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Si parlava di Tecnica e di Corpo...

Mario Cosentino

04/11/2011 16:52:49

Il buon Mentore, nel suo ultimo e interessante post, in cui riportava
la cronaca del suo esame a IV Dan di Karate, affronta alcuni argomenti
tecnici importanti, tra i quali scelgo questo passaggio:

"...una volta arrivato al II/III dan, a mio parere un karateka
dovrebbe aver conosciuto il suo corpo a un livello abbastanza profondo
da sapere come usarlo per generare forza. Dovrebbe sapere come
muoversi in maniera integrata, un tutto unico e armonioso. Cio' che io
ho visto all'esame, spesso, era qualcosa di diverso e in certi casi
deludente.
Cerco di spiegarmi. Una tecnica di combattimento dovrebbe, a mio
parere, essere portata con il supporto di tutto il corpo, utilizzando
il movimento per generare la forza da incanalare nell'arto. In kata
sofisticati come Soochin e Gojushiho questo discorso e' ancora piu'
importante, visti i movimenti effettuati e le particolarita' dei
due..."

Dato per scontato che un valido atleta/guerriero per arrivare al 2° o
al 3° Dan deve aver almeno consumato un centinaio di Karategi :-), non
sono così certo che per portare una tecnica serva sempre il supporto di
tutto il corpo.
(OK, potete anche sparare sul pianista ora ! :-)

In alcuni Kata, od anche Forme antiche di origine cinese, alcune
Tecniche possono essere effettuate in posizione difensiva o,
addirittura arretrata o di schiena, e con un equilibrio a volte anche
precario (vedi posizioni su una solo gamba forte o addirittura su un
solo arto o addirittura da terra).

Queste tecniche devono essere si coordinate con tutto il corpo ma non
possono, diversamente da altre, essere eseguite 'con tutto il corpo a
supporto'.

Parlo di tecniche veloci e brevi che vengono portate per lo più con gli
arti superiori, come se fossero delle frustate.

Nel Ju-Jitsu, come nel Karate, si tende ad essere troppo 'fisici'
mentre negli stili più antichi di derivazione cinese le tecniche sono
meno potenti e più slanciate.

Appare ovvio che il corpo partecipa ma non come supporto totale: le
gambe sorreggono una posizione ma non in maniera così forte e sicura,
le tecniche così generate risultano sorprendenti (nel vero senso della
parola, sorprendono l'avversario) per la loro velocità e precisione.

Grazie per l'attenzione.

Maestro Mario Cosentino
Juko Junior Club
Milano


6 Risposte

Mentore Siesto

06/11/2011 00:12:37

0

Il giorno Fri, 4 Nov 2011 16:52:49 UTC, Mario Cosentino
<mariocosentino-nospam@tiscali.it> ha scritto:

> Il buon Mentore, nel suo ultimo e interessante post, in cui riportava
> la cronaca del suo esame a IV Dan di Karate, affronta alcuni argomenti
> tecnici importanti, tra i quali scelgo questo passaggio:
>
> "...una volta arrivato al II/III dan, a mio parere un karateka
> dovrebbe aver conosciuto il suo corpo a un livello abbastanza profondo
> da sapere come usarlo per generare forza. Dovrebbe sapere come
> muoversi in maniera integrata, un tutto unico e armonioso. Cio' che io
> ho visto all'esame, spesso, era qualcosa di diverso e in certi casi
> deludente.
> Cerco di spiegarmi. Una tecnica di combattimento dovrebbe, a mio
> parere, essere portata con il supporto di tutto il corpo, utilizzando
> il movimento per generare la forza da incanalare nell'arto. In kata
> sofisticati come Soochin e Gojushiho questo discorso e' ancora piu'
> importante, visti i movimenti effettuati e le particolarita' dei
> due..."
>
> Dato per scontato che un valido atleta/guerriero per arrivare al 2° o
> al 3° Dan deve aver almeno consumato un centinaio di Karategi :-), non
> sono così certo che per portare una tecnica serva sempre il supporto di
> tutto il corpo.
> (OK, potete anche sparare sul pianista ora ! :-)
>
> In alcuni Kata, od anche Forme antiche di origine cinese, alcune
> Tecniche possono essere effettuate in posizione difensiva o,
> addirittura arretrata o di schiena, e con un equilibrio a volte anche
> precario (vedi posizioni su una solo gamba forte o addirittura su un
> solo arto o addirittura da terra).
>
> Queste tecniche devono essere si coordinate con tutto il corpo ma non
> possono, diversamente da altre, essere eseguite 'con tutto il corpo a
> supporto'.
>
> Parlo di tecniche veloci e brevi che vengono portate per lo più con gli
> arti superiori, come se fossero delle frustate.
>
> Nel Ju-Jitsu, come nel Karate, si tende ad essere troppo 'fisici'
> mentre negli stili più antichi di derivazione cinese le tecniche sono
> meno potenti e più slanciate.
>
> Appare ovvio che il corpo partecipa ma non come supporto totale: le
> gambe sorreggono una posizione ma non in maniera così forte e sicura,
> le tecniche così generate risultano sorprendenti (nel vero senso della
> parola, sorprendono l'avversario) per la loro velocità e precisione.

Discorso, come sempre, interessantissimo e ricco di spunti.

Precisando che la mia annotazione riguardava una sensazione di
incertezza nei movimenti che emanava da quegli esaminandi, passo a un
mio parere personale.

Nelle discipline cinesi che ho praticato (segnatamente taiji quan, ma
anche - in misura minimale - Hung gar, grazie a Giorgio e al suo
ottimo insegnante) il supporto del corpo e' comunque "totalizzante":
anche in posizioni precarie, su una sola gamba per esempio, si tenta
di ottenere il massimo.

Quel che intendo io, comunque, non e' la necessita' che tutto il corpo
partecipi sempre (grandi spostamenti, in pratica).

Mi riferisco invece a qualcosa che permea, a mio parere, tutto il
campo del combattimento e delle arti marziali, ossia il movimento
coordinato e integrato dei segmenti corporei. Anche in una rapida
tecnica frustata, eseguita con movimenti minimi (Kase l'avrebbe
chiamata Ko waza), c'e' un supporto corporeo che, per quanto
limitatamente, coinvolge i centri motori principali; le anche, nel
karate e nel taiji.

Ricordo per esempio che una volta dorje asseri' che nel Tanglang le
anche "non si usano". Avrei avuto piacere di capire il senso di questo
discorso, ma rimane il fatto che quando si muoveva si vedeva (ed era
un bel vedere) una coordinazione dei segmenti corporei notevole.

Ecco, questo a mio parere e' un argomento su cui lavorare per,
diciamo, altri 40 anni :-)

Mentore

Mario Cosentino

06/11/2011 15:41:34

0

Nel suo scritto precedente, Mentore Siesto ha sostenuto :
> Mi riferisco invece a qualcosa che permea, a mio parere, tutto il
> campo del combattimento e delle arti marziali, ossia il movimento
> coordinato e integrato dei segmenti corporei. Anche in una rapida
> tecnica frustata, eseguita con movimenti minimi (Kase l'avrebbe
> chiamata Ko waza), c'e' un supporto corporeo che, per quanto
> limitatamente, coinvolge i centri motori principali; le anche, nel
> karate e nel taiji.

Era proprio questo che temevo, il discorso sul movimento delle anche.
Argomento troppo caro ai Maestri di Karate ma così ostico da insegnare
e da comprendere, naturalmente.

Considerando che l'applicazione massima di questo movimento dovrebbe
essere impegnata nel Combattimento (Kumite), posso affermare senza
temere grandi smentite che se osserviamo il combattere del Karate
questo movimento raramente si può vedere.

Alcune volte è perfino invisibile nelle Forme, e questo dice tutto.

Ricordo che un Maestro orientale di tanti anni fa a Roma, purtroppo non
ricordo più il nome ma a questi tempi ne passavano tanti di Maestri
esotici, diceva sempre questo (pressappoco suonava così):

"Risparmia movimento, tu risparmia movimento così meno stanco più
forza"

Ovviamente la sua tecnica preferita era il Kizami Tsuki arretrando.
Incredibile !
:-)

Maestro Mario Cosentino
Juko Junior Club
Milano


mentoruccio

07/11/2011 09:42:23

0

On 6 Nov, 16:41, Mario Cosentino <mariocosentino-nos...@tiscali.it>
wrote:
> Nel suo scritto precedente, Mentore Siesto ha sostenuto :
>
> > Mi riferisco invece a qualcosa che permea, a mio parere, tutto il
> > campo del combattimento e delle arti marziali, ossia il movimento
> > coordinato e integrato dei segmenti corporei. Anche in una rapida
> > tecnica frustata, eseguita con movimenti minimi (Kase l'avrebbe
> > chiamata Ko waza), c'e' un supporto corporeo che, per quanto
> > limitatamente, coinvolge i centri motori principali; le anche, nel
> > karate e nel taiji.
>
> Era proprio questo che temevo, il discorso sul movimento delle anche.
> Argomento troppo caro ai Maestri di Karate ma cos ostico da insegnare
> e da comprendere, naturalmente.
>
> Considerando che l'applicazione massima di questo movimento dovrebbe
> essere impegnata nel Combattimento (Kumite), posso affermare senza
> temere grandi smentite che se osserviamo il combattere del Karate
> questo movimento raramente si pu vedere.
>
> Alcune volte perfino invisibile nelle Forme, e questo dice tutto.

Ma Mario caro (mo' non facciamo facile ironia su quel "caro",
eh! :D ), non mi provocare perche' tu sai MEGLIO DI ME il motivo per
cui questo movimento non si vede quasi piu'.

Si chiama "rapidita'".

In gara la potenza di penetrazione non e' necessaria. Servono
movimenti velocissimi. Nel kata, braccia e gambe molto veloci, senza
che il peso del corpo ci vada "dentro"; solo l'arto si deve muovere, o
comunque, il movimento corporeo e' minimale, per rendere lo "stacco"
fra movimenti lenti e movimenti rapidi ancor piu' evidente e quindi
dare la famosa "interpretazione", e tutti i parametri di valutazione
tanto cari a chi valuta l'esibizione.

Nel kumite, dove ormai tutto viene fatto a balzelli e salti, la forza
di penetrazione e' bandita come una bestemmia apocalittica in San
Pietro: contatto minimo, meglio se evitato, e massima attenzione alla
capacita' di jump.

Va benissimo, eh, per le competizioni va STRAbene. Non e' quel che
cerco io. Tutto qui.

> Ricordo che un Maestro orientale di tanti anni fa a Roma, purtroppo non
> ricordo pi il nome ma a questi tempi ne passavano tanti di Maestri
> esotici, diceva sempre questo (pressappoco suonava cos ):
>
> "Risparmia movimento, tu risparmia movimento cos meno stanco pi
> forza"

LOL

> Ovviamente la sua tecnica preferita era il Kizami Tsuki arretrando.
> Incredibile !
> :-)

Ti ricordi cosa disse un M° cinese a riguardo, citato da vecchiacci
come Franco (che fine avra' fatto?) e Jack? "Giapponesi copiato tutto,
capito niente" ;-)

Mentore

Mario Cosentino

07/11/2011 17:35:57

0

mentoruccio scriveva il 07/11/2011 :
> Va benissimo, eh, per le competizioni va STRAbene. Non e' quel che
> cerco io. Tutto qui.

Ma bene, ragioniamo su questo fattore: cosa cerchi tu ?

Non ti basta la velocità ?
Non ti basta, insieme alla velocità, colpire precisamente il bersaglio
?

Le anche non rallenterebbero, anche impercettibilmente, i tuoi
movimenti ?

Quindi, mi domando, l'efficacia non si ottiene 'solo' con la velocità e
la precisione ?

MMC on mobile


Mentore Siesto

07/11/2011 22:27:45

0

Il giorno Mon, 7 Nov 2011 17:35:57 UTC, Mario Cosentino
<mariocosentino-nospam@tiscali.it> ha scritto:

> mentoruccio scriveva il 07/11/2011 :
> > Va benissimo, eh, per le competizioni va STRAbene. Non e' quel che
> > cerco io. Tutto qui.
>
> Ma bene, ragioniamo su questo fattore: cosa cerchi tu ?
>
> Non ti basta la velocità ?
> Non ti basta, insieme alla velocità, colpire precisamente il bersaglio
> ?
>
> Le anche non rallenterebbero, anche impercettibilmente, i tuoi
> movimenti ?
>
> Quindi, mi domando, l'efficacia non si ottiene 'solo' con la velocità e
> la precisione ?

Quanto provochi :-)

Lo sai meglio di me che non basta la rapidita'. E che a seconda dei
bersagli e delle situazioni e' necessario far partecipare una parte
piu' o meno ampia della forza del corpo...

E allora per certe cose e' possibile anche il jump, il balzo in
orizzontale, ma per altre servono una posizione ampia e profonda (NON
lunga: AMPIA e PROFONDA. C'e' la sua bella differenza!), e la
coordinazione completa fra il movimento del corpo e quello
dell'arto...

No, non credo che bastino velocita' e precisione. Un proiettile di
burro, per quanto veloce e preciso, non entra nel bersaglio, vi si
spiaccica sopra. Un blocco di marmo tirato lentamente a casaccio
magari nemmeno ci arriva, al bersaglio.

Ma cercare il giusto supporto a seconda dei casi, secondo me, e'
"controllo". Dei colpi e del corpo.

Mentore

Mentore

Tenchi1

09/11/2011 12:48:39

0


"mentoruccio" <mentore.siesto@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:ecdd686a-82b3-4aab-aff8-a3058f7c1510@u12g2000vbx.googlegroups.com...
On 6 Nov, 16:41, Mario Cosentino <mariocosentino-nos...@tiscali.it>
wrote:
> Nel suo scritto precedente, Mentore Siesto ha sostenuto :
>
> > Mi riferisco invece a qualcosa che permea, a mio parere, tutto il
> > campo del combattimento e delle arti marziali, ossia il movimento
> > coordinato e integrato dei segmenti corporei. Anche in una rapida
> > tecnica frustata, eseguita con movimenti minimi (Kase l'avrebbe
> > chiamata Ko waza), c'e' un supporto corporeo che, per quanto
> > limitatamente, coinvolge i centri motori principali; le anche, nel
> > karate e nel taiji.
>
> Era proprio questo che temevo, il discorso sul movimento delle anche.
> Argomento troppo caro ai Maestri di Karate ma cos ostico da insegnare
> e da comprendere, naturalmente.
>

tra l'altro utilizzare le anche significa non utilizzare solo quelle ma
sfruttarle
come punto di congiunzione tra cielo e terra, braccia e gambe.
le anche poi potremmo sia utilizzarle in torsione, aprendole e chiudendole
ma potremmo anche utilizzarle mantenendole ferme per supportare
e mantenere l'intero corpo mentre si muove: immaginate
i tappeti mobili dell'aeroporto, i tappeti sono le gambe, il tappeto parte e
il resto del corpo non seguendo il tappeto o si sporge avanti sbilanciandosi
oppure resta indietro e si sbilancia ugualmente.