alto livello sta
perdendo la Juventus. La squadra bianconera è arrivata settima l'anno
scorso e rischia di fare il bis quest'anno. E' vero che nel 1997 e
nel 1998 il Milan arrivò undicesimo e decimo e l'anno dopo vinse lo
Scudetto. Ma nessun ragionevole uomo di calcio può pensare che le
condizioni di oggi, sportive, competitive e macro-economiche, siano
anche lontanamente paragonabili a quelle di allora. La Juventus non
ha più fuoriclasse, ha un bilancio rosso che più rosso non si può, è
lontana anni luce non solo dall'Europa che conta ma anche da quella
meno nobile, ha giocatori (vedi Chiellini, caso illuminante) che non
avendo, e vanno capiti, nulla da giocarsi nel Club provano a
respirare aria nuova in Nazionale giocando anche l'amichevole e
finendo per perdere un mese di Campionato. E' chiaro a tutti che il
difensore livornese avrebbe cercato in qualche modo di preservarsi,
come hanno fatto, inutile negarlo, e in maniera assolutamente
comprensibile, alcuni giocatori di Milan e Inter, se avesse avuto una
partitissima in programma dopo la sosta. La Juventus è ridotta così a
causa di Calciopoli e sono dell'avviso che il calcio italiano non
possa permettersi di perdere la Juventus. L'onda lunga delle
conseguenze economiche e sportive delle punizioni arrivate alla
Juventus è stata oltre tutto subdola: non si è manifestata tanto nei
primi due-tre anni, ma negli anni successivi all'impatto con la nuova
realtà. E le obiezioni scontate dei soliti noti pronti a invadere il
web con le loro reazioni intimidatorie, (sono così dozzinali che vale
la pena anticiparle: e allora, quando eravamo noi ridotti così? Hanno
sbagliato e hanno pagato... Dovevano sparire...) vanno cestinate.
Assolutamente e rigorosamente. Vanno cestinate da tutte le persone di
buona volontà che amano il calcio. Il solito sogghigno ironico di chi
non fa mistero di godere per questa situazione della Juventus anche
quando la solita selva di microfoni gli chiede che ora è, non ha
nulla a che vedere con lo spirito sportivo e con gli interessi in
prospettiva di tutto il calcio italiano, quindi anche dei suoi.
Quando altri facevano fatica a vincere, e lo hanno fatto per
vent'anni, le condizioni strutturali del calcio erano clamorosamente
diverse. Non c'era la crisi economica globale di oggi, non c'erano i
mega-fatturati delle inglesi e delle spagnole che hanno accumulato
vantaggi siderali rispetto a sistemi calcistici come quello italiano,
non era mai esistito uno scandalo le cui punizioni non si limitassero
al campionato successivo ma che, al contrario, di fatto, spalmassero
le loro conseguenze di sistema almeno sui dieci anni successivi. Mai,
negli ultimi 25 anni, giusto per parlare del periodo storico in cui
hanno operato e stanno operando le presidenze Berlusconi e Moratti,
nel corso di stagioni di crisi che possono capitare a tutti, c'è
stato il divario fra la situazione dell'oggi e il ritorno alla
competitività che esiste in questo momento per la Juventus. Mai.
Credo che la Juventus vada aiutata. Pagare ha pagato, perderla non si
può perderla. E' un Club con il maggior numero di Scudetti e di
tifosi in Italia, merita un piano Marshall per il suo futuro. Aiutare
la Juventus significherebbe aiutare il calcio italiano. Senza dubbi e
senza riserve